19/dic/2009

Dividendi digitali..da mò vale?


Da oggi entra in vigore il pacchetto UE per la riforma delle telecom.
Nasce anche una sorta di Autorità TLC europea, il BEREC.
Staremo a vedere!
L'Italia è in un tragico ritardo su tutto, soprattutto sull'accesso universale alla Banda Larga, ed ha già deciso di utilizzare il dividendo digitale per rifare solo..TV...Puah!
Rimando a una parte del pacchetto Telecom per una chiara comprensione delle beffe italiane e della mia indignazione di merito: quella sull'uso dello spettro radio.
Ricordo che la direttiva stabilisce che:

....una serie di scenari di offerta e domanda di frequenze dello
spettro radio per un periodo di 15 anni a partire dal 2012. Ne è risultato che l’apertura di una porzione del dividendo digitale, ossia della sottobanda 790-862 MHz, ai servizi senza fili in banda larga entro il 2015, in tutti gli Stati membri e in condizioni d’uso comuni, permetterebbe di creare un valore aggiunto pari almeno a 17 miliardi di euro, rispetto a quello che si otterrebbe con iniziative nazionali individuali, valore che potrebbe raggiungere i 44 miliardi di euro in funzione del ritmo di sviluppo dei servizi senza fili in banda larga in questa sottobanda.
Per questo motivo lo studio ha indicato che l’apertura della sottobanda 790-862 MHz, a cui già stanno riflettendo numerosi Stati membri, costituisce la via più pragmatica per ottenere benefici immediati dal dividendo digitale
.


E questo è un punto a cui tengo molto di più che alla moltiplicazione inutile delle TV nazionali!
Ma nella direttiva ci sono anche gli spazi bianchi INTERSTIZIALI TRA LE BANDE dello spettro! E questo aprirebbe nel Paese natio di Marconi la rivoluzione della RADIO COGNITIVA (tema caro a questo blog!)

(settimo punto)
adottare una posizione comune sulla possibilità di usare i cd. “spazi bianchi” come dividendo digitale. Gli Stati membri sarebbero invitati a collaborare con la Commissione per valutare la possibilità di rendere disponibili gli “spazi bianchi”, ossia lo spettro inoccupato tra le zone coperte dalla radiodiffusione, per l’uso da parte delle radiotecnologie cognitive in base ad una serie di requisiti tecnici comuni in Europa.

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28/lug/2009

Internet Mobile anche sui 900 Mhz nella vecchia Europa

Se tutto va bene, da ottobre prossimo, in molti paesi UE la banda larga wireless si potrà "dispiegare" anche nel campo di frequenze storico del GSM, a soli 900 Mhz.
Ha deciso finalmente in tal senso il Consiglio dei ministri della UE, spinto da quella "vecchia talpa" dell'innovazione che è la Commissaria europea Viviane Reding (una con ..le palle, che mi piace davvero).
Sembrerebbe una notizia tecnica solo per gli addetti ai lavori, ma in realtà potrà essere una vera rivoluzione per i consumatori europei che vogliano accedere a Internet senza troppi ostacoli.
I servizi wireless di nuova generazione potranno liberamente coesistere con i tradizionali GSM, sfruttando quindi una frequenza finalmente "bassa", di quelle che cioè passano i muri...
Ne conseguirà una sana rincorsa dello stesso processo di utilizzazione razionale delle bande a 700 Mhz già in corso negli USA (da cui dovremmo imparare che la vecchia TV analogica va rimpiazzata con servizi Internet a banda larga, non con altre TV cosiddette digitali). Il mondo digitale, con questa de-regolazione, si avvantaggerà davvero del cosidetto dividendo digitale, costituito da un uso moderno e più efficiente dello spettro radio.
Si tratta di vedere, adesso, se l'industria di settore (e l'elettronica di base a supporto della "novità") salterà subito su questo spettro liberato, con quali contenuti e servizi.
Ma, qualunque cosa succeda, l'accesso alla rete sarà più facile e "ubiquitous", liberando nuove energie e fantasie. Fare l'UMTS (e seguenti generazioni) sui 900 Mhz significa ovviamente guardare con attenzione all'ecosistema di applicazioni inaugurato da Apple (e seguito da tanti concorrenti sempre più agguerriti), piuttosto che al solo accesso IP.
Diventerà, quindi, sempre più cruciale la questione di come si ripagano i contenuti offerti e i servizi multimediali (inclusa la vecchia TV) e sempre più importante la necessità di metter su una struttura efficace, diffusa e funzionante alla perfezione di MICROPAGAMENTI (..basti pensare che in Francia per tutto l'anno a meno di 4 euro si guarda tutta la TV sul proprio I-Phone). PERCHE' OVVIAMENTE IL PROBLEMA DEGLI EDITORI NON E' QUELLO DI REGALARE I CONTENUTI FOR EVER!
E mentre tutto questo avviene sotto i nostri occhi, in Italia perdiamo tempo con TIVU sat e con vecchia robaccia (palisesti sempre più imbarazzanti degli "editori" nostrani)...Dov'è una politica di promozione del "made in Italy" in rete?

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23/giu/2009

Morte del "cigno" Nortel


Un pezzo importante delle TLC mondiali paga - esattamente come nell'Auto - il prezzo della crisi.
Non c'è più spazio per tanti concorrenti, perfino in un mercato come quello delle TLC "mobili" che immaginavamo sempre in espansione.
Un grande attore dell'industria canadese e globale viene mangiato in un sol boccone da Nokia Siemens.
Per sostenere - a quanto pare - il peso e i costi della R&S per la 4^ generazione (LTE), e per star dietro più in generale alle promesse del Digital Mobile, NOKIA e SIEMENS (europei già uniti!) rilevano le reti wireless di Nortel per soli 650 Milioni di dolari e si riprendono 400 ricercatori (ma con l'impegno di riassumere il 10% della forza lavoro complessiva: circa 2500 persone).
Bene così: la bancarotta di Nortel (tutta intera) era di ben 4,5 MILIARDI di dollari!
Con l'acquisto delle reti e delle tecnologie wireless canadesi una Joint Venture Europea può fare passi da gigante nel mercato USA...dove anche Motorola non sta poi così bene...
Nel suo piccolo, questa storia mi ricorda un po' la recente vicenda FIAT in USA, e mi conferma in qualche modo che chi ha sale in zucca nel Vecchio Continente, può riposizionare i livelli competitivi USA-UE anche nei settori più avanzati: una cosa che non succedeva da tanto tempo. Bisognerà approfittare del "declino americano" o quanto meno DECLINARE DI MENO. Nulla sarà più come prima.
Eppure vedo che sulla stampa economica di mezzo mondo non si riflette mai troppo sul terremoto che sta devastando il terreno delle TLC, come se queste dovessero rimanere sempre esenti dalla crisi...
Il cigno muore.. ed io spero, almeno, che alcuni dei suoi BUONISSIMI apparati wireless siano pur sempre mantenibili...

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17/giu/2009

In UK la banda larga si deve pagare almeno un pò.. 7 euro l'anno!


Ho terminato la lettura del rapporto DIGITAL BRITAIN, e mi pare che se ne possa dire soltanto che è un buon esempio, anche e soprattutto in confronto con il già "abbandonato" o quiescente piano Caio italiano.
L'esigenza della banda larga UNIVERSALE ad un minimo di 2Mbits è ben motivata, come nel piano italiano, ma lì si stabilisce MOLTO SEMPLICEMENTE che per realizzare l'obiettivo di prestazioni "ugualmente uniformi" (oltre quel 60% già raggiungibile in breve tempo dalla Banda Larga) sarà necessario tassare con 6 sterline l'anno un po' tutti gli utenti, per consentire il servizio nel tempo a quel 30-40% di cittadini eventualmente"esclusi".
Tassare tutti gli utenti così' poco, per me, è la soluzione giusta...anche per evitare che l'intervento statale nelle infrastrutture (italiane) faccia altri sfracelli, come per le autostrade, le linee ad alta velocità ed altre pipelines a gogò...
La neutralità tecnologica della Digitalizzazione Britannica è bella chiara, e non tende a dogmatizzare affatto la centralità della fibra, come qui da noi..Anzi, si parla, e molto, dello spettro radio e dell'assoluta necessità di regolare un mercato aperto e competitivo delle frequenze, che eviti che in questo campo gli operatori mobili dominanti possano frenare i possibili nuovi entranti e sbarrare la strada a tecnologie, applicazioni e imprese che sullo "spettro liberato" potrebbero, a quel punto, più facilmente "riaccendere" nuove domande di servizio e una sana crescita del mercato "naturale" della banda larga.

PS: ..purtroppo per la regolazione del mercato noi non abbiamo l'OFCOM inglese, ma l'Authority che continua a tutelare gli interessi già costituiti, proprio al contrario del mestiere tipico di tutte le Autorità analoghe (per non parlare delle TV...)

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16/apr/2009

Declino del wimax e nuove speranze wireless


Che ne è del wimax? E' vero che sarà inevitabile il suo declino (come il Betamax Sony di qualche decennio fa, nella vana lotta contro il VHS sul mercato della videoregistrazione TV)? E' vero che quindi presto ce ne dimenticheremo, schiacciati dalla crescita esponenziale dell'accesso in mobilità da reti "cellulari" 3G e 4G /(LTE)? A giudicare dai tassi di vendita delle chiavette USB Vodafone sembrerebbe proprio di sì.
Oggi su NOVA 24 ore Alessandro Longo titola "il wimax è caldo", a proposito dei primi 4-5 mila utenti in Italia, salvo poi - correttamente - riequilibrare il titolo con mille dubbi sulle frequenze in uso (3,5 in attesa della più semplice e pervasiva banda, anche "mobile" sui 2,6 GHz) e sulla scarsità dei dispositivi che lo ricevano nativamente (su notebook, palmari ed anche sui non più venduti NOKIA wimax dell'immaginetta in calce).
In Francia è andata così male che quasi non se parla più. Ma in generale, in tutta la UE la frequenza 3,5 Ghz (quella che non "buca" i muri, tra l'altro...) si rivela un vero e proprio flop, che rischia di mandare in gloria anche i sogni del (futuro) wimax mobile, a conferma di tutti i dubbi sulla vendita all'asta delle prime licenze del wimax fisso.

Per chi deve investire, in un mercato niente affatto libero e competitivo come lo si disegna in teoria, è un bel azzardo scommettere contro la Banda Larga UMTS e 4G, oltre che contro gli Operatori incumbent (che comunque stanno lì a guardare e a sogghignare.. sulle "magnifiche sorti e progressive" del Wireless, mentre non fanno neanche molto di più in verità sul cablaggio delle case in fibra ottica).

La neutralità tecnologica dell'accesso, a mio avviso, dovrebbe restare sempre un MUST dell'iniziativa pubblica di promozione della Società dell'Informazione. Altrimenti si scatenano inutili guerre di religione sulle tecnologie piuttosto che sui servizi veri della Banda Larga. Non importa poi molto una disputa infinita tra fibre ed etere. Cosa accadrebbe, del resto, se il dividendo digitale guadagnato (forse) dalla fine della TV analogica in Europa servisse a un vero wimax capillare a 700Mhz? Mentre noi in Italia pensiamo di usare i canali liberati per nuove reti TV (sic!), altri come in USA già ci pensano e ci lavorano! La Commissaria europea Reding ogni giorno deve insistere su impieghi virtuosi ottimali del dividendo digitale. Quindi, per carità, niente guerre inutili sugli standard e sullo spettro: si finisce per sprecare risorse in inutili inseguimenti tecnologici (l'avvio del wimax in Europa ne è un esempio); alla fine ci vorrà un sano riequilibrio tra le diverse infrastrutture plurali per le Comunicazioni in Banda Larga, ma ci penserà davvero il mercato.
In ultima istanza ciò che conta non è la comodità o la gratuità dell'accesso alla Rete, nelle sue diverse forme tecniche, quanto la disponibilità semplice (gratis o low cost che sia) di servizi di pubblica utilità per la nuova cittadinanza digitale. Le reti wireless municipali, in tutto il mondo, gratuite, sponsorizzate o co-finanziate che siano, sono ancora ai primi vagiti (nei contenuti e nei servizi), anche se fantasticamente utili da San Francisco a San Pietroburgo. Basta girare con un Iphone nelle diverse città del mondo per rendersi conto - tariffe 3G a parte - della necessità di generalizzare un accesso UBIQUITOUS alla rete, e mica solo nelle città turistiche..

A me, banalmente, sembra che gli hotspot wi-fi (e augurabilmente wimax nel futuro, non mi importa a quale frequenza) siano altrettanto necessari quanto un buon "campo" di telefonia mobile (e lasciamo perdere, per carità di patria, le polemiche sulle tariffe di roaming...o quelle sull'arrivo di Skype nei nuovi smartphone: è tutta un'altra storia che puzza fortemente di conservazione accanita dei profitti esistenti!).
Allora: mi appassiona l'accesso, non la specifica tecnologia che lo consente! Mi servono applicazioni e servizi utili EVERYWHERE, ANYWHERE.
MI SERVONO SERVIZI PUBBLICI LOCALI IN RETE FACILMENTE ACCESSIBILI IN MOBILITA'.
E' un bisogno che sarà "primario" sempre di più, ad ogni latitudine. E sempre di più (sia attraverso il Wimax o l'HIPERLAN) nei luoghi meno innervati da fibre ottiche. L'hot spot wimax sulle Murge o sulle Langhe, al centro di Parigi o di Trani, dovrebbe fare (anche per gli utenti in mobilità) esattamente lo stesso identico mestiere di un "campo" 3G. Certo: è importante sapere quanto pago, ma ancora più importante è poter consultare una directory di servizi intelligenti, localizzati, efficaci, utili!
PERCIO' IL DISCORSO SI SPOSTA INEVITABILMENTE SUI CONTENUTI E SUI SERVIZI: che inevitabilmente devono essere retribuiti per non soffocare in culla... NON SO BENE ANCORA COME SI POSSA COSTRUIRE UN MODELLO DI BUSINESS SOSTENIBILE NELLE RETI WIRELESS PUBBLICHE, a parte quello che DEVE pagare il sistema pubblico (telesorveglianza, cultura, turismo, ecc.), ed è forse proprio per questa ragione che sembra più facile lasciare il campo alle reti degli operatori tradizionali.."se vuoi l'accesso a Internet lo paghi e basta, dal tuo cellulare", alla faccia degli eroici sostenitori del wireless civico.
Tutta la polemica sulle reti wi-fi cittadine mi sembra viziata non poco da questa relativa immaturità di una nuova economia dei servizi erogabili anche in mobilità, all'aperto e in spazi pubblici. Credo che la storia che vediamo farsi, davanti a noi, dell'IPhone e dell'Android ci aiuterà a trovare le giuste soluzioni socio-tecniche-organizzative. Ma proprio per questo è bene che la cittadinanza digitale wireless - wimax o no - POSSA E DEBBA ANDARE AVANTI comunque. Ciò che deciderà non è la frequenza, libera o meno che sia, ma un (economicamente) sobrio repertorio di servizi..se sull'Applications Store dei dispositivi mobili di domani ci fossero servizi efficaci pubblici, chiunque li pagherebbe volentieri, magari con micropagamenti su borsellini virtuali (che ancora non ci sono..).

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19/feb/2009

Piccole rivoluzioni


A Barcellona, quest'anno, c'è stata o no una innovazione significativa nel mondo digitale "mobile"? L'annuncio congiunto di Nokia e Skype, a ben guardare, mi sembra una ben povera cosa...per carità, la comodità di avere - senza le complicazioni dei palmari Windows Mobile - un semplice accesso a tutte le funzioni del messaging su PC e, quindi, un potenziale VoIP di massa, è una buona notizia. Ma contraddetta - nello stesso istante - dalla "esclusività" Nokia! Giustamente molti notano come Skype ci vada piano nel mondo della telefonia cellulare, e dice giustamente Alex Longo: si schiera dietro un "potente" del settore, per non rompere troppo le uova nel paniere degli Operatori mobili.
La vera piccola rivoluzione, come il VoIP sul fisso, consisterebbe nella placida generalizzazione di Skype su tutte le marche telefoniche e nella eventuale caduta delle tariffe di terminazione sulle reti mobili (cavallo di battaglia degli Operatori TLC che hanno costruito con sangue e sudore - ormai asciugato? - le reti 2/3/4 G): un argomento molto "hot" per adesso, potenzialmente in grado, ALLORA SI', di sconvolgere il mercato delle TLC.
Ammesso che le resistenze conservatrici cadano, per me la notizia è, naturalmente, una micro-rivoluzione. Da tempo vado sostenendo, in logica full-IP, ben altra grossa rivoluzione: vi rimando al mio post del settembre 2006:
Everything is going digital, and everything digital is going mobile
Insomma: di un mondo digitale pervasivo ha bisogno o no l'Internet delle cose?

PS: dedicato a una collega "ritrovata" che si occupa di Industria e Innovazione

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06/dic/2008

Nord Barese wireless a confronto con Venezia in fibra e senza fili


Vincenzo Zaccaro, Sindaco di Andria e Presidente del PIT 2




Il PIT2 è un'area di 14 Comuni del Nord barese con circa 600.000 abitanti (da Bitonto a Molfetta, fino alla sempre "nascente" provincia Barletta-Andria-Trani, che prende tre Comuni al Foggiano) nei quali da gennaio comincerà a funzionare la più grande rete wireless municipale del Mezzogiorno. I servizi in rete "municipali" (o pubblici) del Sistema Digitale Nord Barese (SDNB) sono particolarmente orientati alla Videosorveglianza e alla Sicurezza Territoriale Integrata, ma anche a fornire una gamma di servizi multimediali in una vera Intranet a Banda Larga tra le Amministrazioni (tutta wireless, anche perchè una certa INFRATEL SpA dello Stato Italiano, che aveva promesso tanta fibra in giro per la Puglia, ma anche con tanti soldi della Regione e del CIPE, nel frattempo s'è squagliata..(ergo, domando: come per il CNIPA, si va a CHI l'HA VISTO?). Il progetto è davvero molto ambizioso, e ci lavoro dal 2006. Abbiamo esplicitamente rinunciato al can can mediatico sui "cantieri in corso", volendo ottenere sul campo - prima di suonar le trombe - il totale collaudo di un'infrastruttura piuttosto complessa e articolata (e per di più realizzata con poco meno di 4 Milioni di Euro). Ma ieri la Repubblica enfatizza, invece, l'annuncio di un progetto ibrido (fibra e wifi) a Venezia per i primi mesi del 2009, di scala economica sicuramente più ampia, e mirato alla fornitura di accesso "gratuito" a Internet per la cittadinanza e per i turisti in Laguna. Un intervento ancora in corso e di cui mi permetto purtroppo di vaticinare il probabile fallimento, anche con qualche sofferenza "ideologica": perchè ancora una volta altre Amministrazioni si avventurano, senza studiare le esperienze mondiali già fatte (per non dire del Codice delle Comunicazioni italiano), verso la perdita di un sacco di denaro pubblico nel vano sogno di pagare Internet a tutti (per quanto tempo?), come se l'Amministrazione si dovesse mettere in concorrenza con i proprietari dei bar, dei pub e degli alberghi che in tante città del mondo (ma certamente!) offrono analogo servizio. Il nostro Nord Barese Wireless, con la ragionevole possibile eccezione di qualche hot spot pubblico dove la politica abbia deciso diversamente, ha studiato un po' di più, e forse meglio, tecnologie, norme e situazioni gestionali adatte a rendere stabile e sostenibile per almeno 10 anni l'iniziativa. Intanto abbiamo deciso (e questo noi comprende certamente il Presidente del PIT2, i Sindaci dell'area, e soprattutto la Dirigente dell'Ufficio Unico del PIT2, Maria Luisa Caringella, una che a differenza di tanti altri RUP "pugliesi" il diritto amministrativo pubblico lo conosce davvero) che, visto il dettato dei codici europei e nazionali, non dovevamo neanche pensare di scimmiottare direttamente un INTERNET PROVIDER, o costruire altre nuove società di servizi pubblici locali, quanto creare una Concessione di servizi ad Operatori di mercato. Secondo punto: la concessione delle infrastrutture wireless realizzate con fondi pubblici deve retribuirsi sul mercato PRIVATO/PUBBLICO e sviluppare la rete, in condizioni di totale neutralità tecnologica e garanzie di EQUAL ACCESS anche per altri, puntando ad un ritorno cumulativo di royalties ai Comuni concedenti (che poi le re-investono nel miglioramento della rete e dei servizi stessi); e tutto questo senza alcun onere manutentivo sui Comuni proprietari, dato che questi costi se li assume il Concessionario, in diminuzione degli oneri/prezzi di concessione. Terzo punto essenziale: la rete è "muni-wireless" ma simultaneamente aperta allo sfruttamento commerciale da parte del Concessionario, ciò che semplifica seriamente gli insormontabili problemi organizzativi e tecnici che tutte le esperienze analoghe in Italia hanno incontrato (da Milano e Roma wireless a Firenze ed oggi a Venezia), allorchè si pronuncia la magica parola "gratis" per l'accesso. Insomma, se perfino Google a San Francisco e centinaia di città nordamericane hanno cambiato rotta sul wi-fi a gratis, ci sarà pure una serie di ragioni valide, o no? Lo dico io che ancora volentieri cavalcherei l'ipotesi di una distribuzione wireless universale sulle frequenze analogiche lasciate libere dalla vecchia TV (per intenderci un OBAMA DREAM!). Non credo che VENEZIA wireless sarà tanto più "fortunata" del Nord Barese, e forse un confronto tra le diverse esperienze (non solo tecnologiche) potrebbe giovare a noi tutti. A Milano, apparentemente la città più cablata d'Europa, e quindi meno avida in teoria di banda larga, lo stesso progetto Wireless "municipale" (c'è anche lì!) avanza in mezzo a tante simili difficoltà organizzative e guiridiche, certo non tecniche, perchè nell'attuale contesto di mercato (dove peraltro non sappiamo davvero se il wimax ce la farà mai ad arrivare) prevale paradossalmente un approccio molto pigro, anti-ecologico e dissipativo come l'ADSL su rame. Insomma le chiacchiere sono tantissime, la confusione politica è grandissima, e la speranza "rivoluzionaria" del wireless rimane - giustamente a mio avviso - una pragmatica questione di chi paga. Quest'estate a San Pietroburgo non c'era canale ove andassi che non fosse liberamente ben wi-fizzato, ma appunto a carico di singoli privati volenterosi (e nella città natale di Putin). Quando invece è il Sistema Pubblico a doversene far carico, bisogna pensarci bene e accuratamente... A parte la tecnica sulla quale tornerò presto, il Nord Barese - a mio avviso - farà presto scuola!

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12/lug/2008

Scandalo iPhone 3G

 Davvero non mi aspettavo le file notturne davanti ai  negozi Apple di mezza Europa per  l'iPHONE 3G...

C'è da dire, per la verità, che lo scandalo c'è, se è vero che la gente non arriva mediamente alla terza settimana (in Italia e non solo!) e stringe la cinghia.

Cosa c'è di talmente sexy nelle ultime offerte Apple? Ad esempio la miss, qui a sinistra, commentava su un blog americano, qualche giorno fa, la riduzione di qualche centinaio di $ del prezzo di vendita dell'Air MacBook (sul quale, cribbio, sto scrivendo questo post). Dubito, però, che siano le novità "professionali" di cui vado dicendo da mesi (MobileMe, Exchange, multi-touch, ecc.) ad attrarre i consumatori. E quindi lo scandalo sta per davvero nella rilevanza dell'immagine sulla sostanza, nella nostra povera società odierna; ma ancora una volta: che differenza fa  tenere in mano l'iPhone il primo o il decimo giorno dall'uscita ufficiale? non capisco...
Questo dato di fatto mi farà sospettare di tutti gli utenti del melafonino che incontrerò per strada, quasi come di tutti gli utenti  non "professional" del Blackberry...Ricordo che quando i miei amici di DADA lo introdussero in Italia (era il '97!), già allora mi chiedevo quale bisogno compulsivo mai  ci fosse di scambiarsi mail in piena mobilità e  vaticinai facilmente che servisse per lo più a fare il verso agli americani (alla maniera di Alberto Sordi). Beh, credo proprio che - al di là dell'ovvio bisogno pratico che ne abbiamo noi "addetti"  o "addicts" informatici - la gente continua a farsi del male, in nome  e per conto del  proprio improbabile stato SIMBOLICO. Povero il Paese che si perde dietro simboli globali, belli ma incompresi...

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09/lug/2008

Il diavolo sta nei dettagli





Il Google Phone ritarda, ed ecco allora spuntare una piccola killer application, apparentemente innocua, ma SENSIBILE!

In attesa del mio iPhone 2 (prenotato per venerdi prossimo) ho provato Talk su un IPOD Touch di 16 Giga, con grande soddisfazione. Per carità niente di straordinario, si tratta di un instant messenger un po' più sofisticato, ma il potenziale rischio è che gli SMS siano un po' sotto scacco. Con una potenziale estesa comunità di gente con G e I - PHONEs in mano, effettivamente, l'instant messaging e il chatting guadagnerà consensi e gli SMS sembreranno molto poveri... Mi interessa il lato tecno-sociale della cosa: i ragazzi di tutto il mondo potrebbero chattare con maggior gioia attraverso simili dispositivi. Un altro scacco agli enormi proventi di rapina che si fanno ancora sugli SMS......
Il mondo digitale diventa mobile, i contenuti sono sempre più "live" e generati dagli utenti.....peccato che il sistema pubblico e istituzionale italiano riesca solo ad immaginare "portali" di "contenuti" simil- TV (ma della vecchia TV analogica).


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06/lug/2008

Innovare la sanità con i tag HF

Sto cercando di capire i veri motivi di un allarmismo, quasi folle a mio avviso, sull'interferenza elettromagnetica tra infrastrutture RFID e ospedali "elettronici"...Comunque non è il caso, non potrà mai esserlo, del sistema BTS (Trasfusioni sicure con tag RFID), anche perchè queste soluzioni lavorano su frequenze HF, comunque molto lontane dal caos "elettromagnetico" del mondo 2,5 Ghz o UHF.
La cosa incredibile - a mio avviso - è che l'articolo pubblicato su JAMA di Giugno (Journal of American Medical Association) riferisce di un'indagine svolta ad Amsterdam IN UN AMBIENTE NON CLINICO!!! Ce n'è abbastanza per convincersi che qualcuno sta cercando di fermare un'impetuosa innovazione (negli USA soltanto, però) che qui da noi muove soltanto i suoi primi seri passi.
Ad esempio: l'iniziativa della 3FID del Gruppo Intini, tra Tor Vergata, San Giovanni Rotondo, Policlinico di Bari, ecc. ha ormai superato con successo la sperimentazione IN CAMPO del sistema di sicurezza transfusionale. Credo che la diffusione commerciale del prodotto/servizio 3FID sia molto più che "un" business, ma una radicale innovazione sociale che farà risparmiare milioni di euro ai sistemi sanitari europei e soprattutto eviterà guai incalcolabili di malasanità a decine di migliaia di pazienti. DIREI CHE ANCHE QUESTO E' RILEVANTE, per agganciarmi al post precedente!

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21/giu/2008

Mobile me


Preferisco bloggare molto poco di questi tempi, soprattutto sulla vita politica che (finalmente) torna agitata... Non certo per merito dell'opposizione (che d'estate ...non se la sente e rinvia a settembre!), quanto per colpa della nuova palude di fantasie e illegalità in cui ci sta precipitando il governo Berlusconi/Tremonti, che mi sembrano un ben tristo deja vu. MA APPUNTO: CI SARA' TEMPO PER TORNARE AD AVER VOGLIA DI PARLARNE. Adesso fa caldo.
E poi, sempre di più (già lo so), mi toccherà frequentare persone, cavalieri e condottieri, anche locali, di magnifiche sorti e progressive del centrodestra sul terreno complicato della logistica mediterranea. Come se, appunto, le questioni della intermodalità sostenibile fossero di destra o di sinistra! Mi viene da piangere... Capisco gli interessi forti e immobiliari, che sono variamente sparsi sui due fronti, e si riconducono alla geografia, ma non riesco a capire la visione ego-geografica (per usare un neologismo) accampata da tanti per rivendicare ruoli e posizionamenti che nulla hanno a che fare con reti di trasporto, traffici e/o scambi concreti di merci... LA FANTASIA E' SCHIACCIATA DALLA MIOPIA, LE BUROCRAZIE "LOGISTICHE" PUBBLICHE LO SONO ANCOR DI PIU', SEMPRE ATTENTE AL PRESUNTO "COMANDO" SULLE PIATTAFORME CHE DEVONO RENDER SERVIZI ALL'ECONOMIA E NON CERTO AGLI OCCUPANTI POLTRONE..... Bah! In ogni caso sembra che almeno in queste terre, io possa aiutare a far chiarezza. Purtroppo "quelli di sinistra" che se ne occupavano - distrattamente - hanno altro per la testa, adesso! Parliamo d'altro, e di cose belle e utili: MOBILE ME sta per arrivare tra noi.
Come sempre sono del tutto d'accordo con il prof. Fuggetta, che giustamente mette l'enfasi che serve su questa svolta epocale delle piattaforme mobili (l'Exchange che approda in casa Apple), e di cui sempre di più si occupano i media. IO SARO' IL PRIMO E PIU' ACCANITO CONSUMATORE DI MOBILE ME, MA COME HO GIA' DETTO, PREFRISCO SUGGERIRE AI MIEI CLIENTI AMBIENTI PIU' TESTATI, IN CUI IL PALMARE WINDOWS CONTINUA A FARE IL SUO BRAVO MESTIERE (pur senza iTouch!).

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11/giu/2008

E se nella lotta tra iPhone e GPhone vincesse Windows Mobile?

Ho ricevuto due giorni fa la mail ufficiale di Apple per l'uscita di I-Phone 3G (l'11 luglio p.v.) e si intensificano pari news sul Gphone, sull'altro fronte...Ma l'Android, qui a fianco, è lungi dal nascere e guadagnarsi i galloni sul campo (per es. di applicazioni mobili QUI e ORA).

Andrà a finire, molto semplicemente, che per le applicazioni mobili di Polizia Municipale cui sto pensando qui, seduto nella hall di Fiumicino (e utilizzando - non a caso - una PC Card HSDPA Vodafone), ricorrerò a palmari Windows Mobile 6.1, purchè dotati di Java Machine adeguata. I palmari ci sono e hanno a bordo tutto...anche un buon GPS e nuove API per vari pacchetti Open Source. GOOGLE sbrigati, allora..! Mia cara Apple, non riesco a pensare ai tuoi iPhone in mano ai vigili urbani, sarebbero davvero un bel po' fighetti! Il fatto è che le applicazioni per l'iPhone non sono, neanche quelle, proprio dietro l'angolo, mentre il vecchio caro Pocket PC divenuto Mobile 6.1 mostra doti concrete di robustezza e una variegata offerta - anche open source - di programmi di "ambiente" ben più familiari. Quando poi penso alle applicazioni di logistica per flotte sempre più complesse e articolate di mezzi pesanti, una volta di più credo che i palmari Windows siano la soluzione più conveniente, almeno per un bel po'...

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07/giu/2008

In Spagna l'iPHONE a 90 euro!


Che dire? Speriamo che anche in Italia si possa spuntare lo stesso prezzo, sia pure con un contratto biennale obbligatorio (immagino sia con TIM che con Vodafone). Sembra che sarà Steve Jobs in persona a spiegare le mirabolanti strategie delle Mela, forse già questa prossima settimana.

Dato che questo paese va a pane e cellulare (non più a pane e fantasia, ...l'amore già sparì da un pezzo...), prevedo assalti ai forni che neanche il Manzoni saprebbe descrivere, alla faccia delle soglie della povertà!

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28/mag/2008

Sul wimax: un post di Google sul suo blog!


Giustamente i comunicati stampa di Google sono post di un blog aziendale! Vi si spiega molto bene, senza tanti giri di parole di illustri analisti, il motivo dell'investimento di 500 M$ (tanto per cominciare!) nella nuova attività di Clearwire su rete Sprint (wimax a 2,5 Ghz), di cui parlavo qualche giorno fa a proposito di Intel e wimax USA.
Quindi, a fianco di Intel (ma anche di Motorola), i big ci credono davvero. E' in inglese, ma leggetelo comunque con attenzione: è un inno alla rete libera e allo spirito di Internet. Comunque io vi leggo pure la scommessa molto sfidante di Google su ANDROID, una possibile vincente INTERNET APPLIANCE per la mobilità digitale: il "telefono" del futuro...
E PENSATE: ANDROID E' SOFTWARE APERTO! Torna qui la discussione sugli sviluppi di software open su iPHONE e/o su ANDROID: che sarà un bel tormentone dei prossimi due-tre anni.

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25/mag/2008

Centrino 2 (wimax), a quali frequenze?


Sembra proprio che Intel acceleri sul wimax, facendone la base strategica della propria offerta wireless. Intel stessa, sul suo sito, rinvia infatti alle analisi di FORBES e promette un nuovo CENTRINO a 2,5 GhZ (come anche rilevato da Punto Informatico)per fine giugno di quest'anno.
Il problema vero, per noi, è che il wimax italiano non va a 2,5 ma a 3,5 Ghz!!!. Auguri a tutti i provider wimax italiani! Penso che, purtroppo, abbia tanta ragione QUINTA e che l'elettronica di consumo guiderà lo sviluppo delle TLC...Bisogna darsi una mossa, allora, e far riflettere un po' di più l'ingegneria italiana delle TLC e delle TV (digitali) sui 700 Mhz e sul wimax a 2,5 (materia dello switch off analogico, o no?)...Altrimenti sarà bene - da giugno prossimo- , stare molto attenti a che PC acquistate, con quale Centrino 2 o piuttsoto con un vecchio arnese confinato nel wifi-n?

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12/mag/2008

Perfino la Gabanelli può sbagliare..


Sull'elettrosmog wi-fi grande confusione, alla faccia dei pesanti limiti italiani sull'EIRP ammissibile di 1 W per l'Hiperlan! Nonostante la mia assoluta devozione a Santa Milena, devo prendere atto che il servizio clonato dalla BBC è stato giustamente sotto schiaffo ANCHE LI' per l'eccessivo ascolto dato alle preoccupazioni di Sir William Stewart, stimato ma parziale Chairman of the Health Protection Agency nel Regno Unito.
Come riporta Stefano, la BBC DEVE TORNARE PRESTO SULL'ARGOMENTO.
Per dare voce equilibrata ad altri punti di vista...

A proposito del principio di cautela: se non conosciamo i possibili effetti delle onde e-magnetiche, possiamo sottrarci alle stesse? Ok, il fatto è antropico, ma ricordiamoci che siamo continuamente esposti a raggi cosmici e a frequenze anche molto basse in prossimità di grandi reti elettriche (sicuramente più nocive: vedi effetti su mucche al pascolo sotto tralicci di elettrodotti a 50 Hz, ma 380 KV). Che significa la cautela, quando non ne sappiamo ancora molto (su frequenze e cellule umane)? Non usciamo di casa per via dei raggi cosmici che ci bombardano anche nelle nostre stanze da letto? E che dire allora delle potenze irradiate dai mobili, a distanza di pochi mm dai crani della gente? Per cautela li spegniamo? Bah..! Meno chiacchiere e studiamo di più le direttive dell'OMS (ovvero il metodo che ha prodotto i limiti ammessi)....

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23/apr/2008

Bugie sull'I-Phone e Telecom

Mi sembra molto utile la riflessione di Luca sulle improbabili gesta del prode Luciani...

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17/apr/2008

e il wifi dell'EXPO 2015?

Il dibattito aperto da Alfonso Fuggetta sull'utilità o meno del wi-fi mi lascia basito. Comprendo e condivido le ragioni di Alfonso su una sana disciplina di neutralità tecnologica, anche nel mondo wireless, ma molto meno l'implicita critica alla pochezza dei mezzi (del wi-fi) rispetto alla telefonia 3G (che peraltro evolve verso LTE, a dimostrazione che l'802.11x ha ancora molto da dare, come sanno i possessori di dispositivi Apple). Laicamente, e fermi restando i fini dell'accesso universale a Internet, mi chiedo se i miei amici milanesi, sotto sotto, stiano mettendo in discussione le proposte muni-wireless per l'EXPO 2015.
Forse i costi dell'operazione sono ben altri da quelli immaginati solo pochi mesi fa? : tuttavia, a me non sembra che si possa ragionevolmente attaccare, sul piano degli investimenti, il progetto Milano wireless.
NULLA E' GRATUITO, d'accordo, ma una struttura pervasiva di accesso IP nella città dell'EXPO mi sembra ben più accettabile dei tanti grattacieli in costruzione a Milano (ed a costi sicuramente frazionari!).

CIO' DETTO: LE RETI MUNI WIRELESS (del mondo) NON SONO SOLTANTO HOT SPOTS, MA BEN ALTRO! L'obiettivo non è tanto l'accesso gratuito a Internet (chi paga allora? Questo è vero!), quanto la costruzione di applicazioni di interesse pubblico in Rete Privata Virtuale tra utenze pubbliche (da aprire all'accesso ad Internet soltanto a precise condizioni di utilità e redditività). Mi sembra che i nostri modelli italiani/europei di reti municipali possanno essere più sostenibili, e gestibili secondo diversi modelli di business e/o di Pubbica Utilità. Anche i fallimenti USA degli hot spots "per tutti" andrebbero visti caso per caso: ci sono ancora casi di successo come a Filadelfia e poi molti tentativi di riposizionamento di business e di "mission" pubblica in tante altre metropoli, tanto più oggi, anche alla luce del wimax sui 700 Mhz. Qui da noi occorre porre molta attenzione alle finalità operative delle muni-wireless, al di là degli HOT SPOTS per i turisti delle grandi città. NON SCOPRO NULLA DI NUOVO! MI SORPRENDE, TUTTAVIA, CHE QUESTA DISCUSSIONE NON FACCIA I CONTI, A MILANO, CON LE LUCIDE POSIZIONI IN MATERIA DEL PROF. DECINA, DI CUI RIPROPONGO LE SLIDES DEL LUGLIO SCORSO, PER AIUTARE A FAR CHIAREZZA A ME STESSO E AGLI ALTRI, eventualmente interessati.

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10/apr/2008

Se la Cina fa lo standard LTE...

La Cina sta provando ad affermare il suo sistema 4G, saltando la fase UMTS e negli USA lo standard emergente LTE (anche sui 700 Mhz, lasciati liberi dalla vecchia TV) minaccia il giovane wimax (che Sprint ritarda ancora!). CI SAREBBE DA APRIRE UN BEL DIBATTITO TECNOLOGICO SUL FUTURO DELLE TELECOMUNICAZIONI ANCHE IN ITALIA, ma non è certo questo il momento giusto! L'Italia si trastulla con altro, in questo periodo elettorale...

La metto giù così: da quando si è capito (io l'ho affermato in tempi non sospetti su questo blog)che le frequenze per l'ALL IP pervasivo erano quelle dello spettro della vecchia TV analogica, l'industria dell'Internet Mobile, o se volete della telefonia cellulare, ha cominciato a sperare/capire che il vettore dei bits fosse una frequenza ben conosciuta... e sempre più BASSA! Al punto che la distribuzione di 80 Mbits su singolo terminale LTE mette giustamente in crisi anche il wimax ed il wifi. Non a a caso LTE sta per LONG TERM EVOLUTION del programma 3G/4G! TUTTAVIA, FINO A QUANDO NON SIA DISPONIBILE LA BANDA 700 Mhz, e fino a quando non si compia una vera rivoluzione tecnica nelle reti UMTS/HSDPA (e ci vorrà tempo, alla faccia della Cina), mi sembra poco credibile decidere di sbarazzarsi del Wireless Municipale.
Alfonso Fuggetta la pensa diversamente e si pone il problema della INUTILITA' del wi-fi cittadino. Mi sembra che i costi e i tempi della LONG TERM EVOLUTION si pongano, tuttavia, su scale temporali e dimensioni di business diverse; se le comunità municipali e le reti di servizi pubblici locali vogliono affrontare e risolvere problemi concreti devono comunque fare i conti con la creazione di infrastrutture wireless leggere (che poi non costano così tanto), alla condizione (per me ovvia) che siano accessibili e sfruttabili anche in logica LTE. Non ho una risposta così chiara e certa, e sto cercando di approfondire il tema...ma io sto piantando così tanti rami HIPERLAN/wi-fi di interesse pubblico, che devo preoccuparmi per forza delle tenuta e dell'evoluzione delle celle che stiamo disseminando nei territori. Credo che il punto di vista del CONSUMER per l'accesso a reti IP in mobilità sia una una visione parziale. E poi siamo proprio sicuri sui costi di Impianto e Gestione Operativa della LTE (CAPEX/OPEX)? Certo che i Signori delle TLC partono da numeri ben diversi e da scale operative di tipo globale. Stiamo a guardare, ma attenti ad altre forme di digital divide...il mercato vero è sempre quello contendibile, non quello congelato dagli interessi forti!

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08/mar/2008

Alta velocità su treni "grand vitesse"

Il wimax mobile è stato provato con successo sui treni francesi a grande velocità. Anche sui prototipi a 350 KM/H! Banda larga per passeggeri che vanno (evidentemente) di gran fretta! Pensiero semi-ironico: e sui lentissimi treni italiani, non sarebbe a maggior ragione necessaria una connettività efficace? Il wimax dà il meglio di sè in mobilità, molto più che l'UMTS: per la semplice ragione che è nato su protocollo IP, mentre l'UMTS è figlio del passato, di un'elettronica che digitalizzava solo la voce! La concorrenza alla 3G sarà sempre più rapida ed efficace da parte del wimax, ma solo nella misura in cui si inventino servizi appropriati.I terminali e gli smartphone nascono come funghi, quest'anno Intel mette fuori i primi chip wimax e wi-fi "n". Ancora una volta l'elettronica Nokia e Blackberry darà una grande scossa, Bravi coloro che ci hanno creduto...

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29/feb/2008

Il Wimax in Puglia

Nel blocco macro-regionale della Puglia (con Basilicata Campania e Calabria) i diritti wimax sono di ARIADSL e TELECOM ITALIA, nelle singole Regioni del blocco ce la fa AFT (ovvero LINKEM).

ALLA FINE GLI INVESTIMENTI DEI VINCENTI PER L'INTERA COPERURA NAZIONALE SONO I SEGUENTI:

A.F.T. => 34.422.000
ARIADSL => 47.570.000
Assomax => 680.000
Brennercom => 760.000
City Carrier => 1.120.000
E-VIA GRUPPO RETELIT => 23.320.000
Infracom => 2.115.000
MGM Productions Profit Group => 7.250.000
Ribes Informatica-Hal Service-Lan Service-Informatica System-Bell => 280.000
Telecom Italia => 13.810.000
Tourist Ferry Boat-Temix-Medianet Comunicazioni => 5.010.000

Da questa graduatoria sembra che il wimax abbia fatto gola solo agli outsider (a caro prezzo), ma che Telecom abbia avuto a cuore il Sud del Paese.
Per fortuna sto facendo pace con Telecom Italia (in modo non sospetto e già da qualche mese...); adesso, anche qui da noi, possiamo impegnarci con le nuove applicazioni wireless a banda larga e sperare che le tariffe finali agli utenti siano almeno sulla fascia ADSL-flat. Per ARIADSL e LINKEM sarà dura in Puglia, la concorrenza di Telecom qui si farà sentire relativamente meglio e certo di più che nelle altre Regioni! Mi auguro, allora, che da questo tipo di competizione se ne avvantaggino gli utenti, con un wimax molto efficace.

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24/feb/2008

Il wimax più costoso d'Europa!

Mi meraviglio della meraviglia di molti osservatori sull'andamento dell'asta wimax, che verosimilmente si fermerà - per assenza di rilanci - la prossima settimana. Allora faremo la conta e si vedrà : 1) che i Grandi Operatori, prima del lancio dell'asta assai temuti, saranno prontissimi a fare accordi con i PICCOLI VINCITORI (tra i quali Ariadsl e Linkem), mantenendo il loro cinico attendismo NIENTE AFFATTO NEUTRALE SUL PIANO TECNOLOGICO; 2) che nel Sud se la vedranno soltanto Telecom e Mediaset(con Elettronica), e solo molto lentamente si affacceranno al mercato anche Wind e Fastweb...credo, infatti, che Linkem e Ariadsl, dopo le colline del Centro-Nord, non avranno più soldi da investire! 3) che il "digital divide" permarrà con qualche significativa e utile attenuazione, in attesa di PIU' SPETTRO e DIVERSE FREQUENZE.
Ciò detto, l'asta italiana procura più denaro allo Stato di quelle francesi e tedesche per la semplice ragione che a concorrere per le frequenze wimax ci sono prevalentemente FONDI STRANIERI (dietro le sigle degli ISP in gara) e che la domanda di Banda Larga in generale è davvero immensa, in moltissime regioni del Paese!

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16/feb/2008

Il dodicesimo punto


12. Dodicesimo obiettivo di innovazione, dodicesima sfida: portare la banda larga in tutta Italia e garantire a tutti gli italiani una TV di qualità.

L’effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l’energia elettrica.

Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi. Non c’è bisogno di grandi investimenti pubblici: sono tecnologie infinitamente meno costose delle classiche opere pubbliche. Soprattutto, sono sistemi che attivano l’iniziativa dei privati, creano nuove convenienze a cooperare, attraggono investimenti.

Sviluppare un programma nazionale per le info-città è tanto più importante per far entrare l’Italia nell'era della TV digitale con più libertà, più concorrenza, più qualità, più autonomia dalla politica.
.....
......


SOTTOLINEO WIRELESS E GRANDI CITTA': BRAVO, SINDACO DI ROMA WIRELESS! Da qui ripensare Infratel, l'abbattimento del Digital Divide (non solo rurale, appunto!) e lo sviluppo dell'Economia della Conoscenza E' PIU' FACILE.

Direi che dobbiamo osare, in direzione del futuro, su tecnologie wireless di ultima generazione come a San Francisco (ma in tutti i centri urbani !)

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15/feb/2008

OPEN ACCESS

Rilancio le prime considerazioni di cauta soddisfazione dei guru e aggiungo anche che il prof Decina, sempiterno cavaliere JEDI, al convegno ISIMM ha giustamente rilevato che l'accesso dell'ultimo miglio NON DOVREBBE ESSERE SOLTANTO WIRELINE.
Così la penso, tanto per dire una cosa non dogmatica E AGGIUNTIVA sull'esclusività pur benedetta della NGN, con la fibra fino ad ogni casa italiana....MA SERVONO 20 MILIARDI DI EURO!!! Il wireless banda larga è l'unica cosa che può salvarci subito dallo sprofondare nel medioevo! Sarebbe bello, mentre si raccattano i denari per la Next Generation, che ci si ricordasse tutti che siamo appena agli inizi con il wimax italiano. In attesa del dividendo digitale dello switch-off della TV analogica, quanta fibra riusciremmo a portare NEL FRATTEMPO, nei Comuni sopra i 50.000 abitanti?

IL "MI FIDO DI TE" a Bernabè lo confermo tutto, visto che TELEFONICA avrebbe voluto insabbiare il problema dello scorporo della rete di accesso.
Quando un signor manager ha le palle per difendere gli interessi nazionali, BISOGNA RICONOSCERLO!

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11/feb/2008

Robert Redford a Barcellona per il Digitale Mobile

Sì, è proprio così: Robert Redford, la leggenda, è KEYNOTE SPEAKER al Congresso di Barcellona sul Mobile World. Non posso andarci, e così non mi faccio venire un bel mal di testa sulle scelte prossime venture, almeno le mie, sui dispositivi mobili del futuro. Oggi mi dibatto sull'acquisto o meno dell'i-Phone o del nuovo ASUS eee, ma per adesso mi basta l'iPod Touch e un Blackberry o palmare equivalente. La verità è che poi, alla fine, lavoro sempre in mobilità con il mio piccolo VAIO ultraleggero (con wifi/UMTS) e mi basta un buon NOKIA....SUVVIA, NON SARO' CERTO IO A NEGARE L'INTERESSE DI ROBERT REDFORD PER I CONTENUTI DIGITALI DA "QUARTO SCHERMO", son pronto a tutto! Ma la fiction ha bisogno di canali giusti. Continuo, da buon vecchietto, a pensare che anche lo schermo TV non renda giustizia al cinema e che perfino il calcio meriti almeno l'HD. INSOMMA SONO SEMPRE D'ACCORDO CON LA SOSTANZA DEL PENSIERO DIGITALE DI NEGROPONTE, CON POCHE ECCEZIONI.
Mi sembra che si esageri un po' troppo con il digitale mobile (almeno per i film e le partite). C'E' BISOGNO DAVVERO DI FRUIRNE IN MOBILITA'? Non saranno, anche questi, bisogni superflui? E ve lo dice un patito di ogni bel gadget...ma sufficientemente auto-critico per convenire con molte cose che ha detto recentemente , sempre Negroponte, sulle follie digitali delle nostre "ex società opulente", a partire dalle beghe "industriali" in corso sul programma ONE LAPTOP PER CHILD e sulla indispensabilità dell'High Definition (PER INCISO, NON SONO QUESTIONI POLITICHE ANCHE QUESTE?).

Lo dico pensando alla sperimentazione del DVB-SH, che proprio non mi sembra una priorità per il Pease, quando ancora siamo nel medioevo del wimax, la cui vera asta comincia solo domani...

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21/gen/2008

Chi c'è, chi non c'è...nel primo wimax all'italiana


Ci sono 29 offerte in busta chiusa per 35 licenze wimax; si aprono le buste il 30 gennaio. Fa subito sensazione l'assenza dalla gara di VODAFONE, H3G, EUTELIA, BT. Non mi aspettavo, con queste frequenze ALTISSIME, una corsa all'oro da parte di chi ha già pagato salatissime licenze UMTS ed ha scarsa rete fissa per collegare le stazioni radio base a 3,5 Ghz; ma fanno comunque bene, giusto per cominciare a giocare, molti dei nuovi players regionali, molti dei quali non conosco nemmeno. Alla faccia delle asimmetrie, a lungo e inutilmente evocate, scendono pesantemente in campo TELECOM IT, WIND e FASTWEB.
In attesa delle frequenze "rivoluzionarie" a 700 MHz, dopo lo switch off della TV analogica, (quelle che passano TUTTI I MURI!) si comincia, almeno un pochino, a lavorare sul wireless a banda larga. Ce n'est qu'un debut! PROPRIO OGGI, AD ANDRIA, PENSAVO CHE LE NOSTRE RETI SUB-REGIONALI HIPERLAN, IN QUESTO QUADRO, HANNO UN GRANDE FUTURO..Non si butterà via niente delle mesh networks che stiamo realizzando da queste parti...ED ANZI: L'ABITUDINE AL WIRELESS MUNICIPALE VERRA' SICURAMENTE RAFFORZATA DA QUESTO TIPO DI WIMAX E DALLA NECESSITà DI SPINGERE LE KILLER APPLICATIONS che creano infrastrutture e servizi utili nelle comunità(nella polizia locale, nella telesorveglianza, nela gestione delle emergenze, in Sanità, ecc.). Staremo a vedere. ALMENO UNA BUONA NOTIZIA DI PROSPETTIVA NEL GIORNO IN CUI LO SFASCIO POLITICO DI QUESTO PAESE SI COMPIE...Gentiloni non ci lascerà una riforma del duopolio TV, ma almeno un piccolo sapore di innovazione tecnologica, per quanto stra-dominato dai soliti noti...

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01/dic/2007

Ma guarda un po'.... si scopre la banda dei 700 Mhz!

E' vero: a volte sono un po' rompiballe.
C'è qualche sociologo o esperto di Internet che ogni tanto scopre tecnologie avveniristiche e si esalta come un bambino. E sbaglia ancora una volta! Sono stato tra i primi a insistere sui 700 Mhz e a diffondere notizie sull'asta USA di gennaio prossimo, quando tutti erano ubriachi di Wimax a 3,GHz ( che è davvero un mondo chiuso e in declino, tipico della vecchia Europa).
Ma adesso, quando chiunque scopre via Decina e Fondazione Bordoni, le magie dell'etere, conviene davvero spararle così grosse? Ed enfatizzare il fatto che le discontinuità di Google minacciano epocalmente il mondo delle TLC MOBILI? Non è che il Broadband Wireless significhi meno fibra, o un complotto massonico contro il 3G/4G, anzi: forse un mondo più IP-convergente grazie alla morte della vecchia TV chiede ancor di più infrastrutture miste, fibra fino a casa, neutralità della rete
. E' innegabile che il "cagnolino Google" delle "strorielle" di Stefano Q non lo conosce ancora nessuno, e secondo la sua visione - che condivido totalmente - l'attuale "CADUTA" delle TLC fisse non è che ne agevoli la conoscenza... Ed allora, prima di parlare della DEMATERIALIZZAZIONE prossima ventura, mi chiederei concretamente da dove spilleremo la BANDA IP che servirà finalmente i nuovi mercati che si aprono, al 100% della copertura virtuale della popolazione mondiale (..tranne che in Italia!)

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26/nov/2007

Quesiti nella gara Wimax

Sul sito del Ministero delle Comunicazioni ci sono le prime risposte ai quesiti posti dai concorrenti.
RIPORTO UNA DOMANDA E UNA RISPOSTA CHE POSSONO (potrebbero) ILLUMINARCI SUL FUTURO RAPPORTO TRA PUBBLICO E PRIVATO:

QUESITO DELLA GARA WIMAX

Programma di intervento del Ministero allo scopo di garantire ai cittadini interessati la disponibilità di accesso alle reti a larga banda di cui al
punto 3.5 del disciplinare.

I l Disciplinare, nell’ultimo capoverso del punto 3.5 recita:” Tenendo conto delle attività di copertura di cui sopra e valutato il documento relativo agli
interventi di cui al precedente comma il Ministero, d’intesa con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per quanto di competenza, nelle aree in
cui non è stato pianificato il servizio, anche d’intesa con le regioni e gli enti locali interessati, predispone un programma di intervento allo scopo di
garantire ai cittadini interessati la disponibilità di servizi di accesso alle reti a larga banda.”
1. Si richiede di conoscere quali risorse frequenziali il Ministero intenda utilizzare per attuare il suddetto programma di intervento;2. nel caso in cui fosse realizzato il suddetto piano di intervento del Ministero, si richiede se sarà possibile per gli operatori, aggiudicatari dei diritti d’uso, fornire i propri servizi ai propri clienti attraverso l’accesso alla rete predisposta dal Ministero;
3. si richiede di conoscere come si concilia tale piano di intervento del Ministero con la durata dei diritti d’uso delle frequenze aggiudicati che è pari a 15 anni.



RISPOSTA

In merito al presente quesito il Ministero valuterà il proprio programma di intervento di intesa con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con
le Regioni e gli Enti Locali interessati tenendo conto dei piani di copertura degli aggiudicatari e garantendo il principio di parità di trattamento tra gli
operatori aggiudicatari dei diritti d’uso sulla base della vigente normativa nazionale e comunitaria di riferimento e senza che venga in nessun modo
inficiata la durata dei diritti d’uso delle frequenze aggiudicate.



C'E' QUINDI ANCORA UNA SPERANZA.....

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10/nov/2007

Sempre il solito spettro delle TLC mobili!


Scriviamo a quest'uomo una mail di protesta!
Rilancio con grande convinzione l'appello dell'Associazione Italiana degli ISP. SCRIVETE ANCHE VOI UNA MAIL A BARROSO!
Lo scontro tra le due Commissarie (alla concorrenza, la Kroes, e la Viviane Reding alla Società dell'Informazione) riprende vigore , NON SOLO SULLA NEUTRALITA' DELLA RETE, ma anche sul tema scottante della deregolazione del mercato mobile, CON IL SOLO EFFETTO CERTISSIMO - SE LA KROES PREVALESSE - DI CREARE UN OLIGOPOLIO EUROPEO DEI PIU' FORTI CARRIER MOBILI.
La questione non si presta a interpretazioni benevole, con l'ingannevole invocazione della convergenza sempre più forte delle TLC fisse e mobili da parte di Vodafone e compagni: anzi! Proprio il successo delle attuali assillanti offerte di portare il telefono di casa sul potatile avrebbe due effetti drammatici: da un lato la lievitazione dei prezzi del mobile (GRAZIE ALL'OLIGOPOLIO DI 3-4 SOGGETTI IN EUROPA), dall'altro il progressivo declino ed abbandono delle TLC fisse a se stesse (con conseguenti maggiori cali di redditività, diminuzione di investimenti, crollo delle offerte ISP ecc.). ALMENO CI FOSSE UNA FORTISSIMA APERTURA DELLO SPETTRO ELETTROMAGNETICO ALLA BANDA LARGA WIRELESS... che pone COMUNQUE, come ricordano tanti esperti disinteressati, il problema delle terminazioni delle reti mobile su quella fissa e il BACKHAULING TRA LE STAZIONI RADIO BASE!

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12/ott/2007

Transizione alla TV digitale e Wimax a 700Mhz

Pare che ATT:

Earlier this week, AT&T announced it would buy the largest current holder of 700 MHz licenses in the U.S., Aloha Partners. AT&T will pay $2.5 billion in cash for the licenses and will obtain 12 MHz of spectrum covering 196 million people. The licenses cover all of the top 10 markets in the US and 72 of the top 100 U.S. markets, with a focus on former UHF TV channels 54 and 59.

Le aste (negli States) delle frequenze liberate dalla vecchia TV analogica cominciano a creare turbative profonde nel mercato wireless. SPRINT CHE AVEVA GIA' ALLOCATO 4 MILIARDI DI DOLLARI sul wimax deve fare i conti con questa nuova frontiera. Il wimax si può sbizzarRire davvero solo nel 2,4 Ghz ed ancor di più nei canali TV liberati (700MHz).
E' un fenomeno tutto americano, d'accordo...qui abbiamo ben altri problemi con il duopolio RAI MEDIASET, ma non c'è dubbio che sia l'orizzonte giusto anche per noi.
CI VORREBBE UNA PAROLA CHIARA DALLA VIVIANE REDING E DALLA COMMISSIONE UE ANCHE SU QUESTO, così tanto per darci una mano anche nel Bel Paese.
Consiglierei fortemente agli investitori italiani (regionali e macroregionali) di "assaggiare" soltanto il wimax "burla" a 3,5 Mhz, quello dell'imminente gara italiana "predestinata" a TIM Vodafone, e prepararsi piuttosto al futuro...IN QUESTO CASO LA GRANDE ATT CI INSEGNA QUALCOSA!

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11/ott/2007

Wimax alla carbonara

Da MORSE:

...la conferenza stampa è stata “nei modi” e non nei fatti quasi a porte chiuse. Erano presenti sei o sette giornalisti, e solo ad un certo punto è comparsa una telecamera.

Nella sostanza non è giunto quasi nulla di più rispetto a quello che si era intuito, probabilmente nei prossimi giorni si potrà capire di più e cogliere i primi commenti – se ve ne saranno prima della lettura del bando – da parte degli operatori del settore
.


GENTILONI SA GIA' CHE IL SUO DDL SULLE TV SLITTA TRANQUILLAMENTE AL 2008.
Sarà per questo che organizza conferenze stampa MOLTO IN TONO MINORE E CARBONARO?
O sa che il governo l'ha fatta grossa?

VEDIAMO IL DECRETO!

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05/ott/2007

Foneros: rivoluzione inglese nel wi-fi?


Non so se sia giusto esaltare la notizia di BT che si mangia un pezzo di FON oppure accontentarsi della estensione futura degli hot spots in UK.
PUNTO INFORMATICO esagera un po' e riporta un esaltato giudizio del fondatore Martin Varsavsky:

Il risultato è che ora milioni di abbonati dei servizi broad band di BT possono automaticamente scegliere di aderire alla BT FON Community. Questo significa che vi saranno nel Regno Unito un numero rivoluzionario di luoghi dove collegarsi via WiFi gratuitamente ...

Mi chiedo cosa potrebbe succedere nelle nostre aree metropolitane ( e mi viene da piangere pensando alle risposte di mamma Telecom)....

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28/set/2007

Non ho messo una cravatta rossa!


Come ho detto in Tecnopolitica l'immagine che più colpisce (e che fa già l'effetto giusto, con i soldati che si rifiutano di sparare) è quella della fucilazione del fotografo giapponese.

Mi sono dimenticato di vestire qualcosa di rosso, ma voglio anche dire in questo blog che i militari birmani nulla potranno contro Internet! L'idea di poter isolare la Birmania dalla rete non è tecnicamente fattibile; i sistemi satellitari e perfino i modem più lenti lavorano ancora, e alacremente. Se ne andranno prima loro!

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24/set/2007

Roma Caput Media

Simpatico il trademark capitolino di Roma Caput Media, che è peraltro il sito dove trovate tutte le informazioni di ben 3 eventi correlati. Video on the Net, Broadband Wireless 2007, VON Europe, etc.. Segno anche questo della crescita fortissima di Roma nello scenario dell'ICT nazionale. Ci vado, anche se non mi piace la congestione di tanti visitatori, per due ragioni. Una, banale, per trovare in un colpo solo molti amici che altrimenti rimangono per me soltanto fasci di bit multimediali. Seconda: nell'ambito delle MUNI Wireless Network italiane ci sono incontri significativi, EN ATTENDANT WIMAX.

Pare che il Ministro ci sia solo il 26, ma qualcosa ormai dovrà dirla sul mix pubblico-privato del wimax. E poi, sono molto curioso di sentire come la vedono SUL campo gli eroici promotori delle mesh network che ormai si allargano a macchia d'olio nel paese.

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07/set/2007

L'iPOD TOUCH: grazie Apple!

Peccato per chi aveva comprato di recente un iPOD, questo nuovo modello wi-fi enabled è davvero un gioiello e soprattutto servirà a spingere per la diffusione di reti wi-fi in tutto il mondo. Certo che è un bel mattacchione questo Steve Jobs: riduce di ben 200$ il prezzo del'i-Phone a pochi mesi dal lancio e fa una grande pernacchia (anche con il Touch iPOD) a tutti gli operatori mobili 3G!
Bravo Steve! Anch'io la penso come lui.

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05/set/2007

Crisi del wireless gratis?

L'idea che le WLAN municipali delle grandi città del mondo potessero reggersi sulle finanze pubbliche o su generosi sponsors (con business plan azzardati) è in caduta libera.
Un po' da per tutto! Da San Francisco a Chicago, dalla Norvegia alla Francia. La caduta dell'americana EARTHLINK ha aperto gli occhi un po' a tutti. E' BEN EVIDENTE TUTTAVIA CHE LE CASSE MUNICIPALI O QUELLE DELLE DIVERSE AMMINISTRAZIONI LOCALI POTRANNO RAGIONEVOLMENTE SOSTENERE LE APPLICAZIONI WIRELESS A MAGGIORE EVIDENTE FINALITA' PUBBLICA (sicurezza, protezione civile, sanità, emergenze, ecc.).
Il fatto certo è che, a mio avviso, la grande scommessa del wimax (dovunque organizzato sulla base di aste o concessioni pubbliche onerose per i Providers candidati) muta lo scenario, NON CERTO PER LIQUIDARE DEFINITIVAMENTE IL WI-FI, MA ANZI PER INTEGRARLO ED ESTENDERLO SU PIANI APPLICATIVI AMBIZIOSI E DI NEXT GENERATION (queste del resto sono le attese di SPRINT, GOOGLE e tanti altri, non solo negli USA, si veda ad esempio quanto va facendo ILIAD a Parigi..) per quanto riguarda la banda larga wireless. E l'Italia? Boh! Non vedo grandi progressi sul fronte wimax: dopo le norme dell'AGCOM, a quando la gara?
E IN OGNI CASO SI DEVE APRIRE UNA DISCUSSIONE TRASPARENTE SULL'USO DELLE RETI WIRELESS "LOCALI" IN SINERGIA CON I FUTURI PROVIDER NAZIONALI E REGIONALI; DOPO TUTTO LE RETI HIPERLAN E WI-FI GIA' INSTALLATE O IN COSTRUZIONE DA PARTE DEI CONSORZI DI ENTI LOCALI SONO TUTTE SUL FRONTE DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA' O IN CONCESSIONE.....

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28/ago/2007

Il dividendo digitale

Il dividendo digitale è il nome che si dà al "guadagno" o al "recupero" di frequenze sottratte, nei vari paesi del mondo, allo spettro allocato alla trasmissione in etere della TV ANALOGICA.

Il cosiddetto switch off dall'analogico al digitale, con lo spegnimento definitivo delle emittenti analogiche, libera un bel sacco di frequenze. Secondo un recente documento dell'Agenzia UK (l'OFCOM)l'uso alternativo di questo spettro potrebbe essere destinato ad una nutrita serie di nuovi servizi wireless, che andrebbero dalla stessa High Definition TV a nuove applicazioni di Internet Mobile, dalla Radio Cognitiva al wimax mobile, eccetera eccetera...

Ciò che quindi avviene nell'asta USA per i 700 Mhz è ben diverso da quanto ancora si va discutendo in UK. Figuriamoci da noi in Italia! Certo che la cosa più importante da fare è PROCURARSI IL DIVIDENDO DIGITALE, ACCELERARE LO SWITCH OFF DELLA TV, ALTRIMENTI ARRIVEREMO ULTIMI ANCHE QUI...

IO PENSO CHE IL WIRELESS BROADBAND AL POSTO DELLE FREQUENZE ANALOGICHE LIBERATE ABBATTA DAVVERO TANTI MURI!
il cannocchiale

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25/ago/2007

E se accadesse anche in Italia?


Credo che l'asta pubblica dei 700Mhz organizzata dalla FCC americana per l'accesso wireless broadband, che si concluderà a gennaio 2008, sia UNA VERA NOTIZIA RIVOLUZIONARIA, L'UNICA DELL'ESTATE, almeno sul piano tecnologico/telematico.
Sorprende l'assoluta mancanza di commenti (sia tecnologici che economico-finanziari) da parte italiana. Eppure la Commissaria Reding aveva timorosamente accennato al "recupero" delle frequenze TV UHF a questi scopi....anche nella vecchia Europa .Ne ho già parlato qualche giorno fa, ma vorrei sentire altri commenti, soprattutto da quanti hanno sempre pensato che il wimax non avrebbe mai passato i muri e che lo switch off verso il Digitale Terrestre non avrebbe mai cambiato nulla...IN REALTA' SE IL NOSTRO GOVERNO VOLESSE FARE UN SERIO SWITCH OFF E REGOLARE LO SPETTRO UHF TV, ANCHE DA NOI IL DIGITAL DIVIDE (e non solo) SCOMPARIREBBE PER INCANTO...

Ma gli USA ci insegnano che la battaglia dei mega-interessi dei TELCO a livello mondiale è appena iniziata.....

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16/ago/2007

Google, il Wimax e l'asta USA per i 700 Mhz


Confesso di aver capito in ritardo: la FCC americana ha veramente deciso di mandare in asta pubblica le frequenze intorno ai 700 Mhz (per Banda Larga Wireless), più o meno tra un anno, con alcune regole CHIARE di libero accesso ( ovvero le stazioni radio base DEVONO poter servire qualunque dispositivo wi-fi/wimax nell'area di copertura; INOLTRE, le autorità pubbliche e le forze dedicate alle EMERGENZE devono poter avere priorità assoluta sull'uso dello spettro).

Finora immaginavo che il wimax USA fosse appannaggio solo di SPRINT e di CLEARWIRE, grazie anche all'impiego ad es. di PC Card Motorola come quella che vi mostro qui (EXPEDIA, abilitata a TUTTO per l'Internet Mobile!). Ma credo che la gara dei 700 Mhz rivoluzioni tutto e che davvero configuri una battaglia molto seria tra Google e i vecchi fornitori TLC, soprattutto dei Cable Operators (ma intanto Sprint e Clearwire hanno a piano CENTINAIA DI MILIONI DI UTENTI wimax, e MICA SOLO NELLE AREE RURALI!).
Chissà se Google si allea, alla fine, con i First Movers USA nel wimax o invece sceglie un'altra strada. Loro saranno, comunque, il portale VOIP e MOBILE Internet di chiunque si connetta senza fili (sarà per questo che accantonano 4,5 Miliardi di $ ?) C'E' TEMPO COMUNQUE...E CREDO CHE QUESTO TEMPO DOVREBBE ESSERE USATO ANCHE DALLE NOSTRE AUTORITA' DI REGOLAZIONE europee e nazionali per non farci lasciare indietro. Non ci può essere incumbent che tenga (e TRATTENGA) le nostre AGCOM dal lavorare per l'ultimo miglio wireless.E nessuno venga a raccontarci che abbiamo altre priorità nelle Reti Next Generation..SI DEVON FARE ENTRAMBE LE COSE!

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09/ago/2007

Quanto costa ritrovare i bagagli...


Eppure le buone notizie non mancano in questo paese!
Mentre Fiumicino è nel caos - e tutti son contro tutti, come al solito, per trovare le cause di un tale delirio -, la RadioFrequenza e i tags si fanno strada lentamente.., . Pochissimi giornali ne hanno parlato, preferendo altre inutili piste di indagine dei nostri guai "logistici"; c'è forse una congiura contro i TAGS? E l'ENAC che dice?....Mi sarei aspettato un po' di più che l'infelice e non dimostrata ipotesi del sabotaggio.

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05/ago/2007

Asta wimax, notizie di una domenica d'agosto


Allora...la grande scoperta del Corsera del 5 di agosto è che il wimax (dell'imminente asta nazionale) è nomadico e non mobile. PER ADESSO, dico io...!
L'802.16e insegue da vicino lo standard HSPDA del mondo UMTS, con prestazioni analoghe o superiori. L'Internet Mobile è ineluttabilmente destinato a soppiantare con l'IP le reti cellulari..TUTTO DIVENTA IP! LA GARA IMMINENTE CI PARLA INVECE DEL WIMAX "FISSO", che come sostengo da tempo, va visto come un'evoluzione prestazionale di grande valore e interesse delle MESH-NETS, che tanta fortuna hanno - nel resto del mondo - in aree metropolitane! SI CONTINUA IN ITALIA A FAR FINTA CHE IL WIMAX NON SIA "DISRUPTIVE" TECHNOLOGY E CHE IN QUALCHE MODO RAPPRESENTI UN PANNICELLO CALDO PER IL DIGITAL DIVIDE. Io non la penso affatto così e trovo che la giusta resistenza a ulteriori costi di investimento (dopo il bagno di sangue UMTS) sia più che giustificato da parte di chi deve spremere la telefonia cellulare sempre di più (fino a che, però, gli resterà davvero qualche margine importante...). L'IP "FULL" E' IMPLACABILMENTE DEMOCRATICO E SCONVOLGE VECCHI MODI DI PENSARE. Cio' detto mi pare perfettamente augurabile l'ipotesi avanzata dal Corriere, e quindi quella di un modello "aperto" di costruzione dell'infrastruttura wimax nazionale: E' PROPRIO QUANTO CONSENTIREBBE UN PIU' RAPIDO DECOLLO DEL WIMAX E UNA VERA CONCORRENZA NEI SERVIZI! Quindi ben vengano le paure sul nomadico se servono a costruire una rete d'accesso Broadband wireless pluralistica e federalistica (se davvero gli operatori dominanti non hanno voglia di investire..?!)

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26/lug/2007

Chisciotte 1: il futuro del wi-fi mesh e le muniwireless




A proposito di Don Chisciotte (1).

Sembra proprio che le reti wireless mesh guadagnino sempre più consensi. E sempre di più se ne parla BENE sia al Politecnico di Milano, sia nelle grandi reti municipali degli USA (Muni-wireless). Oso pensare e confermare a me stesso che la scelta di innervare con una rete provinciale HIPERLAN/wi-fi il territorio Nord Barese (14 Comuni per una popolazione servita di circa 500.000 abitanti) sia stata una scelta molto previdente e saggia. Perfettamente compatibile e integrabile ANCHE con qualsiasi ambiguo futuro del wimax "regionale" (di cui ancora non vedo l'alba!).

MA CIO' CHE MI HA FATTO PARTICOLARE PIACERE E' LA RECENTE RELAZIONE DEL MITICO PROF. DECINA (ORA PRESIDENTE DELLA FUB), che ha ripercorso al Poli, il 20 luglio scorso, con chirurgica precisione, le applicazioni di sicurezza immodestamente da me previste qualche tempo fa: sicurezza, telesorveglianza, protezione civile, ecc.
Credo che SELEX ed ELSAG, che si sono aggiudicati la gara "DI CONCESSIONE" nel Nord Barese, abbiano fatto una scommessa giusta e si siano proiettati su di un'infrastruttura di grande valore, soprattutto per il MUNI-WIFI del "Sud che cambia": un'esperienza "unica" per scala e valori applicativi, destinata a mettere una marcia in più anche nel DEPLOYMENT dell'auspicabile parallelo wimax. PER DIRLA CON CHISCIOTTE, MA CON LE AVVERTENZE DI CUI AL POST PRECEDENTE: VUOI VEDERE CHE SAN FRANCISCO ED ANDRIA SI ASSOMIGLIERANNO UN PO' DI PIU'?

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22/lug/2007

Le magnifiche sorti e progressive della RFID

C'è molto entusiasmo nel mondo del RFID italiano per l'indubbia buona notizia di una settimana fa, con la quale il ministro Gentiloni ha recepito la decisione europea del 2006 sulle frequenze UHF per l'esercizio delle etichette "intelligenti".
Io sono leggermente più scettico sulla capacità delle imprese hi-tech italiane di sviluppare un'adeguata competizione con gli USA e il resto d'Europa. Per esempio sto ancora friggendo per la notizia della IDENTEC (che nasce in Austria e si sviluppa simultaneamente in USA...) di una COMBINAZIONE TECNOLOGICA TRA GPS E RFID, che annuncia nuovi TAGS attivi, forse davvero risolutivi nei "miei" campi di applicazione per Trasporti&Logistica. Era un'idea alla quale dedicavo non poche attenzioni, come tante altre simili "pensate"...per es. nella progettazione del silicio utile per integrare "on chip" TLC e RFID!
Pazienza! Non è mica la prima volta che mi capita, per carità! Ma rilevo sempre di più che abbiamo perso un sacco di tempo. Speriamo che la nuova mossa (peraltro obbligatoria) di Gentiloni ci rimetta in carreggiata, come pensa Locatelli di Eximia. Forse sarà così in tanti altri campi di lavoro, difficilmente nella Logistica (dove si combatte con SAVINetworks e Martin-Lockheed). In questi casi, però, conviene essere FOLLOWERS sapienti e adattare in modo evolutivo i dispositivi ai sistemi: RFID evoca ancor di più che in passato il concetto e la voglia della System Integration!

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20/lug/2007

TV su cellulare o Internet mobile?


Chip & Salsa , ovvero Franco Carlini su Visionpost, scrive cose assolutamente condivisibili sull'affrettata decisione della Commissione sullo standard unico DVB-H. Che per me era, già un flop annunciato da più di 18 mesi. E i numeri della TV mobile sembrano darmi ragione, come anche la decisione di RAIWay sull'alternativa DMB. In questo caso l'ottima Commissaria Reding cerca di sviluppare artificialmente un mercato che fatica ad esistere, alla faccia dei prossimi europei di calcio che dovrebbero santificare la maggior vendita di videofonini 3G. Mi dispiace per la campagna "tirata" della Littizzetto, ma il "sex appeal" della partita sul cellulare sarà davvero scarso nell'epoca del web 2.0!

Se poi la RAI faccia la sua scelta tecnologica per mere ragioni di frequenze disponibili o per la rivendicata maggiore efficienza della soluzione coreana conta davvero poco....Il DVB-H, ma lo stesso DMB, dovranno piegarsi anch'essi alla logica del tutto IP!
Scrive Carlini una bella cosa per i profeti inascoltati del wifi:

La previsione di un mercato da 20 miliardi di euro e 500 milioni di persone al 2011 appare francamente avventata.
In realtà potrà risultare anche più vasto, per esempio la quasi totalità degli utenti cellulari (almeno due miliardi), ma con altri canali: non già altre torri di trasmissione da erigere in borghi e metropoli, ma reti cellulari a banda davvero larga e, contemporaneamente, una moltitudine di hotspot Wifi, che già cominciano a esserci.

La Tv mobile, insomma, va a coincidere con l'internet mobile. E' questa la strada più probabile (e più sensata).

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01/lug/2007

Non comprerò l'iPhone

Sul design c'è poco da dire: è davvero il miglior smartphone disponibile! Non mi aspettavo niente di diverso dal papà dell'i-POD. SPERO CHE LO SBARCO IN EUROPA CORREGGA PERO' TUTTE LE FESSERIE CHE APPLE HA COMBINATO CON L'ATT, CHE IN QUALCHE MODO NE BLOCCA QUALSIASI VERSATILITA' RISPETTO A UN BLACKBERRY O A UN QUALSIASI TERMINALE 3G. Il Voip Blog mi ha convinto, speriamo che cambi qualcosa!

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02/giu/2007

Dividendi digitali: forza signora Reding!

Viviane Reding, commissaria CEE all'ICT e Media, ieri era in Grecia, a festeggiare alcune iniziative dei nostri cugini oltre Adriatico per la diffusione di infrastrutture di banda larga wireless, ed ha detto PIU' IN GENERALE una gran cosa sull'utilizzo delle frequenze 2,6 GHz:

In the reform of the electronic communications framework, I will propose a change of
approach: let's make flexibility the default, not command and control.
I am already working with Member States to open up the 2.6 Giga Hertz band for
innovative fixed wireless access applications, such as WiMax in addition to 3G
. But
if we want significant wireless broadband speeds at a low price we will need more
frequency in spectrum ranges that have high propagation characteristics. In short,
policy makers need to look at the digital dividend created by the switch over from
analogue to digital TV very closely to see if they can carve out space for wireless
broadband in the UHF space
. We have to think how we can use this-once-in-ageneration
opportunity, to make the best out these very valuable spectrum bands.
Even a relatively small part of this spectrum range could provide the basis, bridging
the digital divide in rural areas in a scaleable and cost effective manner, as well as
providing the basis for an alternative infrastructure competition in both urban and
rural communities


Spero che questo inglese sia molto chiaro...anche ai regolatori italiani del wimax!

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21/mag/2007

WIMAX priorità assoluta!

Il comunicato del 9 maggio scorso dell'AGCOM, in attesa della pubblicazione ufficiale del lavoro dell'Autorità indirizzato al Ministero delle Comunicazioni in vista dell'asta wimax, procura soltanto una ridda di interpretazioni a volte fantasiose.Ad es. sulla parte di frequenze riservate alle PAL nei diversi lotti macroregionali, come sull'inesistenza di asimmetrie contro la discesa in campo dei grandi Operatori.

Credo che non valga la pena di indignarsi prima di vedere il documento ufficiale (che infatti tarda ad essere pubblicato!) e soprattutto prima di conoscere le libere modifiche ai criteri di gara per il wimax che Gentiloni potrebbe apportare prima di fine giugno. Certo che l'articolo di Stefano Carli su Affari e Finanza di oggi ha procurato un sacco di grattacapi a tutti gli addetti ai lavori, con una somma di probabili "buone" anticipazioni che possono sovvertire completamente il giudizio prudente e scettico dei primi commenti al Comunicato AGCOM....Attendiamo ancora un po'.....

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05/mar/2007

Software Defined Radio

Non vi sembri un nostalgico ritorno ai baracchini dei radioamatori (da vecchio boy scout ho fatto anche quello!) o a quelli delle barche a vela più "serie" o di tradizione: a Modena il prossimo week end si discute di una cosa MOLTO MOLTO seria per il futuro della Larga Banda Wireless. La SOFTWARE DEFINED RADIO sembra una nicchia di bizzarri innovatori, ma si va guadagnando un certo spazio digitale di tutto rispetto, nel mentre l'Unione Europea rimacina le proprie decisioni "liberalizzanti" sullo Spettro.
Forse la SDR, in my humble opinion, dovrebbe ricevere un po' più di attenzione dagli attuali progettisti wimax: il tempo delle aste si avvicina!

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22/feb/2007

Il Capo di Vodafone ha capito tutto!

A Barcellona, in questi giorni, il CEO di Vodafone Arun Sarin (indiano cosmopolita da sempre) è sembrato davvero preoccupato sulla nascente competizione del wimax (nomadico) alle reti 3G.

Dobbiamo muoverci più in fretta. Come industria impieghiamo troppo tempo a lanciare prodotti e servizi, mentre altri settori stanno convergendo nel nostro spazio…se non affrettiamo il passo – ha concluso – qualcun altro si mangerà il nostro pranzo.
Se lo dice lui, c'è da credere allora che ci avevamo azzeccato....Peccato che la crisi di governo sospenda per incanto I SOGNI RIFORMISTI DELLA "FAMOSA FASE 2" (tanto evocati nel mezzo della discussione sulla Finanziaria solo qualche mese fa..). Mi limito ai punti interrogativi digitali: LANCIO DEL WIMAX, DDL GENTILONI, EGOV FASE DUE, SCORPORO RETE D'ACCESSO TELECOM E SUA NEUTRALITA', per non dire di tutto il resto...

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18/feb/2007

La Vecchia RAI farà un buon brodo primordiale (e digitale)!

Sento di affermarlo sulla base di due post, a cui senz'altro vi rimando: uno di Tommaso Tessarolo e l'altro di Stefano.
Sono convinto che questa "vittoria" segni davvero un punto a favore di un nuovo corso digitale nel Paese. Sul Wimax ancora non mi esprimo, voglio aspettare fine marzo: ma resta inteso che tutti i giochi si compiono in questi giorni (in termini di posizionamenti preventivi sui mercati "regionali"). Per chiunque non sia cieco è chiaro che c'è una netta relazione tra il Wimax e la diffusione e la ri-diffusione di contenuti digitali. So che i puri delle TLC non credono al Video wireless (ma si sbagliano loro! basta che ne parlino con uomini seri di Cisco...), anche perchè preferiscono menarsela sempre con il wimax come soluzione al digital divide, e non vedono tutte le potenzialità IP-wide per i sistemi produttivi (e turistici) locali. I quali, se avessero potenzialità più diffuse di servizi efficaci e di streaming efficienti on the Web, potrebbero essere nuovi editori...ED E' QUI CHE LA RAI PUO' E DEVE SERVIRE. Potrei produrre decine di esempi, ma mordo il freno, anche perchè il mio mestiere mi porta lontanissimo dal mondo del Content, su cui però non capisco perchè tanta "gente" dell'informatica perda tempo inutilmente e non affronti i nodi veri. Nel mio piccolo, però, sulla Larga Banda wireless ci sto e ci starò sempre di più. SONO CONVINTO ANCH'IO, COME IL GRANDE LESSIG, CHE SI DOVREBBE RISERVARE ALMENO IL 25% DELLE FREQUENZE WIMAX ALL'USO LIBERO NELL'OPEN SPECTRUM..E A QUESTO PUNTEREI CON EVENTUALI INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI PUBBLICI/REGIONALI NEL CASO DELL'ASTA ITALIANA, LASCIANDO IL BUSINESS ICT A TUTTI GLI ALTRI ATTORI DEL MERCATO.

Non sarebbe una cattiva idea fare dei Comuni i promotori di un P2P e di Commons autoregolati!

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27/dic/2006

Un comunicato ...misterioso!


Allora ci siamo? Il Ministero delle Comunicazioni annuncia un accordo con la Difesa sul wimax!E' un regalo, o meglio, l'annuncio di un regalo...? E che regalo sarà se costerà poi molto? E poi perchè tante ambiguità sull'avvio e sulla "triplicazione progressiva delle licenze..." in cinque anni ?
Io proprio non capisco questo regalo di fine d'anno. Gentiloni voleva soltanto rassicurarci? Boh!? Resto all'antica: nessuna nuova, buona nuova...
Non sarebbe stato meglio, fatto il catasto delle frequenze a gennaio, stabilire i costi e i ritorni MINIMI attesi dallo Stato (per conoscere la base d'asta) e dichiarare quantità e distribuzione delle licenze regionali wimax?
Non ditemi che non mi accontento mai...Lo studio delle altre esperienze wimax in Europa mi genera qualche legittimo sospetto. Se avessimo 40-50 licenze per 20 regioni, su importi bassi come quelli in Germania, avremmo una spesa per ogni singola concessione wimax intorno a 1 Milione di Euro (al netto di qualunque altra spesa di investimento). Su questa cifra ci metterei una firma, al di sopra si soffrirà! A parte il fatto che operatori TLC fissi e mobili dovranno decidere che fare...Forse l'annuncio di oggi serve un po' di più a loro che ai new entrants (a pensar male si sa, ci si azzecca....)

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21/dic/2006

Il wimax sotto la Tour Eiffel: una lezione per le Regioni italiane

C'è un po' di sorpresa tra i 4 gatti degli addetti ai lavori WIRELESS sul basso costo delle licenze wimax assegnate in Germania (56 Meuro per 28 regioni) rispetto a quelle già quasi operative in Francia (dove a luglio 2006 le 26 regioni amministrative sono state teoricamente coperte con una spesa di ben 125 Meuro per la distribuzione delle identiche licenze, ma con sole due licenze per regione). A ben guardare le regole delle due diverse aste, non mi sembra, invece, che ci siano sostanziali disparità (fatto qualche calcolo grossolano su superfici e abitanti...). Purtroppo il confronto non è facile, anche perchè i due regolatori nazionali sono molto diversi tra loro per cultura storica delle TLC.
Cio' che davvero VALE LA PENA NOTARE IN VISTA DELLE GARE IN ITALIA E' CHE 6 AMMINISTRAZIONI REGIONALI FRANCESI (alcune: tra le quali la Bretagna e la Corsica; come dire un Piemonte e una Calabria in Italia!)hanno potuto partecipare direttamente all'asta wimax e VINCERLA! In Germania manco a parlarne...Mi riprometto di informarvi prossimamente sul ragionamento giuridico (legittimo quindi in UE!) che ha seguito l'ARCEP (la loro AGCOM) in merito all'ammissione delle Regioni all'asta wimax. Se la Puglia volesse trarre benefici anche economici da una politica corretta in questo campo, se ne puo' già parlare con i licenziatari della Bretagna, una regione che conosco molto bene e che ha straordinarie similarità con la Puglia . Nel frattempo VOGLIO PORTARE ALLA VOSTRA ATTENZIONE CHE ALCUNI MIEI AMICI PARIGINI MI RACCONTANO GRANDI COSE DELL'OFFERTA SDH (società che opera in Ile de France, la ghiotta Capitale!) sia in termini di velocità ("simmetrica" perfino!) che di QoS. SDH è una joint venture tra SFR e Neuf Telecom, due aziende che non hanno avuto paura di proporre Wimax in un'area densa e cablata come poche al mondo....L'offerta commerciale è al palo, non se conoscono i dettagli, ma siate certi che le mie antenne wi-fi vi racconteranno cose autentiche e verificate al momento opportuno.

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26/ott/2006

La Grecia ci supera nel wimax....


Stefano Carli ha spiegato molto bene su Affari e Finanza la situazione che si va creando in Europa. Le licenze wimax sono già partite in Germania, Francia, UK e un po' dovunque. Mi permetto di aggiungere che anche la Grecia ci sta davanti. Una joint venture greca - canadese è partita a settembre scorso ad Atene con un'offerta wimax di grande affidabilità (tecnologia NORTEL) ed offre anche VoIP a profusione. L'immagine che accompagna questo post VIENE DA QUESTA JOINT VENTURE, FORMATA DA NORTEL E DALLA GRECA UNISYSTEMS. Opereranno sulla 3,5 Ghz, come quasi dapertutto in Europa. Nortel ci promette larga banda (non satellitare) sulla grande metropoli di Atene e sulle isolette sparse nell'Egeo, e perfino IP-TV via etere. COSA DIAVOLO STIAMO ASPETTANDO IN ITALIA? La Difesa Italiana dovrebbe fare davvero più in fretta, almeno a rilasciare le frequenze a 3,5 Giga , altrimenti come ICT italiana (!)possiamo smettere di sognare di esportare servizi di Comunicazione nell'area MEDITERRANEA!
Se aggiungiamo le notizie di mercato da Nokia e Intel sulla loro accelerazione verso gli standard nomadici e mobili del wimax, ne viene fuori una semplice verità: gli Operatori TLC "incumbent" , PIU' ANCORA DEI MILITARI, STANNO FRENANDO ALLA GRANDE...soprattutto in Italia. I signori delle TLC, concorrenti di Telecom compresi, hanno una dannata paura di perdere redditività e quote di mercato. La risposta più "miope" che stanno dando è quella di FINGERE DI VOLER FARE UNA RETE A 20 O 50 MBITS IN FIBRA, CHE ARRIVI SOTTO LE CASE DEGLI ITALIANI ( e questo per fare una o più TV PROPRIETARIE, dai cui abbonamenti dovrebbero risarcirsi della ormai quasi compiuta saturazione del mercato voce!). Ma da dove prendono i soldi, ridotti come sono? E chi gli garantisce ritorni economici in presenza del wimax? Sia gli operatori fissi che mobili hanno tante gatte da pelare. Finanza e Industria in questo caso contano ben poco, il wimax è una tecnologia "rivoluzionaria" che NON ci si può più permettere di sfottere nei convegni dedicati a eterne sperimentazioni.
Del resto, che la voglia di portare 20-50 Megabits nelle case degli italiani sia molto CHIMERICA, ce lo insegna la REALTA' del DIGITAL DIVIDE italiano e lo stato ben documentato da REPORT (Rai 3) sugli armadi Telecom nelle città, da Nord a Sud....
La cappa del silenzio che è scesa sulle vicende TELECOM non mi dice niente di buono: scopriremo presto, come annuncia Fitch per quasi tutte le telecom europee, che ci si avvia ad un inesorabile declino, e purtroppo a decine di migliaia di esuberi. I miei amici blogger che "stanno nelle TLC" si dilettano un po' troppo nella discussione sulla Next Generation Network (in fibra) o sulla ONE NETWORK (la soluzione co-operativa tra tutti gli operatori TLC per la improbabile gestione COMUNE della rete di accesso...).
Siccome Telecom, alla fine, io la odio e la amo, mi permetto di sussurrare due strategie: la prima, cedere sull'esclusività dell' accesso in rame/fibra all'utente finale e aprire fortemente al wi-max sull'ultimo miglio; la seconda, internazionalizzare l'offerta del servizio wimax nelle aree "deboli" mondiali prima che lo facciano gli altri concorrenti con alleanze FORTI con i player più rilevanti del settore (Nokia o Nortel o Siemens).
Il salto della rana, il FROG LEAP, i paesi emergenti lo faranno senza ombra di dubbio nel settore delle TLC, saltando appunto alcuni inutili stadi dello sviluppo ANTICO E LINEARE delle nostre esperienze in Occidente. Ma vanno aiutati con tecnologie (anche non italiane), con la system integration, con la gestione del servizio, ecc.....Possibile che Telecom non veda questa opportunità? O aspetta che vengano gli altri operatori esteri, magari dalla Grecia, a comprarsi le licenze wimax?

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