Calcolabilità…

Ho appena visto in TV (su La7) uno straordinario Marco Paolini: il racconto storico agghiacciante dell’orrore “sconosciuto” di un’altra Shoah tedesca, in danno di 300.000 “malati” mentali e altri umani “inutili”  e “costosi”, tra il 1939 e il 1941, ovvero di  “vite indegne di essere vissute” secondo le disposizioni eugenetiche di Adolf Hitler. Un gigantesco laboratorio dell’olocausto che si sarebbe trascinato fino al ’45, nell’acquiescenza e nella “distrazione” della coscienza personale e civile di tanti tedeschi “normali”.

La storia “nascosta” raccontata da Marco Paolini, che evoca  en passant gli errori  dell’etologo nazista (premio Nobel) Konrad Lorenz   e la macabra economia “di guerra” (che fondava ieri l’eugenetica  tedesca ed oggi ci presenta i rischi delle più moderne manipolazioni genetiche), ci interroga implacabilmente, ancora oggi, sulla responsabilità  etica della scienza (“non è la scienza che forma la coscienza”- dice bene Paolini) e sulla grande questione dell’analisi critica del bene e del male. Per niente facile, e mai ancorabile al mero razionale scientifico.

Il calcolo dell’utile e dell’inutile è una tremenda trappola della scienza (e dell’economia), ancor oggi sempre pronta a scattare, se la mente non vigila adeguatamente. Grazie Marco!

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