Marchionne nella vasca di Archimede

Manco a farlo apposta! Infuria una “battaglia delle idee” sulle dichiarazioni in TV di Marchionne, che mettono a nudo la scarsa competitività del sistema Italia, e – quindi – della Fabbrica Italiana Automobili Torino, per la quale – neanche velatamente – si profila un futuro più virtuoso in Polonia e Serbia, tutto basato su vecchie (o almeno già “esistenti”) tecnologie e su bassi salari. Si sa, tutto è relativo, meno che nel mercato globale, dove il “basso” si misura in euro. Come se non ce ne fossimo accorti, Marchionne giustamente rileva (ma con dati statistici di sua esagerata invenzione) che l’Italia declina, e che invece i salari tedeschi “nominalmente” sono cresciuti in presenza di una Volkswagen che ha già vinto parecchie sfide di prodotto e commerciali…ma che forse sono basate su ben altri assi nella manica.

Come possono venirgli nuove idee vincenti ad uno tosto come Marchionne? Orbene, la leggenda narra che il famoso Eureka di  Archimede gli sia venuto nella sua vasca da bagno, mentre rifletteva (rilassato) sulla densità, come rapporto tra peso e volume dei corpi galleggianti. In realtà stava  (solo) cercando la risposta da dare  al suo re per scoprire quale oro fosse vero o falsificato da  mercanti senza scrupoli. . Non mi pare, invece, che il galleggiamento di Marchionne sui costi (sui bassi salari e sugli investimenti serbi a gratis) sia una grande idea. In attesa che a noi comuni mortali sia disvelato il piano strategico FIAT per l’Italia, dei presunti 20 Miliardi di Euro di investimenti, vale la pena ricordare che il buon Archimede dovette poi armarsi di tutta la geometria possibile (o almeno di quella che c’era, all’epoca!) per elaborare meglio un’idea “fisica” che serve a progettare ancor oggi le possenti navi da crociera che solcano i mari. L’ Eureka non basta, poi ci vuole fatica..

Da uno come Sergio Marchionne che dorme così poco, che parla con Obama e con i leader polacchi dei “loro” investimenti pubblici utili a ridare lavoro in quei paesi, insomma, da uno che ha studiato filosofia (ma governa ingegneri in mezzo mondo), mi aspetterei un Eureka  più brillante…Che ne so? Una pensata “alla Volkswagen” sull’auto elettrica del futuro, un’alleanza strategica e non subalterna con Mr Tata, o una fantasia controllata su nuovi sistemi di mobilità intelligente sulle strade sempre più intasate dell’Oriente estremo.

E invece no. Il manager abruzzese-canadese galleggia sui turni 6 x 3, sulle pause da 10 minuti del lavoro operaio, sull’insostenibiltà del confronto con i sindacati ( a ben guardare: un’altra forma del Ghe Pensi Mì).

Da quando ha fatto la sua comparsata al meeting di CL quest’estate, c’è un altro Marchionne in giro. Peccato, perchè l’uomo e il suo team meritavano maggior fortuna. Speriamo che gli venga qualche Eureka vincente nei momenti di relax, sempre che i cattivi operai di Melfi (un tempo osannati dalle PR Fiat) glielo consentano.

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