Le opportunità dello smart GRID

Quando queste scene diventeranno abituali nei nostri quartieri, il vero business degli informatici sullo SMART GRID sarà quello di vendere software o gestire servizi di scambio in real time (“monetico”) dell’energia  tra i  “singoli nodi” di erogazione/produzione di energia. Potreste avere un piccolo trasformatore/accumulatore  (a semiconduttori)  in cantina o una cella a combustile connessa al vostro tetto fotovoltaico (“speriamo non-Beghelli in Puglia..grrr!”): il problema sarà più o meno quello di avere un’UNICA BORSA ELETTRICA centrale (la vecchia ENEL o l’A2A, o l’AMGAS?) o una “rete locale” di scambi/baratti di energie rinnovabili tra i singoli nodi/utenti. E naturalmente qualcuno che viaggia  frequentemente con la propria auto elettrica avrà più fame di energia di voi altri che ve ne rimanete volentieri a casa: e la rete “saprà” come farvi incontrare al meglio, su quale spina pubblica o privata del quartiere…in cui abitate.

Dato che siamo perfettamente in grado di contare i byte tra un PC e l’altro in una rete locale e/o geografica, saremmo anche in grado di  contabilizzare gli scambi di kilowattora in corrente continua o alternata nel NUOVO GRID elettrico che verrà…CISCO ci sta già pensando seriamente.  Nella nuova rete elettrica l’informazione (quindi un pezzetto di bit) DOVREBBE VIAGGIARE insieme  ad ogni “singolo pacchetto” d’energia. Noi in Europa e in Italia, a parte qualche “test” di Siemens già eseguito, dovremmo cominciare a pensarci attivamente. Sarebbe bello pensare che la tecnologia informatica “aperta” e il Free Software ci possano consentire uno “scambio” informatico su quanta energia io possa chiedere o dare a chi, e in cambio di cosa (ad es. altra energia in orari diversi dai miei), anzichè  avere un mostruoso “cervello” unico della UTILITY elettrica del futuro che governi il tutto, e che quindi sappia davvero TUTTO a quel punto su quando ricarico la mia auto elettrica o vendo energia al mio vicino di casa. Dico questo pensando  anche alla borsa degli attuali  certificati “verdi”: bisognerà infatti differenziare le tariffe in base alla  QUALITA’ della corrente continua o alternata, es.: se io genero eccedenze “verdi”  a casa mia devo essere premiato con diritti di prelievo “gratis”, se consumo soltanto corrente alternata “fossile” mi deve costare di più;  ovvero se circolo con la mia electric car quella corrente mi deve costare  di meno di quanto lo sia quella della lavatrice connessa a Enel o a Sorgenia.

Come al solito l’innovazione non sarà tanto quella informatica in sè e per sè, quanto la scelta del modello di business (centralizzato/distribuito) e dei servizi di informazione correlati. L’informatica del futuro, quella che io non riuscirò  certamente a “fare” – biologicamente -  tra 20 anni, dovrebbe essere in grado di risolvere il problema in modo semplice e affidabile, organizzando un “baratto” istantaneo e/o  compensazioni  tra utenti in “servizi vari” (anche con dare/avere monetici, perchè no?). Insomma il routing Internet sarà la base del chiedere/ottenere energia e informazione, un altro modello di mercato, a mio avviso.  Non so proprio come sarà, ma è legittimo cominciare a fantasticarci su. Forse il grid “intelligente” arriverà anche prima.

WARNING “ANTI-vendoliano”: l’elettricità non è un bene pubblico come l’acqua…

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