I rischi e le speranze di un Nord Africa in fiamme

Non ho la pretesa di capire dove va a parare la rivoluzione egiziana. Non trovo finora  efficaci risposte in Foreign Policy o in LIMES, nè  in altri analisti…le rivoluzioni vere, del resto, hanno pure lo scopo di far saltare interi paradigmi consolidati della geopolitica. Nè, peraltro, ho veramente compreso la foga mediatica di Al Jazeera nel seguire quasi “sportivamente” l’incendio che potrebbe divampare dal Marocco agli Emirati. Eppure loro trasmettono da Doha..E’ certamente più semplice riconoscere il punto di vista iraniano in una vignetta come questa:

dove la semplificazione islamista è ben evidente! Non so perchè, ma “a pelle” sento che qualcosa non torna nel ragionamento “ottimista” che i giovani affamati del nordAfrica intero possano imbastire una robusta e affidabile “governance” laica e progressista di quei Paesi. Una cosa è certa, oltre la condivisa speranza, di questo tipo di svolta: al centro della scena ci sono le Forze Armate, e devono restarci! In Egitto, ma anche in Tunisia, l’esercito forse sta per svolgere la stessa funzione storica assolta tanti anni fa in Turchia (e per certi versi anche da Nasser): un esercito quale  espressione diretta del popolo, in grado di percepire a livello statuale “essenziale” i bisogni e le ansie delle moltitudini e pronto, quindi, a rovesciare  l’oppressione delle caste corrotte. Ci penso e ci ripenso, trovando la conferma di un “vecchio” pensiero politico: gli Stati sono istituzioni che vegliano sui confini della patria e danno l’armatura essenziale di tutte le funzioni pubbliche e “comuni”. A questi fini la forza “armata” difensiva dei nuovi possibili regimi resta il “potere invariante”, al di qua e al di là delle scelte politiche che il popolo stesso potrà e dovrà esprimere. A noi tutti serve che tale potere torni sotto il controllo di legittimità di elezioni democratiche, ma con una forza e una sicurezza in grado di resistere a ogni tipo di ingerenza e attacco esterno, proprio perchè nello scenario nordafricano i rischi di contagio per contatto sono estremamente elevati.

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