L’attentato in Arizona e la Protezione dei Confini in USA

La strage di Tucson illumina per un attimo anche le follie politiche americane , linguaggi e stili di azione “politica” che spesso riteniamo essere  “soltanto” malattie italiane. C’è una violenza terrificante nelle società occidentali, e nelle parole della politica”, che prima o poi arma la mano degli squilibrati. Come stupirsene? La stessa Gabrielle Giffords era un’implacabile nemica dell’immigrazione illegale e si batteva per la circolazione di armi di difesa personale tra i cittadini dello Stato che rappresentava. Nonostante le posizioni più radicali a difesa dell’aborto, della ricerca sulle staminali e a favore della Sanità pubblica (e che avevano indotto  la  mitica  Sarah Palin a  metterla nella “sua” lista nera), la deputata democratica ha sempre sostenuto il Customs Border Patrol degli States, un vero e proprio esercito di 58.000 persone e tecnologie sofisticate (?), che ogni giorno si batte alle frontiere dell’Arizona, della California e del Texas contro i clandestini e i potenziali terroristi, senza risparmio di energie e di  uomini in campo.

Anzi, il paradosso è che proprio la nazione più potente della Terra impieghi un numero così elevato di uomini nella “caccia al clandestino”, molto più di quanto non si faccia in altri Stati del mondo, peraltro molto meno attrezzati al punto di vista tecnologico.

Le torri di avvistamento, le telecamere di sicurezza “mobili”  e i sistemi aerei pilotati e non, che vedete qui a fianco, e soprattutto nel video del link, sono l’infrastruttura di Controllo Frontiere più estesa che il mondo conosca; a cui dovete pensare di aggiungere, inoltre, i radar e quant’altri sensori  le Forze Armate  USA dispongano “in patria” sui  Confini  Sud e Nord del paese.

Neanche al confine tra Afghanistan e Pakistan c’è un simile schieramento di mezzi, e soprattutto di “persone” in divisa (perchè, infatti, la divisa del CPB americano non è quella di un esercito “normale”, diciamo.. è un esercito “para-normale”). Tutto ciò (anche) al confine dell’Arizona, dove però  è semplicissimo usare una pistola davanti a un supermercato di Tucson. EPPURE IL MARE NOSTRUM E’ BEN PIU’ INQUIETANTE – NEI NUMERI – DELL’IMMIGRAZIONE “MESSICANA”… e adesso  provate  voi  a immaginare quanti finanzieri o marinai di Guardia Costiera siano schierati a Lampedusa o sulle coste di Crotone e di Trani… Ma poi, non appena entrati negli States, i messicani di buona volontà diventeranno  in poco tempo, quasi certamente al 90%, dei cittadini americani pronti anche a morire all’estero con la divisa USA (in Iraq e in Afghanistan!): contraddizioni della società civile planetaria del XXI secolo!

La vera risposta che ci possiamo permettere noi, nella nostra parte di mondo (Mediterraneo e Middle East, e sempre più Africa) è sviluppare ancor di più le tecnologie di Sicurezza dei Confini, quelle sempre più “automatiche”  e meno esigenti in termini di polizie di frontiera. L’esperienza del CBP non è forse così avanzata come il sito istituzionale ci vuol far credere; è prevalsa lì l’idea (un po’ vecchia)  della frontiera del Far West alla Sergio Leone. Quindi anche lì qualcosa deve cambiare: più intelligence e sensori, e meno sceriffi! La vulnerabilità dell’11/9, come quella della Giffords a Tucson, non smette ancora di insegnarci che la “follia”  è una brutta bestia contro cui combattere, ..quindi occorre   la massima “intelligence” e un bel insieme di  buone soluzioni  teniche.

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