Mobilità Sostenibile, Sicurezza Stradale e Idrogeno

Senza tante parole, da cultore dei Sistemi Intelligenti di Trasporto e da pragmatico sostenitore del vettore energetico pulito dell’Idrogeno, condivido il link a  una presentazione recente (coming from Berlin) che potrebbe dare qualche idea vincente a chi sostiene nella mia città (Bari, Puglia, Italia) una candidatura efficace per le SmartCities europee….

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3D Laptop mentre noi siamo ..fermi

Oggi sfogliando la Technology Review del MIT, edizione di Luglio  2011, ho guardato (stranamente, non sono più solito farlo..) le pubblicità della rivista e mi sono reso conto di quanto siamo in ritardo in questo benedetto paese. Non tanto sulla tecnologia del Computing o dell’Elettronica – a questo mi sono abituato da almeno 15 anni – quanto proprio – in termini economici – sui Consumi  tipici del Bel Paese.

La caduta dei redditi, la crisi del 2008 che non accenna a  chiudersi, la proletarizzazione – avrei detto una volta – dei ceti medi, l’assenza di veri stimoli alla ripresa industriale, il pantano socio-economico in cui ci dibattiamo a vuoto (tra giuramenti di Pontida e manovre “patrimoniali” sempre più necessarie per via dello spettro ormai vicino del default greco) fanno sì che le TV 3D giacciano sugli scaffali dei computer shop nostrani e che in generale la fantasia dei gadget elettronici di massa non attragga più chi una volta si precipitava a comprare l’iPad al primo negozio di cellulari e computer.

Eppure eravamo e siamo grandi consumatori di cellulari di ultima generazione, grandi “parlatori”, viziati proseliti di novità elettroniche. Bah! ho certo tutte le spiegazioni minime dei flop declinisti che attraversiamo da anni, ma questa storia del Video 3D che proprio non va..per me è un segnale grave, perfino quanto quello delle code alle mense della Caritas. Si può essere tranquillamente più sobri, certo!, in materia di consumi tecnologici alla moda, ma ciò che non mi torna è che quel pò di ICT italiana che sul Mobile Computing ha fatto cose anche rilevanti all’estero, sta tirando la fiacca…

Sarà anche perchè le iniezioni di ciclica liquidità per la R&S (ogni 5 anni, almeno, c’è un sussulto..e ormai dovremmo esserci!) stanno  colpevolmente ritardando?  sotto le strette dei patti di Stabilità europei e delle manovre di “rientro” si perde pure la voglia di fare la ricerca e lo sviluppo industriale di nuovi prodotti/servizi essenziali, figuriamoci se qualcuno in Italia si mette sul serio a pensare al 3D per l’intrattenimento e i media…..

 

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Aereo SOLAR IMPULSE

Di nuovo a Le Bourget a fine mese, perfettamente operativo: una sfida intelligente….che fornisce grandi lezioni

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Grid Parity e referendum

Basta questo grafico, peraltro disegnato in USA (in North Carolina..da noi nel Mediterraneo sarebbe anche  molto meglio!), per  capire a volo, senza tante inutili emozioni catastrofiste  su Cernobyl e Fukushima, perchè bisogna votare SI sulla  Scheda GRIGIA dei referendum del 12 Giugno. Il fatto è che si avvicina sempre di più la cosiddetta Grid parity: il momento in cui il costo per KWh del FV equivarrà e batterà il prezzo del KWh fossile e nucleare.. Lasciate perdere i profeti nuclearisti delle sciagure energetiche da salotto TV (come l’oscuro prof. Battaglia) che vi diranno che rimarremmo al buio dalle 19 di sera, senza l’atomo, perchè l’Italia ha bisogno, a quell’ora, di 60 GW di picco.. E’ vero: oggi, abbiamo poche Rinnovabili installate e una Rete elettrica “scema”,  senza accumuli e “rilanci”,  pensata per un’altra epoca industriale e  “fossile”. Ma la grid parity marcia e cambierà questa economia dell’energia prima che Germania e Svizzera (e via via tutti gli altri) ci ripensino.

Tutto ciò premesso, guai se si fermasse la ricerca sul nucleare di 4^ Generazione! Bisogna evitare che gli spiriti reazionari e medieval-romantici  svolazzino gioiosamente sull’abbattimento dell’intelligenza scientifica che sta ancora lavorando per domare costi e rischi del nucleare. Penso che non se ne sappia nulla, perchè la gara  mediatica del silenzio tesa a sconfiggere il quorum, cerca soltanto di ingannare il grande pubblico e spesso rischia di farci vedere come “nemici” anche tanti nuclearisti onesti, tra cui scienziati, ingegneri e managers che non meritano di certo  la “morte civile” e la gogna mediatica.

Ed a proposito di referendum e slogan  correnti, non posso non dirvi quanto mi imbarazzi la troppo facile propaganda sull’ ACQUA = BENE PUBBLICO.. A tale ovvia formulazione, che però alla fine vuole soltanto metterne la  gestione nelle “mani pubbliche”   ovvero senza… “profitto”  o “remunerazione”  (SIC!) del capitale che vi si impegna per rendere veri servizi pubblici ai cittadini, mi permetterei  di obiettare, quanto meno !, che la visione del mondo del riformismo democratico dovrebbe essere un  buon  tantino  diversa, e che bisognerebbe ricordare e spiegare ai cittadini  il perchè della foga liberalizzatrice che    animava lo stesso PD ( e bene, per me!)  soltanto qualche anno fa.. OGGI LA DEMAGOGIA SEMPLIFICATRICE PREVALE SU TUTTO, NON SI RAGIONA PIU’  NEL MERITO , E SI SCELGONO  SEMPRE GLI SLOGAN PIU’  CORTI E COMPRENSIBILI “ALLE MASSE”….nell’eterna convinzione che i greggi elettorali non meritino rflessioni e argomenti… Su questo mi sembra che la congiura del silenzio non sia nè di destra, nè di sinistra!

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Il drone a idrogeno…


Questo video da solo vale un intero programma di ricerca, ovvero un manifesto di ciò che molto immodestamente vorrei poter fare, anch’io, nel mio piccolo…
L’AUVSI non racconta, come si vede, di soli UAV e Predators che volano, ma in generale di piattaforme robotiche teleguidate, anche di terra e di mare. E a tutto questo mi permetto di aggiungere : si può e si deve aggiungere un propellente e un motore pulito.
Sia per ragioni ecologiche, sia per meri motivi di maggiore efficienza; se ci pensano la Boeing Defense e il DLR tedesco non sarà proprio per caso! Per inciso, in questo modo, posso dilettarmi a combinare molti dei tags e dei post di questo blog. Di più non posso dire, ma spero presto di raccontarvi qualcosa di funny, crazy and wise…

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Dove vanno gli elicotteri

Il V750 porta 800 Kg di carico utile, è “unmanned”, e vola per 500 km. Per di più è controllabile da circa 150 km o da un aereo che lo tenga “a vista”.

Non so bene perchè il magazine on line ARTICOLO 3 abbia riportato questa notizia, tipicamente destinata agli addetti ai lavori della Miltary Robotics. Il fatto certo è che noi italiani, soltanto se lo volessimo, potremmo fare molto di più ed anche di meglio, ma ..non dobbiamo arrivare tardi!

 

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L’idrogeno va..

Bisogna aver pazienza…Pian pianino si farà strada la convinzione dell’assoluta convenienza dell’Idrogeno  quale vettore energetico INDISPENSABILE del nostro futuro… e bisognerà passare dai dimostratori “utopici”  ai progetti e alle infrastrutture concrete.  Già vedo  in giro che i  soliti  risolini sarcastici dei “guru” fossil-nucleari stanno finendo… e che gli si è smorzato (perfino in un sorriso) il ghigno  compassionevole verso l’ “impossibile” circolazione in strada  delle auto all’H2. I profeti   super-”pragmatici” delle  grandi sorelle e delle tante correlate cuginette si dovranno arrendere all’evidenza. Grazie, allora, alla Mercedes che prepara una serie  commerciale di vetture in  Classe A all’Idrogeno (che dal 2012 gireranno alla grande in Germania, e non solo) ! grazie al Department of Energy obamiano ed anche agli sforzi  più concentrati di R&S sulle Fuel cells che la UE porta avanti ! C’è tantissima strada da fare, ovviamente. Ma – come dire – il dado è tratto! Insieme a un gruppo di scalmanati e “pazzi”  amici, raccolti attorno all’ Università dell’Idrogeno di Monopoli abbiamo fatto in due mesi un bel salto di qualità in termini industriali, di R&S e di concreti progetti di mercato. E siamo già in grado, grazie al pionieristico lavoro di  Nicola Conenna, di schierare decine di centri di eccellenza ed i veri campioni industriali del settore delle Fuel Cells, al nostro fianco, in un’avventura esaltante, di cui d’ora in poi mi occuperò più assiduamente (inaugurando il tag Idrogeno)

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Discussioni sulla fusione fredda e aperture mentali


Evoluzione dell’E-Cat di Focardi e Rossi.
Questo video di You Tube è la prima parte di tre filmati ( http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE&feature=related e http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc&feature=related ) sull’esperimento pubblico all’Università di Bologna sullo “strano” reattore di fusione Nichel-Idrogeno messo a punto dall’ing. Rossi sulla base delle ricerche del fisico Focardi.
La cosa certa è che ogni esperimento di fusione fredda dai primi esperimenti “equivoci” di Fleischmann e Pons a quelli odierni di Arata in Giappone e di Focardi/Rossi, passando da quelli dell’ENEA di Frascati, suscita sempre un vespaio di polemiche e la rivolta del mugugno (più o meno acido) presso tutti i fisici “ufficiali”. Con qualche evidente eccezione che fa bene al metodo scientifico…Tanto più che un eccellente fisico teorico come Giuliano Preparata se ne era occupato con una certa “curiosa” attenzione, prima della sua scomparsa.
Credo che sia legittimo ogni sospetto: mettere insieme atomi a freddo non è proprio la cosa più semplice da spiegare, soprattutto quando l’esperimento di Focardi e Rossi si presenta come la trasmutazione alchemica del nichel in rame (grazie alla cattura di un atomo di idrogeno nella matrice del nichel utilizzato nell’apparato..).
Ma le evidenze di “efficacia” non mancano: il sistema brevettato dall’ing. Rossi (e abbondantemente coperto da segreti industriali di vivo interesse in USA e Grecia) produce una notevolissima quantità in eccesso di energia termica, con apparente assenza di neutroni…pur non potendo inquadrarsi chiaramente in una reazione nucleare conosciuta. Lo stesso Focardi, del resto, non si spiega la reazione Nichel-Idrogeno e azzarda, con vari suoi amici del mondo, ipotesi non teoricamente nitide sul fenomeno.
L’ing. Rossi, invece, va al sodo e sta velocemente pensando e lavorando a diverse soluzioni INDUSTRIALI. Capisco lo sconcerto della comunità scientifica italiana, ma dobbiamo prendere atto che se questa invenzione/innovazione non fosse una mera bufala, e se l’esperimento si ripetesse sistematicamente in una macchina per la produzione di vapore, ci troveremmo soltanto nell’imbarazzo di non “averci azzeccato” e di aver perso l’ennesima occasione storica.
Staremo a vedere!
IL FATTO CERTO E’ CHE IL FENOMENO DELLA FUSIONE FREDDA POTREBBE DARE FASTIDIO A TANTI INTERESSI PIU’ CONVENZIONALI, SOPRATTUTTO NELL’ ESTABLISHMENT DELLA FISSIONE NUCLEARE, e sarebbe una svolta epocale.
Da parte mia, adesso, proverò a capirci qualcosa di più grazie alla QED  (la meccanica quantistica) di Preparata, che ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere nel Dipartimento di Fisica di Bari. Tanto più nel momento attuale in cui mi vado sempre più convincendo del ruolo essenziale dell’Idrogeno nell’economia energetica  del futuro….

 

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Semplici e utili oggetti

 

 

 

La chiavetta USB di ITWIN ha il dono tipico dell’innovazione vincente, quello della semplicità! Come funziona:
- Collega una metà ad un PC connesso ad internet
- Trascina i tuoi files e/o cartelle da condividere nella finestra di Windows Explorer senza alcuna limitazione di memoria
- Collega la seconda metà ad un altro PC connesso ad internet
- Accedi a tutti i files e/o cartelle precedentemente condivisi
- Se vuoi ripeti l’operazione dal secondo PC per condividere i tuoi files e/o cartelle in modalità bidirezionale

E non c’è più necessità di allestire “nuvole” di Terzi, nè alcun bisogno di driver specifici; in più il tutto è crittografato tra i due computer “on line” connessi con una chiave di crittografia a 256 bit. Niente che non si sapesse o che non si facesse di già, E DA TEMPO, con tanti altri Service provider, ma l’importante – appunto – è la REINVENZIONE DELLA CHIAVETTA USB! Ora manca soltanto la versione MAC (annunciata, comunque!), ma indubbiamente questa soluzione avrà molta fortuna, a partire da me (non appena sarà coperto il mondo OS X), che ho sempre avuto bisogno di sincronizzare troppi documenti “sparsi” grazie a varie nuvole elettroniche di tipo “personale”. L’unico accorgimento energivoro è quello di lasciare acceso il computer “host”. Ma a parte l’intrigo personale, ciò che noto in questa innovazione e nel suo linguaggio di “presentazione”, che supera il valore intrinseco della soluzione, è lo sfottò sempre più evidente che ITWIN (nel mondo) rivolge  a tutti i fautori delle nuvole elettroniche. I server delle nuvole incutono (forse non del tutto a torto) molti ragionevoli dubbi e sospetti. Credo che sia un pò  troppo, ma bisogna fare i conti con tale umano  e ragionevole pregiudizio:  l’era dell’informazione è il luogo o il punto  spazio-temporale dello scontro titanico tra Sicurezza e Privacy, tra libertà d’accesso e  protezione dei dati. Ne riparleremo

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Italian Innovation Day a New York: proviamo a difenderci

Ci sono tante cose buone all’Italian Innovation day che si ripete a New York il 5 Maggio prossimo. La mia attenzione, da vecchio robotico,  era già stata attratta , fin dall’Expo di Shanghai, dal VisLab di Parma, per via della scampagnata del loro  veicolo “unmanned” da Milano a Shanghai a fine 2010. Adesso, insieme a molte altre start up interessanti, vanno a New York (dopo i successi mediatici  già raccolti in Russia e in Silicon valley) e si preparano a una ripetizione dell’impresa in Brasile nel prossimo Ottobre.

Prendo però  a pretesto l’evento  prossimo di New York  non per  discutere i vari gadget tecnologici già fatti (e migliorabili ancora) dalle nostre valorose e brillanti start up (di cui nessun osservatore onesto avrebbe mai potuto dubitare, nonostante  il declino nazionale), ma   per riflettere ancora una volta sul Venture capital e sulla propensione al rischio (molto scarsa) delle banche e delle Imprese italiane che si lasciano morire lentamente… (alla Neruda). Poi, invece, per caso  o “pour cause”  scopri che il Consolato Italiano a San Francisco, qualche solerte dirigente di Banca Intesa, e soprattutto la BAIA (la Business Association Italia America) si danno da fare davvero, e per un attimo respiri  almeno  un po’ d’aria fresca, alla larga dalle “innovative imprese italiane” che presentano/spacciano sempre per progetti di Ricerca il rifacimento del loro ultimo prodotto..(come diceva un mio vecchio  grande maestro che “abitava” in Via Ampere a Milano).

E allora W  BAIA! In fondo si tratta proprio di ciò che al solito può davvero ben funzionare: una rete collaborativa di professionisti e scienziati a vario titolo impegnati  tra le due sponde dell’Atlantico. E ciò è la base  sostanziale (fatta di persone e cervelli)  perchè poi il capitale “progressivo e illuminato”  possa investire in idee di successo(sul mercato..). Infatti, nel momento della mia vita professionale  in cui  mi trovo, e grazie alla “mia”  non piccola rete di relazioni su tre Continenti, penso proprio che quei tre-quattro prodotti su cui sono convinto di investire tutte le mie energie e conoscenze per i prossimi anni (piattaforme unmanned, visione intelligente per la Difesa, idrogeno verde e  sistemi per lo smartgrid) debba necessariamente confrontarsi con gli amici di BAIA, ..e non soltanto con i pur simpatici white-collars  del “finto” VC italiano (che oggi poi è indaffarata a chiudere prima le imprese decotte, e forse, molto forse,  a svilupparne – dopo – qualche residuo brandello…).  Certo non ci sono soltanto gli USA, ed anzi devo dire che in Brasile e Turchia ci sono reti simili – ma certo appena ai primi passi – che sono  pure molto interessanti..Ma non c’è dubbio che se vai con BAIA a San Francisco a (di)-  mostrare  i tuoi progetti la cassa di risonanza funziona meglio, e forse perfino meglio che a Dubai, dove c’è sempre qualche venditore di tappeti che prima o poi ti  presenta un signore con un turbante bianco-rosso che per prima cosa è un cortigiano di un sultano, e poi..forse.. un investitore..Allora meglio parlare la stessa lingua…

 

 

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