Informatica ghiacciata nei Trasporti Intelligenti

Reduce dalla importante Conferenza di TTS Italia sulle magnifiche sorti e progressive dei Sistemi di Trasporto Intelligenti (a Roma c’era un bel sole il 15 mattina, nonostante il freddo!), e sempre più consapevole del lodevole sforzo di standardizzazione di EASYWAY a livello europeo (anche sull’InfoMobilità), ho dovuto – quasi subito dopo -  attraversare bufere di neve (..dovevo andare in  Umbria!), scampare a treni bloccati ed a  sghiacciamenti tardivi di ali di aeroplani. Mentre si scatenava l’inferno sull’Autosole tra Firenze e Incisa e gli scali aerei di mezza Europa chiudevano, ho raggiunto casa..e adesso osservo lo spettacolo “curioso” dello scaricabarile tra Protezione Civile, ANAS, Autostrade, Comuni, Ferrovie dello Stato, e via enumerando, sulle responsabilità (?), ..almeno su quelle italiane.

Ebbene c’è un filo rosso logico tra l’ auspicata innovazione nei Trasporti (quanto meno sull’Infomobilità  e le associate allerte meteo) e le furiose liti sulle “colpe”  cui stiamo assistendo (per la verità non solo in Italia, ma anche, con relativo understatement, perfino in UK)! Chiunque si occupi di “normare”, “standardizzare”, “regolare” le architetture dei Trasporti Intelligenti sa bene che ci sono due montagne immense da scalare: la prima è quella ORGANIZZATIVA, la seconda è quella dell’INTEROPERABILITA’. E’ questa, peraltro la ragione, per cui  “noi addetti ai lavori” cerchiamo di darci un’Architettura Informatica/Telematica europea, che – oltre gli standard essenziali (un po’  “basici” come  l’Ethernet o le spine elettriche, così analogamente necessari per gli apparati elettronici  eventualmente a bordo di  veicoli o su strumenti di  bordo strada, come su navi e porti, camion e interporti) -, definisca bene i MODELLI ORGANIZZATIVI dei SERVIZI tra GESTORI DIVERSI e PLURALI. Visto dalla mia ottica italiana: ma  se non viene   un qualche “baffone”  centrale a imporre  una pur minima  dovuta semplificazione di ruoli a tutta la lunga corte degli Enti, dei Corpi, delle Agenzie e delle autoreferenziali “Autorità” che pretendono di di aver sempre l’ultima parola, nel loro specifico settore d’attività e di intervento, come ce la potremo mai cavare?

Costruire un’architettura dei flussi operativi e dei ruoli di lavoro (del workflow, diremmo) non è certo una scalata di sesto grado, nei trasporti e/o altrove; diventa difficile soltanto per l’insipienza umana e per le “policies” che inopportunamente la governano. La più semplice ingegneria gestionale va sempre a infrangersi su frasi troppo spesso sentite come: “queste sono le mie prerogative”; “la norma stabilisce che siamo noi a dover autorizzare..”; in fin dei conti ..sul più semplice e famoso  “Lei non sa chi sono io!”. Appunto: chi sono LORO? Banalmente LORO sono i nemici dell’innovazione, ancora troppo sopportati, coccolati e del tutto certi del  potere che li avrebbe unti per sempre: inutili baluardi dei disastri italiani (ma anche a volte europei e mondiali). Sentire il gran vociarsi addosso di tutti questi signori, per le colpe “meteo”, mi diverte tristemente: questi personaggi TUTTI I SANTI GIORNI, MICA SOLO QUANDO NEVICA, ESISTONO PRINCIPALMENTE PER GIUSTIFICARE LA LORO ESISTENZA IN VITA ED IN RUOLO: NON CERTO PER ASSOLVERE LE PROPRIE FUNZIONI ORIGINALI, di cui spesso hanno dimenticato la stessa motivazione nativa. La Protezione Civile che  prima distribuisce allerte meteo “non esatte” e poi raggiunge a piedi dopo una notte all’addiaccio  migliaia di persone bloccate (e se ne vanta!) può rappresentare bene (perfino dopo L’Aquila e le “cricche” dei  due G8 in emergenza..) il quadro tristemente demenziale e inefficiente di questa malattia ORGANIZZATIVA/GESTIONALE.

Per la seconda montagna da scalare, quella dell’interoperabilità informatica, PENSO CHE  NON ESISTA ALCUN PROBLEMA TECNICO, GIA’ DA DIVERSI ANNI (basta che qualsiasi giovane informatico si legga cos’è il DATEX II per gli ITS):  si tratta, anche qui, di un altro serio problema  socio-organizzativo, questa volta INDUSTRIALE. E si capisce bene: i gestori delle autostrade, i trasportatori, i produttori di veicoli e le compagnie di Telecomunicazioni (dal satellite  alla radio, dalla fibra al web) devono poter trovare un “comune”, condivisibile (?) modello di business  prima di dar fuoco alle polveri degli standard e della convergenza telematica. Ecco perchè anche qui ricavo lezioni importanti su cosa sia l’innovazione: non è sempre detto che l’innovazione sia trainata dalla funzionalità tecnologica e applicativa (magari anche desiderata dal mercato), bisogna anche guardarsi in cagnesco per un po’, sapere a priori chi fattura a chi, e chi paga a chi? nel caso autostradale, ad esempio, il pedaggio del futuro comprende tutti i servizi di sicurezza e di infomobilità, o il Pubblico deve fare la sua parte? I costruttori di auto ci guadagnano e quanto dagli ITS di domani, o questo  è un business “separato” e  riservato alle TLC? Bene, ce ne sono di questioni toste, davanti a noi, poveri cultori della materia! Ed a prescindere dai ruoli in commedia, sappiamo però che la forza della tecnologia si aprirà una breccia ” naturale”  verso il futuro (MOLTO PRIMA PER RAGIONI DI COMPETITIVITA’ DI MERCATO E MOLTO DI PIU’  DI QUANTO CI  SIA DA ATTENDERSI SUL FRONTE DELLA REGOLAZIONE PUBBLICA DELLE INFRASTRUTTURE DI MOBILITA’).Anzi, come blogger motivato, annuncio che questa problematica è paradigmatica di tante storie di innovazione che devono essere ancora riprese e narrate…

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