Navigare necesse est.. finalmente in mare con intelligenza e “forza”

A Maggio sono state pubblicate dall ‘IMO (la massima autorità mondiale in materia di navigazione marittima) precise linee guida contro la pirateria che infesta i mari più critici per la sicurezza dei trasporti mondiali (Corno d’Africa e non solo!). In Italia finalmente c’è un decreto che fissa le prime norme di difesa “attiva” delle compagnie: Confitarma l’aveva a lungo richiesto..La piaga dei sequestri dei nostri mercantili ha assunto proporzioni inquietanti: negli ultimi anni è cresciuto il valore “salatissimo” dei riscatti delle navi catturate in Somalia, ed ancora abbiamo – mentre scrivo – tanti equipaggi in prigioni malsane di pirati più o meno “qaedisti”. Per varie ragioni geopolitiche che non richiamo qui, per brevità (e che hanno a che vedere, purtroppo, con gli scempi ambientali e chimici prodotti dagli stessi occidentali sulle coste dell’Africa e in Oceano Indiano), la reazione contro la nuova pirateria marittima non è minimamente paragonabile alla lotta internazionale contro il terrorismo.

Orbene, giusto per ricordare la storia antica  romana, la frase NAVIGARE NECESSE EST, VIVERE NON NECESSE, fu pronunciata da Pompeo, Console di Roma, quando  nel 67 a.C., alla vigilia del nascente impero, fu incaricato, proprio dal Senato dell’epoca, di debellare quella piaga…La libertà di navigare (e trasportare/commerciare, ecc.) è sempre stato il paradigma essenziale delle buone regole della civiltà umana, una libertà ESSENZIALE. Ci si può innamorare dei pirati di Mompracem o delle varie compagnie delle coste caraibiche soltanto nella nostra fantasia adolescenziale, e forse i libri e i film sono inversamente  proporzionali alla serietà della posta in gioco; qui ed ora non c’è più nè Sandokan, nè la Perla di Labuan o il Corsaro nero, ovvero non c’è alcuna romantica bandiera da poter sventolare  contro il colonialismo occidentale (pur con tutte le colpe che l’ONU continua ad avere verso il Corno d’Africa e la Somalia): il business dei pirati, oggi, produce ricchi e indisturbati bottini che consentiamo/regaliamo  alla multinazionale del Terrore, e che sfrutta (per adesso)  qualche povero pescatore armato di fanatismo, di  qualche AK-47  e di “barchini”  veloci. Brutta bestia, con affari superori ai 7 Milardi di $ per anno, e sempre in crescita! E’ difficile contrastare questa forma di pirateria con blandi  inviti  dissuasivi o  mere  manovre marittime dello ShipMaster!

Tutta la decretazione IMO – e adesso nazionale – tra molte ipocrisie e cose non-dette – impone di fatto l’uso di Personale Armato a bordo, e prescrive precise regole di ingaggio, tra le quali si fa obbligo giustamente di impiegare armi non-letali e soprattutto di impiegare gente esperta (dotata certo delle licenze dei Vigilantes, sì  proprio le licenze di coloro che… vediamo alle porte delle banche e ai gates aeroportuali), ma che sia davvero capace di fare: ovvero di scoraggiare gli attacchi, di prevenire e soprattutto di saper bene come NON FARE MAI FUOCO vicino a navi petroliere o di altri carichi..infiammabili.

Insomma per dirla con un giornalista che sembra molto incazzato con il nuovo decreto , qui non si tratta nè di formare  gli anti-pirati (come e quando – ?-  ma poi, proprio i vigilantes “ordinari”?), nè di credere davvero che la Marina Italiana possa sobbarcarsi del compito “immane” di combattere una vera e propria guerra ogni giorno lungo l’Oman o a Gibuti. Si tratta, invece, con la dovuta pazienza, di organizzare persone armate (di cosa, poi? se non, prima, di esperienza specifica già fatta?), di usare nuove eccellenti tecnologie di Sicurezza e di avvistamento, di coordinare mezzi (perchè non i droni?) per una RISPOSTA INTEGRATA tecnologica, di sicurezza, qualità normativa e procedurale a vantaggio della difesa TOTALE e NON AVVENTUROSA delle nostre navi.

Forse chi OGGI si diletta a fare affrettati corsi, più o meno scriteriati, sull’imbarco di persone armate o pensa che i “contractors”  privati – purchè tali – e quindi capaci di sparare per definizione – risolvano il problema  degli attacchi, fanno davvero grande danno alla risposta a norma IMO che è dovuta dagli armatori italiani.

L’anti-pirata deve saper AVVISTARE, PREVENIRE, DISSUADERE, e solo in ultima istanza E A DISTANZA, REPRIMERE! Insomma si tratta di una risposta tecnologica e organizzativa molto avanzata, che non va lasciata ai dilettanti, ma che deve essere affidata dalle Compagnie agli ESPERTI di più settori, e sempre sotto il comando dei Capitani mercantili (che a tutto questo vanno preparati!).

Nel mio piccolo, con MOLTA TECNOLOGIA e con molti amici ESPERTI di NAVIGAZIONE MERCANTILE  e SICUREZZA, sono convinto di aver già pronta quasi tutta la gamma delle risposte necessarie da orchestrare. Presto avremo anche un Simulatore da Realtà Virtuale…Di più per adesso non posso dire, ma ci tornerò presto, perchè il decreto lo aspettavo  già da mesi…sto lavorando a un pacchetto commerciale “irresistibile” su questo mercato.

 

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