21/nov/2009

Difficili punteggi nell'innovazione e .. deliri pugliesi


E'stato pubblicato il "2009 EU Industrial R&D investment Scoreboard" che il JRC di Ispra (istituzione comunitaria) regolarmente elabora per un'analisi critica ragionata (?) sui tassi e sui trend dell'innovazione in Europa, confrontati con quelli non-UE (USA in testa). Anche quest'anno si fa, quindi, la classifica delle prime 1000 aziende innovative sui 2 Continenti maggiori della vecchia Triade della R&S (Giappone soltanto, però, la CINA infatti non è molto misurabile!). Questi esercizi sono davvero un po' autoreferenziali e ormai francamente inutili: non credo che nessuna persona seria possa avvalersene per strani teoremi su come va davvero l'innovazione nei laboratori industriali del mondo.
Del resto se uno guarda le pubblicazioni tecniche (non solo accademiche) su NATURE, SCIENCE e nelle varie sezioni dell'IEEE sa bene che i cinesi dilagano, e quindi qualcosa non quadra in una statistica di questo livello. SI DIRA' CHE VAL BENE CONTINUARE A FINI STATISTICI QUESTI CONFRONTI PERIODICI PER OMOGENEITA' DI COMPARAZIONI "STORICHE". Va bene! Senz'altro qualche informazione utile la si ricava: per es. che WolksWagen, la mia simpatica VW!, investe più di tutti in Europa, ben più di Finmeccanica e Telecom Italia, e che comunque, se si vanno a prendere i settori HI-TECH più intensivi, la vecchia Europa - che dir si voglia - non recupera quasi nulla sugli USA, nonostante la crisi (è la slide che riporto in articolo). Nei settori cruciali (ICT in testa) siamo ancora messi abbastanza male. Ma poi - mi chiedo- anche Finmeccanica, dopo le tante e buone acquisizioni di società americane di tutto rispetto in quel mercato della Difesa, come si valuta? Come un'azienda europea o come una piccola multinazionale? Del resto credo che anche la ricerca della Toyota non si faccia soltanto in Giappone (come neanche ovviamente quella della VW)! ECCO, ALLORA, PERCHE' DAVVERO MI SORPRENDE E MI FA SORRIDERE NON POCO L'ENTUSIASMO ODIERNO DELL'ASSESSORE PUGLIESE AL RAMO, LA SALENTINA CAPONE, CHE CANDIDAMENTE SUL PORTALE DEL SISTEMA PUGLIA HA BEN ALTRE CERTEZZE PROVINCIALI. Secondo lei, il dato si commenta aggiuntivamnete così:

Appartiene alla Puglia - ha detto - una larga porzione della crescita degli investimenti italiani in R&S. Infatti nel Rapporto Annuale 2008 del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo economico sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, viene evidenziato che, nell'ambito dei 19 Accordi di Programma Quadro stipulati nel Mezzogiorno nel settore della ricerca, l'investimento maggiore si registra in Puglia con oltre 220 interventi finanziati per un valore complessivo di oltre 326 milioni di euro".


Beh, non c'è dubbio che Frisullo, tanto prima di lei, abbia lavorato bene e nell'interesse della Puglia, finanziando molto (e bene?) molte PMI e non solo (penso a Finmeccanica, appunto) ma come al solito...i risultati dell'innovazione inseminata negli ultimi 3 anni verranno (forse) tra altri 7 anni. O davvero la Capone pensa che il buon ranking di Fiat nell'indice del JRC si debba all'amministrazione Vendola?
Con tutto il bene che provo per il centro(-)sinistra pugliese, mi sembra davvero un'esagerazione...Spero che sia più un orgoglioso sbaglio della redazione di SISTEMA PUGLIA che una reale e ragionata convinzione.

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10/ago/2009

La Puglia sotto tutte le altre Regioni....




Interrompo la mia pausa marina - che sto peraltro dedicando allo studio matematico di alcune biforcazioni caotiche nei sistemi complessi non lineari (soprattutto socio-economici) -, per una considerazione, purtroppo un po’ amara, sulle esagerazioni della comunicazione pubblica della mia amata Regione.
A sentire i comunicati stampa di questi ultimi giorni, le dichiarazioni del neo assessore (che chissà perché ha sostituito Sandro Frisullo) e i commenti autocelebrativi per l’erogazione dei contributi alla Ricerca (?) ad un certo numero di PMI coraggiose, sembrerebbe davvero che questa “goccia” di circa 30 milioni di Euro metta in moto chissà quale rivoluzione culturale…e scientifica. Mi auguro che sia vera almeno la metà dei progetti dichiarati sulle lampadine ecologiche e sulle COSE o i PRODOTTI da realizzare in modo innovativo (almeno a sentire il Portale SistemaPuglia), ma una prima mia occhiata disincantata alla graduatoria mi lascia credere che, al solito, si siano infilate nella lista “vincente” una serie di aziende ICT di piccola taglia che arrancano tradizionalmente dietro a queste lotterie più o meno assistenzialistiche. Sono i vincenti ricorrenti quelli che mi preoccupano.. Chissà chi ha valutato i progetti di informatica..sicuramente sarebbe stato opportuno verificare i risultati di business di tante PMI che non crescono mai (come Peter Pan?) o capire come mai i tanti contributi del passato non abbiano fatto fare faville ai soliti noti.
Ma questo è “gossip”! Allora, per intenderci: non ce l’ho con il topolino partorito dalla Regione (sempre meglio darli che tenerli, questi soldi di noi contribuenti “paganti”)…ma ce l’ho e davvero tanto con ben altri fatti e graduatorie, che vengono dritte dritte da BANKITALIA, a proposito del grado di informatizzazione e di buon governo che viene assegnato alla Puglia da uno studio di questo luglio.
Il quadro che ne esce non è molto lusinghiero: siamo gli ultimi, proprio in Puglia, quanto ad informatizzazione. Studiare per approfondire, ma francamente vorrei che lo facessero anche quei politici regionali che oggi se la prendono in modo quasi isterico con qualsiasi tipo di critica gli venga mossa. Calma e gesso!: cerchiamo empiricamente di cambiare, e non di buttarla sempre in politica. Se stiamo messi così non dipenderà certo soltanto (…ma anche, un po’, o no?) dall’ultimo governo regionale. Forse non c’è mai stata una politica per l'informatica pubblica ( e privata) in Puglia dagli anni '90 in poi, o se c'è stata è andata come al solito ad assistere i soliti noti "privati" (guarda caso attivi nella Sanità?)

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10/apr/2009

Che ne è della REISS ROMOLI a L'Aquila?


Negli anni '80 e '90 sono stato diverse volte alla Reiss Romoli, appena fuori de L'Aquila, a Coppito..La scuola, dotata di un bellissimo campus residenziale, era un punto d'eccellenza delle TLC italiane, ma purtroppo ha avuto grandi travagli sindacali negli ultimi anni, nel pieno delle convulsioni della nostra Telecom. Da ultimo, soltanto qualche mese fa, si stava cercando una difficoltosa soluzione con la nuova Telecom di Bernabè e Finmeccanica. ADESSO, IL TERREMOTO!
Credo che sia molto importante assicurare un futuro e una speranza più generale a questa istituzione gloriosa dell'innovazione digitale italiana, magari facendone una scuola di formazione superiore ancora più orientata alle applicazioni dell'ICT alla sicurezza e alla protezione civile e ambientale. Perchè no? Credo che ci siano molte centinaia di ricercatori, quadri e manager delle TLC italiane che non vedrebbero l'ora per impegnarsi in un progetto di rinascita e riscossa civile per tutto l'Abruzzo.

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18/mar/2009

R (evolution) SMA


Usciremo tutti diversi da questa crisi, ma la SMA sarà certamente il motore di una rinascita e di una re-industrializzazione innovativa di una gamma di servizi inediti per la maggiore efficienza e sicurezza dell'ambiente, delle città, delle infrastrutture, della sanità e delle grandi reti (dall'energia alla logistica, dalle TLC all'ecologia). Il Gruppo Intini intraprende in questi giorni un'altra complessa stagione della sua crescita, e non soltanto a livello nazionale. La vecchia SMA fiorentina di Finmeccanica è destinata a cambiare ancora una volta, all'altezza dei tempi. E tutto questo avviene principalmente in Puglia! Da "vecchio" innovatore impenitente mi sento risarcito di tante prove mancate. Sono contento di condividere questa fatica con un sacco di giovani brillanti e motivati (a cui presto si aggiungeranno tanti altri), da cui sto imparando moltissimo anch'io, nella convinzione che le strategie più ardue si impongono sempre, tra mille strappi e caotiche intraprese, soltanto con la passione "giusta" e ....tanta pazienza. Come già scriveva il giovane Evariste Galois a margine dei suoi teoremi più importanti , "non ho tempo": è la stessa frase che sento di più in questo nuovo "santuario dell'apprendimento"...ma dico, invece, ai miei colleghi più giovani di avere pazienza e di darsi tempo: FESTINA LENTE (affrettati piano!) come non a caso raccomandava l'imperatore Augusto, ...che oltre tutto è proprio il creatore del metodo Augustus (che alla SMA che si occupa di Protezione Civile è già molto familiare). Il ritmo, tuttavia, deve essere sempre più rock...

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29/gen/2009

Arroganza e ignoranza sono premesse dell'E-GOV al Sud?

L'altro giorno a Noci con un amico torinese esperto del mondo della PA (realmente) innovatrice riflettevamo con disincanto sul Piano Brunetta, sulla sua "stanca" ma pur necessaria ripetitività, e quindi (nonostante le personali idiosincrasie specifiche, ben note ai miei 4 lettori..) sui modi e sui tempi per rimboccarsi le maniche ancora una volta su temi arci-noti. Si parlava dei vizi e delle virtù delle solite 10 aziende che "possono far tutto", ma che in genere non combinano nulla, e della forza competitiva esprimibile con un nuovo approccio "shumpeteriano" dalle medie (delle quali mi occupo io..) e che sarebbero pronte a fare COSE VERE...
Ma mentre il Centro Nord ha assaggiato alcune buone prove generali, qui al Sud mi cadono le braccia (vi dirò subito perchè..), e infatti penso che sia utile lavorare sui progetti di Brunetta su scala almeno nazionale.
Se dovessi partire da Bari e dalla Puglia, infatti, rileverei due insormontabili palle di piombo al piede dei pur "bravi sindaci" delle nostre parti: un livello di ignoranza abissale e di incultura giuridica-amministrativa dei quadri pubblici dirigenti (fatte, certo, le dovute eccezioni), peraltro direttamente proporzionale alla spocchia con la quale trattano la materia "oscura" (per di più accompagnati da "esperti" e " consulenti" della loro stessa fattispecie)...
Oh Brunetta, per favore, stana dalla nuova PA (non solo del Sud) i dirigenti iperattivi (nella consultazione di cento fonti di pensiero diverse su ogni passo che devono fare...), fanno molto più male dei fannulloni. Se qualcuno ha voglia di divertirsi vada a farsi un giro sui portali (finora) visibili della Misura 6.2 dei vari POR e cerchi poi di risalire ai budget e alle fonti finanziarie. Poi, tra qualche mese, pubblico anch'io qualche analisi comparativa di merito tra vecchio e nuovo e-gov nel vecchio Sud (sperando che i troppi cecchini sui tetti me lo consentano..).
Uno ci mette tutta la voglia, nonostante tutto, ma poi te la fanno passare a suon di di "regole per non fare", di veti, di intemerate burocratiche, di artificiose durezze "etiche" (?) che nascondono, come al solito, squallidi giochini "politici" di serie C se non peggio. Mentre dilettanti allo sbaraglio si scatenano su web semantici e vaghi modelli di servizio...
Insomma forse ha ragione proprio Berlusconi quando - alla presentazione del Piano Brunetta a Roma - ha chiesto al suo Ministro " ...hai spiegato dove la devono infilare (la chiavetta USB)?"

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11/gen/2009

La poltiglia, la mucillagine e la FUFFA...


Oggi Scalfari nel suo editoriale parla di poltiglia, per dire della società italiana che non si riflette ormai neanche più in uno specchio rotto, che restituisca una qualsiasi immagine pur "spezzata" dei possibili tratti identitari della "nazione" o "del popolo italiano". Lo specchio è, appunto, in frantumi. Già qualche tempo fa Giuseppe De Rita aveva usato le stesse identiche parole, inventando la lente interpretativa della "mucillagine sociale". Non a caso nel dicembre 2007 aderivo convinto su questo blog alla spietata analisi di De Rita, ma - più in generale - tutto ciò che scrivo, da tempo, in materia di economia, affari ed etica, continua ad ispirarsi alla linea critica sul capitalismo italiano che Guido Rossi torna ad esprimere proprio oggi su Repubblica. (purtroppo non trovo link pubblicabili, oggi, rimando comunque all'ultimo suo libro).

E' parte della poltiglia o della mucillagine sociale, ed appare sempre di più, anche tanta fuffa, purtroppo espressa, perfino involontariamente - da parte di coloro - specie al Sud - che potrebbero e dovrebbero resistere alla deriva nazionale...e meridionale. ESEMPI DI FUFFA che non mi piacciono e che al crescere della crisi sono meno tollerabili di prima:

A) Prediche più o meno ipocrite sul concetto di BENE COMUNE, posto al centro di auspicate palingesi innovatrici che coprono invece, nella concreta realtà, più meschini e pragmatici disegni di assalto alla diligenza pubblica (..fa "figo" scomodare perfino i valori cristiani per invocare la consulenza "valoriale" alla Pubblica Amministrazione, magari per montare tante inutili attività formative che appunto sarebbe meglio lasciare alla catechesi dei "credenti"...per libera scelta e con fondi vaticani o dell'Opus Dei...purtroppo in questa materia sono un ateo ignorante e di più non so dire!);

B) Dotte disquisizioni su Processi di Innovazione nella PA Locale, ma senza mai pensare di fare qualche verifica concreta sul campo, e allora si propongono mirabolanti soluzioni "alla carta", ma che rigorosamente rimangono anche SOLTANTO SULLA CARTA (dall'ecologia all' automazione informatica, dal fotovoltaico da Bignamino al SAP acchiappatutto..): ovvero il massimo della fuffa, un sistema tipico di condotta da animatore di villaggi turistici piuttosto che da vero innovatore (che sarebbe uno che prima fa e poi parla); purtroppo la moda dei forum continua...

C) Per finire, animazione continua PRIVATA (in background) del "gossip" e della svalutazione di quei pochi (imprese/individui) che fanno veramente innovazione (specie nel Sud)... con numeri e risultati che si vedono davvero; salvo la PUBBLICA esaltazione retorica delle "NOSTRE" imprese in altri contesti (tipicamente solo nei salotti associativi locali..): lo scopo è soltanto quello di avanzare il sospetto invidioso che chi vince le gare e si "prodiga nel fare" deve inevitabilmente esser parte di una temibile e corruttrice SPECTRE...( la volpe e l'uva vi dicono qualcosa?).

E' fuffa, per me, - e lo dico con DOLORE - gran parte della spesa al Sud che finisce per alimentare una sterminata serie di greppie consulenziali e formative, tutte ovviamente a ridosso delle Amministrazioni Locali (che non mi sembrano cresciute affatto in questi decenni, grazie a cotanti fondi). Per carità! che tutti continuino a campare, ma per favore con livelli economici più sobri e con maggiore "morigeratezza" intellettuale, senza pretendere, cioè, di dare lezioni (etiche, addirittura!) alle imprese che crescono e fanno profitti in modo sicuramente più calvinista..., e cioè senza essere affatto nè Gomorra Spa nè tanto meno un qualunque Global Service "assistito". CHIARO?

E PER DIRLA TUTTA: l'innovazione è complessa, specie quella digitale, ma le tecnologie non sono proprio del tutto inutili, come sembra credere qualche mio ormai anziano discepolo, che ha finito per prendere alla lettera il concetto della indispensabile integrazione tra Tecnologie - Processi - Organizzazioni, facendo fuori prima di tutto la parte più ostica e difficile, che è appunto quella TECNOLOGICA. Senza know how tecnico di qualità, tanta sapiente consulenza strategica, tanta assistenza "tecnica" (..de che?), in giro per il SUD, è davvero solo FUFFA! Lasciatelo dire a me che quando ho fatto (faccio e farò) il consulente scelgo esplicitamente la dimensione tecnologica, perchè altrimenti mi sarebbe troppo facile fare l'imbonitore "strategico" di assemblee e il mentore/giullare del principe (...vengo dal '68, sarebbe troppo sporca..so fare, per fortuna, altri mestieri).

PostScriptum:
Per non deprimere qualche giovane consulente, devo dire che questa fuffa si può levare facilmente, insieme a qualche vecchio trombone. Il concetto di fuffa merita successive elaborazioni, ma per intenderci...PER ME è molto spesso fuffa, anche noiosa:
1. Il dibattito sulla democrazia nel PD e sulla forma-partito (ma quale partito?)
2. Gran parte del dibattito sul rapporto tra Imprese e Ricerca/Università
3. Le discussioni insistite sulla Criminalità e il Sud, come se non si potesse mai parlar d'altro..(o fare film diversi!)
4. I fannulloni nella PA, anzichè parlare dei premi e del merito veri...che toccherebbero agli eroi silenti di alcuni Uffici bistrattati
5. I vari barocchismi sulla validità intrinseca dell'Open Source, anzichè del Software Libero...che è un'altra cosa
6. La privacy ai tempi di Internet e del Grande Fratello (quello di Orwell)
7. Il numero delle Repubbliche di questo paese...
8. I cachemire di Crepet e quasi tutta la TV
9. La maestra unica, che comunque l'arabo non lo sa...( e manco l'inglese)
10.Discettare del declino e della crisi avendo pensioni e stipendi garantiti...o qualche spicciolo per la formazione anti-recessione...andate a lavuraaà...

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23/set/2008

Si, d'accordo, ma la spesa per il Sud va radicalmente migliorata!

Oggi al Politecnico, qui a Bari, ho sentito - nel contesto di una discussione importante sulle Città Strategiche - una condivisibile, preoccupata, valutazione, fin troppo pessimistica e "realistica", sulla "fine del Mezzogiorno" nell'agenda politica italiana. Il prof Viesti e Franco Cassano hanno mille ragioni, ma c'è un passaggio che non mi convince affatto. Io condivido quanto aveva scritto Virno sulla Voce.info: possiamo strepitare quanto vogliamo sui numeri inoppugnabili di Gianfranco Viesti (sulle cifre mai spese), ma il dato oggettivo del fallimento delle politiche di "investimento", qui da noi, non sta certo nella distanza tra le previsioni di spesa e le quantità effettivamente realizzate, e per di più con i tempi biblici che le "opere" continuano ad avere. Tutto vero!, come è vero il circolo vizioso che racconta il mio amico Franco Cassano sulla retorica dello sviluppo locale che non decolla e che, quindi, motiva la riduzione tremontiana dei fondi al Sud. Tutto vero, ma dobbiamo essere proprio noi, qui ed ora, a fermare la macchina impazzita dei Quadri Comunitari di Sostegno che partoriscono topolini. Sono piuttosto d'accordo con Nicola Rossi: basta con la reiterazione delle pratiche fallimentari...altrimenti l'abolizione del mezzogiorno, ma non nel senso auspicato solo qualche anno fa dallo stesso Viesti, si compirà per davvero. Ma non per dare spazio agli spiriti vitali dell'economia del Sud (che pur ci sono!), ma per toglierci di mezzo...Ragioni forti per spendere subito e BENE le risorse dei Piani Strategici, non per deprimerci inutilmente in sterili querimonie.

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02/mag/2008

Houston, abbiamo problemi di Sicurezza!

Se ci si prende la briga di studiare la pianificazione delle misure per la legalità e la sicurezza nel prossimo ciclo di intervento dei Fondi Strutturali per il Mezzogiorno (fino al 2013 e oltre), si scopre facilmente che la spesa pubblica in Tecnologie Informatiche e Telematiche fa davvero la parte del leone di tutto il Programma (quasi il 40% della spesa per l’Obiettivo 1 del PON Nazionale – sicurezza per la libertà economica - e il 22% dell’Obiettivo 2 – Diffusione “sociale” della Legalità). E non basta: i diversi aggiuntivi programmi regionali nel Sud replicheranno la stessa forte incidenza di Telecamere e Sale di Controllo nel quadro dell’obiettivo Sicurezza.
Ma siamo davvero sicuri che la videosorveglianza serva davvero a qualcosa e che le sale di controllo “interforze” si possano progettare come nel recente passato, senza qualche autocritica più profonda di una breve noticina (nel PON) che afferma sommessamente che la “videosorveglianza, pur efficace strumento di prevenzione, da sola non basta a migliorare la qualità del tessuto urbano e la percezione di sicurezza dei cittadini”? Io credo che il nostro problema non sia tanto tecnologico/applicativo quanto organizzativo, e che rimanga tal quale, visto sia da destra che da sinistra, al di qua delle chiacchiere elettorali, che pure sembrano essere sempre più decisive, soprattutto dopo l'ultimo voto! Abbiamo 5 Corpi di polizia Nazionali (Carabinieri, PS, GF, CFS, VVFF) e tantissime polizie locali, per non parlare delle Capitanerie e delle infinite articolazioni della Protezione Civile. Nulla di più facile che in caso di un evento di allarme scattino tutti insieme o che, paradossalmente, nessuno si muova, oppure che in caso di reazione ad un grave fatto criminoso o ad un serio pericolo ambientale o civile ci si guardi negli occhi, tra tutti gli "attori", per capire chi debba fare cosa per primo….
Parole magiche come Rete, Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione, Interazione distribuita, piuttosto che Comando e Controllo e/o “Prerogative/Attribuzioni del mio comando e/o del mio Ente”, dovrebbero farsi strada nella testa delle persone in carne e ossa. La tecnologia può fare davvero tantissimo, ma serve una mentalità aperta alla soluzione dei problemi. E perciò tanta formazione in più!
Incontro spesso, sul campo, il problema del rapporto tra le Polizie Locali e quelle Nazionali e mi sono fatto l’idea che i Monitor di una Sala Controllo (non importa di “chi”) debbano essere sempre più intelligenti, qualche volta così intelligenti da prevenire perfino i cattivi comportamenti di chi li guarda o altre forme di nevrosi da comando…(malattia molto italiana). Il valore aggiunto della Sicurezza Integrata in Rete deve ancora essere pensato e costruito, al di là delle prime prove sperimentali in qualche isola felice. E non si tratta – è vero – che di un piccolo inizio, la Sicurezza è ben più complessa materia: ragione di più per non sprecare la spesa tecnologica al suo servizio.

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09/ago/2007

Brava Exprivia!

Exprivia ha acquisito il 100% di SvimService. Ne sono felice; congratulazioni a Mimmo Favuzzi e a tutti i suoi.Lo si sapeva da un pezzo, ma anch'io commento, per correttezza, solo dopo la Conferenza Stampa di oggi. Credo che siamo tutti felici, noi pugliesi, di un'operazione conclusa sotto il nostro sole e che dà e darà sempre più lavoro a informatici pugliesi (peraltro abituati troppo spesso a lavorare FUORI CASA...). Ecco il mio auspicio: più libero mercato dell'ICT nella nostra Regione e contemporanea salvaguardia della crescita delle nostre aziende anche sul mercato pubblico LOCALE. So bene che l'attenzione di molti addetti ai lavori è tutta concentrata sulla gara regionale in corso sul Sistema Informativo Sanitario, dove le due società si contendevano oltre 50 MEURO di servizi per l'immediato futuro. Ma cerchiamo di vedere oltre, applicando nel caso di specie le regole del mercato.....

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06/lug/2007

Business Innovation


La SMA di Noci (BA) si è aggiudicata la gara per la videosorveglianza e la sicurezza dello stadio del Napoli tornato in serie A. E' da un po' di tempo che la SMA fa rosicare un bel po' di concorrenti nobili a livello nazionale e internazionale, in gare pubbliche rilevanti (anche nel settore ICT e Sicurezza). La squadra del Gruppo Intini più attiva nel mondo ICT, logistica, ambiente e sicurezza l'ho conosciuta sul campo logistico-portuale ( dove stanno realizzando il progetto ITS - INTELLIGENT TRANSPORT SYSTEM - più rilevante del Mediterraneo, al quale mi onoro di aver dato il primo impulso progettuale di concerto con la Regione e PON Trasporti): di buone squadre me ne intendo un po' e quanto meno le so riconoscere a prima vista, quella della SMA è oggi in uno stato di grazia.... Naturalmente il merito e il valore generano, soprattutto nel gretto ambiente commerciale del Sud Italia, uno sproposito di pregiudizi e di invidiosi sospetti, ai quali è giusto che i giovani del Sud Est barese (dove risiede la "factory" SMA, peraltro poi allargata a tutto il Mezzogiorno, al Nord e all'estero) facciano spallucce continuando ciò che stanno facendo in modo brillante.
A me questi successi non possono che far piacere, soprattutto perchè un Gruppo locale cresce bene e difende l'immagine di una possibile e credibile Business Innovation BASATA in Puglia!

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05/giu/2007

Il cinema digitale sbarca in Puglia

Grazie al ritorno in Puglia del mio amico Felice Laudadio nascerà a Mola un centro di eccellenza nelle tecnologie digitali applicate al cinema. Non conosco quasi per niente il progetto, ma mi sembra una mossa azzeccata per diversi motivi tecnologici piuttosto che per le principali ragioni artistiche od organizzative che avranno ispirato Felice (oltre che il ritorno "a casa" dopo Venezia, Taormina e Cinecittà, per parlare soltanto di poche delle sue validissime esperienze sul campo). C'è terreno fertile sul piano dell'innovazione digitale anche localmente, infatti, e credo che questo laboratorio possa essere un motore anche su tante problematiche più generali dei contenuti digitali: i-DRM, diritti d'autore, forme distributive e produttive DISTRIBUITE (P2P), convergenza con la TV digitale, eccetera eccetera...

Penso, peraltro, che sia l'unica buona notizia per la Puglia dopo tante chiacchiere sprecate (con buoni budget pubblicitari) sullo Speciale Puglia inserito in Affari e Finanza di Repubblica di lunedi scorso. Ne ricavavo l'idea che le difficoltà dello sviluppo regionale fossero solo miei personali incubi...Eppure io sono un inguaribile ottimista (per professione e per stile di vita!), ma senza anelli al naso!

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04/apr/2007

Nasce a Lecce il primo distretto high tech della Puglia

Ce ne saranno altri due; uno a Bari sulla meccatronica (sotto la guida dell'ITIA di Franco Jovane) ed un altro sull'agro-alimentare a Foggia. A Lecce le nanotecnologie di Roberto Cingolani si sono guadagnate l'attenzione e il rispetto di tutto il mondo scientifico internazionale. Ma c'è grande attenzione anche all'ICT e all'e-business...Ne riparlerò moltissimo nei prossimi post. Ma oggi è festa inaugurale per il Salento e per Lecce. Volevo solo dire adesso che sento di dover ringraziare il vero padre di questa iniziativa: il prof. Aldo Romano, senza la cui tenace dedizione all'innovazione e al Mezzogiorno, non sarebbe risorta questa speranza di riscatto e di progresso. Lasciatemi essere un po' retorico ed anche un po' orgoglioso di essere stato un suo modesto allievo. Grazie Aldo! Avremmo bisogno di cento uomini come te (dorsianamente) per continuare ed estendere il tuo insegnamneto in Puglia, in Europa e nel Mediterraneo.

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27/gen/2007

Le contorsioni pro-competitive dei bandi di gara in Puglia. Storie di ...sanità.

Non sono che un ingegnere (o un tecnologo molto curioso), ma la frequentazione delle Pubbliche Amministrazioni (a volte come Fornitore, a volte come Consulente) mi mette in grado, dopo tanti anni, di dire la mia anche su diverse questioni GIURIDICHE in materia di appalti.
Non foss'altro perchè sono diventato di recente cultore della materia (grazie al CODICE UNICO DEGLI APPALTI D.Lgs 163 entrato in vigore nel Luglio 2006, a lungo invocato APPUNTO come codice UNICO). Io credevo che valesse la pena studiarsi finalmente un unico CORPO GIURIDICO. Macchè! Fatta la legge (UNICA), trovato subito l'inganno, si potrebbe dire...italicamente.
Di recente, sulla scorta dell'esperienza della Consip ( che qualche problema di trasparenza competitiva l'ha avuto, e non piccolo...e poi non certo a favore delle PMI) è invalso il singolare ricorso ad una "piccola raccomandazione" in materia di composizione di raggruppamenti temporanei di Imprese (RTI): la cosa recita più o meno così:


Tuttavia, conformemente alle segnalazioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato AS251 del 30/1/2003 (bollettino n. 5/2003) e S536 del 18/01/2005, e in ragione della ratio riconosciuta all’istituto del R.T.I. da individuarsi nell’ampliamento del novero dei partecipanti alla gara, non è ammessa la partecipazione in R.T.I. di due o più imprese che siano in grado di soddisfare singolarmente i requisiti economici e tecnici di partecipazione con riferimento a ciascun singolo lotto per cui il R.T.I. presenta offerta, pena l’esclusione dalla gara del R.T.I. così composto


Tale "aggiunta del tuttavia" non si riferisce soltanto al bando di gara del Sistema Socio Sanitario pugliese (gestito da Tecnopolis come stazione appaltante, e quindi ANCHE contraente?), che è di ben 53 MEURO, ma anche a tutte quelle gare GROSSE nazionali dove la predetta norma Anti-Trust dovrebbe funzionare da deterrente anti-cartello. Che bello! Quale correttezza "liberal",...TUTTAVIA mi sorprende che il D.Lgs 163 non faccia alcun cenno alla questione "PRO-COMPETITIVA" sopra citata, con buona pace del nostro Antitrust. Forse non sono io il cultore "giusto" della materia, certo è che qualcuno (come la stessa Consip) ritiene esplicitamente con quel TUTTAVIA che non sia il caso di affidare quel contratto a due Grandi Aziende.....ovvero preferisce/sceglie le forme di offerta più "gradite" alla stazione appaltante. Che questa discrezionalità orientatrice sia giusta in tutti i casi è materia opinabilissima e certamente ai limiti delle leggi e del buon gusto, soprattutto quando si tratta di sistemi delicati come quelli della Sanità, dove da cittadino mi interesserebbe conoscere prestazioni e capacità di chi concorre, piuttosto che di incrementare il fatturato del "piccolo" terziario pugliese.

Che dire? Ogni appalto, mi hanno insegnato, è LEX SPECIALIS.....Meditate gente!
Dopo la gara regionale pugliese sul Sistema Informativo per l'Ambiente (SIPA) che ha partorito (forse) le sue conclusioni a distanza di un anno e fra decine di ricorsi, ho paura che ci si avvii ad un altro pericoloso stallo.

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28/set/2006

Che bella notizia, anche per un "pezzo" di ICT Pugliese!


Rilancio da Key4Biz la notizia di una nuova spinta di Fastweb sull'innovazione digitale. E' di queste cose concrete che abbiamo bisogno in questo momento!
Il nuovo decoder aperto e UNICO di Fastweb è stato anche premiato come Product of the Year ed è:

un set-top-box ibrido DTT/IPTV di nuova generazione che riceve sia la Definizione Standard (SD) sia l’Alta Definizione tramite H.264/MPEG4 AVC.

Su questo oggetto ci lavora anche la romana INFOBYTE, un leader del settore della Virtual Reality e dei servizi di edutainment in Rete, che oggi fa parte del gruppo EXPRIVIA di Molfetta (provincia di Bari).
Uno, cento, mille dedcoder aperti, magari a 100 euro! Come si continua a progettare e a cotruire!

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22/set/2006

Il Vesuvio e l'ICT

Oggi ho fatto una rapida scappata a Napoli dagli amici di ITS , davvero una realtà dinamica e "vulcanica" del Mezzogiorno. Non c'è solo la Napoli dipinta da Santoro in TV, regno oscuro dell'illegalità e della droga. C'è una Napoli molto tonica sul fronte dell'innovazione digitale, che cresce rapidamente ed ha le idee chiare, forse molto di più che sul "mio" fronte adriatico.
Credo che ci siano tutte le condizioni per "bucare" finalmente l'Appennino; l'asse Campania-Puglia per me è fondamentale sul piano della collaborazione nel "digitale" e nell'ICT per la logistica. Una collaborazione tra persone, aziende e strutture di ricerca che vale quanto e forse più dell'alta velocità ferroviaria tra Bari e Napoli.
Nello stesso tempo le due Regioni stanno mettendo a punto una comune strategia sulla Logistica Mediterranea, e il prossimo 5 ottobre presenteremo una proposta di lavoro congiunta con Grecia, Cipro, Malta e Turchia per un primo passo importante verso l'Osservatorio Logistico del Mediterraneo.
Se riusciamo a fare sistema tra Puglia e Campania sui nostri trascurati punti di forza (anche tecnologici), forse il Sud avrà molto da dire, e a testa alta, in molti campi critici del paese: Multimedialità e Reti, Trasporti e Logistica, Turismo e ICT.
Ci sono molte opportunità per fare la squadra giusta tra Centri di Competenza che già esistono (e che spesso, finora, si ignorano del tutto...).

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14/set/2006

LI KA SHING e la navigazione Italia-Asia

Forse non tutti sanno che quest'uomo controlla la navigazione nel Canale di Panama, oltre che una decina dei più rilevanti Porti del Mondo, Hong Kong in testa. Difficile che le merci nel mondo circolino senza che lui non ci guadagni qualcosa. Mi viene di pensare a Panama (dove ha due porti) a proposito del vantaggio dei 5-6 giorni di navigazione che avremmo noi a Taranto rispetto a Rotterdam. Poca cosa per Mister LI KA SHING! Meno male che Prodi, che l'ha incontrato a Roma qualche giorno fa (per parlare, probabilmente delle follie che lui si concede in Italia con i videofonini della TRE, spot di Claudio Amendola compresi) non possa vendergli o concedergli tanto facilmente i nostri porti mediterranei...Altrimenti lui (e forse una buona parte delle mafie cinesi) ci metterebbe solo qualche nanosecondo a investire in Italia. MA, PRIMA, RIMANE SEMPRE UN PICCOLO PROBLEMA A MONTE, PERFINO PER MISTER LI!: o i container tornano in Asia PIENI di prodotti nostri (UE!) o non serve a nulla aprire il Mediterraneo all'invasore. E se i container "nostri" poi ci mettono 10 giorni ad arrivare, via terra, a Taranto o a Gioia Tauro? come la mettiamo? Problema nostro, non di Hutchison Whampoa.
Guarda caso: solo le RETI LOGISTICHE basate su tecnologie avanzate ICT, adatte a pianificare, gestire e risolvere il problema dei vuoti su scala globale, possono aiutarci a sopravvivere in un mondo intermodale e globalizzato, in presenza di una strategia cinese che è ancora molto antica, ma che ci frega tutti....Oggi loro non lavorano "on demand", ma sul mercato di massa, producono ai costi che sappiamo e ci inondano i magazzini di merci...altro che i miti del just-in time delle nostre scuole di Business management! Allegri, tra un po' (10-20 anni), se la classe operaia cinese "si ribella" e la crisi dei consumi prosegue in Occidente, le cose si ribaltano...nel frattempo conviene allearsi con Mr LI per mandargli dal mediterraneo (del Nord) i prodotti desiderati dai suoi nuovi ricchi concittadini.

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09/apr/2006

Perchè lo scrivo


L'innovazione, soprattutto quella digitale, prende tante forme. In questo blog ne racconterò diverse, tutte apparentemente distanti l'una dall'altra.
Scoprirete in questo blog idee e progetti di logistica nel cuore del Mediterraneo, esperienze di costruzione di reti wireless a Larga Banda, nuove forme di video digitale e di TV interattiva. Tutto questo ...a Sud!
Si tratti di Telematica nei Porti adriatici o di Comunità digitali on line, di progetti di innovazione oltre le frontiere della mia Puglia, verso il Sud o l'Oriente, o di cambiamenti importanti nella P.A. e nei sistemi produttivi locali, ci sarà sempre un filo rosso ad unire tutte queste cose, qualcuna già fatta, molte ben avviate o ancora in divenire....
E' la voglia di costruire innovazione da tanti anni, piuttosto che di parlarne soltanto, magari attraverso costose burocrazie inerti...soprattutto al Sud.
Attraverso una matrice tecnologica comune, davvero pervasiva, come quella delle Tecnologie dell'Informazione, vorrei srotolare, tra tante iniziative di ingegneria, quel semplice filo d'Arianna necessario per districarci nei labirinti del possibile cambiamento, soprattutto qui al Sud.
L'esperienza di quasi 30 anni di lavoro - nella ricerca e nel mercato, con le grandi multinazionali o con le micro-imprese, con le amministrazioni pubbliche o con le Istituzioni Europee - mi svela il bisogno di un'ambizione maggiore: il "cambiamento dello stato di cose esistente" non viene solo dalla qualità tecnica, dalla scala dei finanziamenti o dalle più consapevoli "buone" strategie, pubbliche o private che siano.
L'innovazione efficace viene dalla passione del "fare rete": tra chi la produce e chi la usa, tra i decisori pubblici e i cittadini/consumatori, tra le imprese e il sistema pubblico.Fare e diffondere il nuovo richiede uno straordinario sforzo di dialogo, di partecipazione, di consultazione e formazione reciproca, tra tante persone. Sono le persone, in tutti i loro possibili ruoli, che decidono il successo di ogni possibile strategia di innovazione.
Questo blog è dedicato a discutere con le persone - nelle aziende, nella politica, nei gruppi di lavoro, nelle cantine e nei palazzi - che vorranno partecipare a questo incessante lavoro per il futuro, di cui credo di sentire il bisogno con tanti altri amici.

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