18/dic/2009

La guerra dei droni sull'iPOD?


La notizia di oggi sul Sole24ore è di quelle imbarazzanti, ma fino a un certo punto. Gli aerei autonomi o "unmanned", o UAV, o droni, altrimenti definiti Falchi e Predator, di normale impiego nei teatri di guerra per evadere i radar delle contraree in Afganistan o in Iraq erano a loro volta spiati da piccole unità satellitari dotate del software SKYGRABBER. Un programma di qualche decina di euro o anche gratis, made in Russia, ma largamente utilizzato per piratare qualsiasi video satellitare. Dicono in USA, ammettendo il guaio, che sono già corsi al riparo. Speriamo bene! Un drone americano costa circa 3 Milioni di Euro, escludendo le armi in dotazione. MA LA NOTIZIA NON MI SORPRENDE! ANCHE L'ESERCITO AMERICANO PENSA DI UTILIZZARE GLI I-POD IN GUERRA, ESATTAMENTE COME SE FOSSERO VIDEO GIOCHI.
Un punto di verità è che la guerra moderna usa gli stessi standard civili diffusi nell'ICT. I droni peraltro sarebbero molto più utili e convenienti in applicazioni di protezione civile (e allora costerebbero MOLTO MENO)..ma per quanto riguarda gli iPOD e gli iPHONE suggerirei francamente altre soluzioni!
Da qualche giorno mi sto divertendo a vedere le applicazioni di homeland security prima di spiccare il volo per Dubai...

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24/nov/2009

Sky bits, with a little help from my friends



Slide di Morello (Centro Ricerche RAI)

Quanto manca al mercato finale? Il satellite vola, l'innovazione un pò meno.

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03/nov/2009

Non scherziamo troppo con la corazzata Google

Qualche giorno fa Pino Bruno ha scritto un bel post-riassunto sulla breve storia della ir-resistibile crescita di Google.
Ci ho scherzato su, commentando, e mi son permesso di raccomandare un bel pò di sospetti anti-monopolistici oltre le solite ammirazioni rituali.
Manco a farlo apposta, qualche giorno fa Google avrebbe annunciato le più serie intenzioni di buttare gambe all'aria Tom Tom, Navigon, Garmin e compagnia cantante..proponendo una sua applicazione GPS free sugli smartphone!
Niente paura per adesso, stanno solo provando su uno smartphone Motorola! Ma di certo non si fermano qui! Questa mossa mi induce decisamente a non scaricare il tomtom per l'IPhone (che mi servirebbe solo a piedi, contando già su un buon Navigatore in auto e su Google maps!), nè altre Apps a pagamento.. Del resto, per dirla tutta, a piedi, Google maps già mi bastava e mi avanzava. E devo dire che ho trovato posti (P.O.I.) che voi umani-locali non avreste neanche mai immaginato (perfino nel centro di Corfù).
E' una piccola riprova, però, dello scacco matto che la grande G può fare a molti giocatori...sol che lo voglia!
Attenzione, quindi!
Mi convertirò, prestissimo, ad un'impietosa battaglia sulla sicurezza dei servizi "Software per Use" e per la Privacy (se mai ce n'è ancora), come tentativo razionale di ergere argini allo tsunami del Cloud/Google Computing, che minaccia un bel pò di Compagnie.
Ovviamente le minacce competitive fanno sempre bene: per fare servizi all'altezza bisognerà aguzzare l'ingegno...

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01/nov/2009

Microsoft non è sexy o...rock

Condivido questa sintesi fulminea e vera di Quinta sugli ultimi 10 anni, a dispetto dei valori assoluti dei ricavi dei grandi, in Billion $:

Google e' passata da 0 a 21,8Bn di ricavi, apple da 8 a 36,5 con un incremento di 28,5Bn; nello stesso periodo MS ha avuto un incremento di 35Bn di ricavi, ma MS non è sexy..

In particolare non ho gli stessi gusti di Ballmer quanto a Windows7, che se la cava appena quanto a prestazioni ed estetica. Non ci sono più breakthrough a Seattle, alla faccia del BING!
Il fatto è che il valore delle azioni Apple è salito del 700%, quello di Google dal lancio in Borsa nel 2004 del 400%, mentre l'azione Microsoft è scesa da 55 a 29 US Dollars!!!!

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30/ott/2009

La carta ha un futuro!


Sto cercando di capire come funziona! Gli OLED (Organic LED) già stupiscono, perfino i neofiti, nelle prime dimostrazioni della ROLLTOP:



Se volessimo il nostro National NanoTechnology Lab (NNL), assieme all'Università di Lecce, potrebbe produrre ulteriori meraviglie. Il distretto tecnologico di Lecce o pugliese, se volete, ha molto da dire e da fare, sotto la guida di Roberto Cingolani. Per vedere meglio ciò che spero continuino a fare, pur nella penuria dei mezzi assicurati alla Ricerca nazionale (e regionale), guardate un pò anche qui.

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27/ott/2009

Virtualizzare Windows 7 e magie del cloud computing


Da CNET TV prendo questo semplice video HOW TO (in inglese, purtroppo) per spiegare come mi sto comportando io personalmente con Windows 7. Semplice: monto gratuitamente il VIRTUAL BOX della SUN sul mio MacBook e, come da istruzioni video, virtualizzo a gratis una nuova macchina Windows7.
Questo pretesto dell'attualità Microsoft in realtà mi serve a raccontarvi due cose ben più strategiche (di Windows 7, per quel che ho visto finora, non c'è davvero nulla che mi abbia colpito e che non io non faccia meglio già da tempo con MacOSX o UBUNTU). La Prima: la virtualizzazione di più macchine operative su un solo desktop è in sè la riprova dell'estrema potenza e semplicità logica dell'approccio SUN all'informatica del XXI secolo. Brava SUN! Mi rendo conto che è un duro colpo per chi come PARALLELS occupava importanti posizioni di nicchia per gli utenti Mac che avevano bisogno a volte degli ambienti Windows, ma facendosi pagare.. adesso è una realtà la virtualizzazione del sistema che ti serve "a domanda"!
La Seconda: checchè ne pensino i sistemisti aziendali, sempre conservatori come all'epoca dei camici bianchi nelle vecchie sale EDP, il cloud computing (di cui in fondo il VirtualBox è un'istanza applicativa) è destinato a STRAVINCERE. L'utente medio futuro dell'informatica avanzata, cui bisogna pensare, è una persona o anche un professional che si connette alla NUVOLA e vi trova dati, documenti, musica, album e SOFTWARE: quello che gli serve, quando e come gli serve. LA RETE E LA NUVOLA POSSONO GIA' FAR QUESTO. E con qualche accorgimento sulla sicurezza (tema tanto più sensibile per chi già oggi nelle aziende si rifiuta - in media - di creare reti INTRANET private, efficaci e con accesso remoto qualunque esso sia , fisso o mobile), anche le Organizzazioni possono beneficiarne con grande soddisfazione.
Penso davvero a tutte le Organizzazioni, anche quelle Pubbliche!
PENSATE COME SAREBBE DIVERTENTE FARE UNA NUVOLA DI EGOVERNMENT NAZIONALE, CHE SPAZZI VIA TANTE INUTILI APPLICAZIONI COMUNALI, REPPLICHE INFINITE DEL NULLA...
Il Cloud Computing parte da un semplice assunto, che dai primi anni in cui fu formulato (all'epoca primitiva del fallito lancio del net-computer, più di un decennio fa) consiste nell'idea di avere il tuo word processor, la tua applicazione "complessa", tutta la tua suite di strumenti sempre a disposizione e on-line.
Se poi ci aggiungete la voglia e/o il bisogno di avere una macchina MAC o WINDOWS o LINUX a seconda dei casi (con la virtualizzazione appunto!) il gioco è completo.
Ecco perchè Google e SUN hanno già vinto, qualunque cosa accada al vecchio Bill!
E allora mi domando: quanto tempo ci vorrà per portare il cloud computing nella PA italiana? Scommetto che gli oppositori si annidino significativamente nell'attuale offerta di Applicazioni ICT per la PA locale: che ne sarebbe dei loro prodotti, e chi potrebbe organizzare i nuovi servizi " a nuvola"? Meditate gente!

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23/set/2009

What will be?

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15/set/2009

Wi-fi e sicurezza, ma il problema è ben più serio


Ieri si è diffusa la notizia attesa da tempo di una standardizzazione del wi-fi "n" da parte dell'IEEE. Come giustamente hanno rilevato in tanti, in molti dispositivi basterà l'aggiornamento del firmware, ma certamente bisognerà aspettare ancora perchè le velocità tra i 300 e i 600 Mbits si diffondano sulle reti domestiche e sui relativi notebook, PC o smartphone (Apple ha già fatto il primo passo..come da tradizione nel suo iPhone 3GS).
Subito il partito del "cablaggio" è partito all'attacco contro i rischi delle connessioni wireless. Come se la violazione delle chiavi WPA (in effetti ci si mette a decrittarle tra i 40 e i 60 secondi) fosse un problema di frequenze e protocolli. Il wifi "n" non ha nessuna colpa: non capisco la relazione tra la sicurezza informatica e la tecnologia wi-fi!
Con la potenza di calcolo oggi disponibile e con l'eterna ricorsa al miglioramento (e alla contemporanea violazione) delle regole di crittografia, è assolutamente vero che la lotta per la sicurezza informatica (generale, e di subreti IP in particolare) è una guerra di lunga durata, oltre che una questione di capitale importanza in tutte le moderne vulnerabilità tecnologiche.
MA PROPRIO PER QUESTO NON CONFONDEREI L'ALLARME LANCIATO IERI A CRETA DALL'ENISA CON I RISCHI DI "UNA" SOLA TECNOLOGIA DI TRASPORTO E CONNESSIONE. Gli attacchi del passato ai siti dell'Estonia, ma anche i più recenti a Google, Facebook e Twitter, ci indicano un'unica , antica, strada maestra: sviluppare difese adeguate sulla base di algoritmi e modelli di protezioen sempre più sofisticati. Se poi la penetrazione in un Server avviene da filo o da onde elettromagnetiche, sai chissenefrega...Sono le logiche dei nostri programmi a dover autenticare gli utenti, a segregare le aree critiche, ad ergere nuovi "muri", purtroppo - è vero - anche a scapito della semplicità degli accessi. AL CRESCERE DELLA COMPLESSITA' INFORMATICA DEL MONDO, DEVE CRESCERE UNA SERIA GOVERNANCE DELLA SUA SICUREZZA. Saranno sempre più esigenti le capacità professionali "degli addetti" alla difesa: a mio modo di vedere un bel mercato per chi fa questo mestiere.

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06/set/2009

Teoria dei giochi e soft computing

E' noto che John Nash ( the beautiful mind del famoso film su matematica e follia) ha vinto il premio Nobel per l'economia per aver sistematizzato (da giovanissimo) la Teoria dei Giochi di Von Neumann, dimostrando che in ogni gioco non cooperativo (ma anche non necessariamente a somma zero) esiste sempre un equilibrio tale per cui, ad es., due o più giocatori non debbano rinunciare alla propria strategia, anche nel caso in cui ciascuno conosca le mosse dell'altro (o degli altri). Ciò significa, nel famoso DILEMMA DEL PRIGIONIERO, ad es., che l'equilibrio di Nash consiste nel confessare...Quindi, come sappiamo, paradossalmente, non proprio una scelta razionale! E' meglio infatti non parlare e non accusarsi, come vedete dal wiki (che è serio!).
L'equilibrio di Nash corrisponde in generale alla situazione nella quale il gruppo degli attori/giocatori si viene a trovare se ogni componente fa ciò che è meglio per sé, cioè mira a massimizzare il proprio profitto a prescindere dalle scelte degli avversari ( o minimizzare la massima perdita - "minimax"). Ma non è detto che l'equilibrio di Nash sia la soluzione migliore per tutti. Infatti, se è vero che in un equilibrio di Nash il singolo giocatore non può aumentare il proprio guadagno modificando solo la propria strategia, non è affatto detto che un gruppo di giocatori, o, al limite, tutti, non possano aumentare il proprio guadagno allontanandosi congiuntamente dall'equilibrio. È noto infatti che possono esistere altre combinazioni di strategie che conducono a migliorare il guadagno di alcuni senza ridurre il guadagno di nessuno, o addirittura, come accade nel caso del dilemma del prigioniero, ad aumentare il guadagno di tutti. Analogamente, il risultato migliore per tutti può non essere un equilibrio di Nash!
Questo mio ritornare allo studio dei massimi sistemi ha a che fare con i metodi e le tecniche per prendere decisioni, e quindi per realizzare DSS (decision support systems) in vari campi dell'ingegneria e della matematica applicata. Recentemente sono stato molto impegnato sulle Teorie del Caos, sulle dinamiche non lineari e su varie tecniche di gestione della complessità. Forse adesso intravedo qualche soluzione efficace, dopo molto penare, grazie a qualche brillante matematico amico.
DICIAMOLO SUBITO: ci sono problemi naturali e artificiali così complessi che non ha proprio senso, nè per un matematico nè per un ingegnere, addentarli con tecniche deterministiche "classiche". Nè conviene battere una strada di RAPPRESENTAZIONE ESATTA dello spazio del problema: ad es. nel mio caso il "gioco" potrebbe essere quello di una strategia di sicurezza urbana già in sè complicata, o una strategia di contrasto di un incendio, oppure - peggio - un sistema di tecniche di organizzazione e di intrevento per la protezione civile in certe emergenze complesse.
Ecco allora che il SOFT COMPUTING, nella formulazione del papà dei Fuzzy Sets (Zadeh), può davvero aiutare.

Soft computing differs from conventional (hard) computing in that, unlike hard computing, it is tolerant of imprecision, uncertainty, partial truth, and approximation. In effect, the role model for soft computing is the human mind. The guiding principle of soft computing is: Exploit the tolerance for imprecision, uncertainty, partial truth, and approximation to achieve tractability, robustness and low solution cost.

Sono ragionevolmente certo di essere vicino ad alcune soluzioni, genetiche o neurali che siano non importa molto, per metter su proprio questo approccio di soft computing a molti dei problemi di lavoro che sto/stiamo affrontando in questi giorni..

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31/ago/2009

Mobilità ed energia


Oggi Alessandro Longo torna sulla strana discussione sul declino di Nokia, aperta da Manteblog e da Alfonso Fuggetta. Discussione legittima sui Sistemi Operativi e sui nuovi netbooklet che Nokia vorrebbe rilanciare per contrastare iPhone e Blackberry...Scusate: a me la cosa che più colpiva era la straordinaria DURATA DELLA BATTERIA annunciata dai finlandesi (oltre 10 ore!). Sarà che sono sempre un pò "troppo" ingegnere e hardware-oriented, ma se fosse vera la durata proclamata da Nokia non esiterei a comprarne uno, alla faccia di tutti gli smartphone, che comunque porto in tasca evrywhere/anywhere. Ciò che io non sopporto, da professional nomade, è il trasporto di ingombranti caricatori AC...anzi se ci fosse il modo di mettere sul netbook una cella solare ad altissima efficienza, di NUOVA GENERAZIONE, non avrei proprio dubbi di sorta...E' vero che queste celle dovrebbero andare solo sui satelliti (tra un pò..), ma non si sa mai: anche a terra qualcosa si potrebbe fare, alla fin fine, o no? Con le frequenze che usano i nuovi processori e le temperature che raggiungono questi scaldavivande portabili, un contributo sobrio e parsimonioso dal sole sarebbe almeno un sollievo..al GRID RICARICANTE.

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25/ago/2009

LO SPECCHIO DI GALADRIEL

Questa non è una storia "fantasy"! Trattasi di tecnologia, e della più importante, soprattutto sul piano sociale. PER CHI NON SIA AMANTE DELLA TRILOGIA DI TOLKIEN, e della Compagnia dell'Anello, serve qualche spiegazione. Lo specchio della regina Galadriel è un mio personale "copyright" in risposta al PALANTIR della Siemens. Ma, al tempo...
Comiciamo dagli elfi e dagli hobbit...Il PALANTIR è una gemma veggente, apparentemente una sfera di cristallo, che consente agli Elfi di Valinor, che le hanno inventate (ci sono 7 palantir!),ma anche a tutte le altre creature dei mondi di Tolkien, Gandalf e Sauron inclusi, di comunicare a grande distanza con chiunque abbia un'altrettale gemma magica (...voi penserete al video-telefono,ma siete pagani..). Il termine elfo "palantir" o "palantiri" significa "colui/coloro che sorvegliano da lontano". Questo è il termine "VISIONARIO" del grande Tolkien,.. ma alla fine come vedete bene "un normale telefonino".., che battezza, per la Siemens, una famiglia di tecnologie e applicazioni che dovrebbero riuscire a gestire efficientemente e in grande sicurezza le grandi città: insomma un "urban management" molto ambizioso.
Tanto di cappello ai tedeschi della Siemens: il nome mi piace, è ben azzeccato e centra una gamma di problemi su cui ci si arrovella sempre di più nel mondo dell'ICT globale. Ma siamo ancora alle visioni, e ben lungi dal realizzarle. E' davvero difficile integrare a scala diffusa e decentralizzata un insieme di tecnologie di risparmio emergetico, sicurezza urbana, controllo del territorio e della mobilità...Insomma ci si prova, un po' tutti, dalle grandi multinazionali come Siemens e IBM (con SmartCity) alle nostre imprese nazionali (per quanto mi riguarda la SMA ha la visione giusta, come dirò tra un attimo.. o meglio la giusta combinazione dei fattori, tecnici e organizzativi, per tentare di vincere sul mercato questa difficile partita dell'innovazione).
Gli ingegneri tedeschi hanno letto così il Palantir! Bravi! ma a leggere meglio le avventure della compagnia dell'Anello, con l'aiuto di un esperto del "ramo", ho trovato un altro strumento "magico" che mi sembra ben più convincente. LO SPECCHIO DELLA REGINA DEGLI ELFI, GALADRIEL (la bella Cate Blanchett), serve a ben di più che un PALANTIR: lo specchio è quell'acqua in cui Galadriel invita Frodo a mirar "dentro", a immaginare e a scoprire IL FUTURO. Galadriel aiuta così l'hobbit e la Compagnia dell'Anello a credere nelle proprie forze ed aspettative, trovando così la fiducia per la difficile missione in corso...Dice la strega degli elfi: Molte cose domando allo Specchio di rivelare e ad alcuni posso mostrare ciò che desiderano vedere. Ma lo Specchio può anche spontaneamente mostrare delle immagini...più strane e utili di quelle che...desideriamo vedere; cose che furono, e cose che sono, e cose che ancora devono essere. Ma quali fra queste egli stia vedendo nemmeno il più saggio può sapere. Mi consigli tu di guardare? No, io non ti consiglio né l’una né l’altra cosa. Vedere è al tempo stesso un bene e un pericolo.

Insomma: lo specchio o l'acqua di Galadriel è ben più spirituale del semplice telefono-palantir, è qualcosa di più e di meglio..ED E' QUESTA LA RAGIONE PER CUI NON ESITEREI A CHIAMARE COSI' UN'OFFERTA STRATEGICA AMBIZIOSA DI CONTROLLO DEL TERRITORIO (non solo urbano), che riesca ad esprimere una system integration non solo ELETTRONICA! Rispettare i vincoli ambientali dello sviluppo e immaginare una crescita non distruttiva, ma sempre più equilibrata "IN AVANTI", e soprattutto creativa sul piano delle relazioni organizzative (in auto-appendimento) non è cosa facile. E' un po' come contrastare la seconda legge della termodinamica e la "morte termica" con maggiore informazione, rapida autorganizzazione adattativa e soprattutto tanta conoscenza "SOCIALE" delle esigenze e dei desideri delle persone ..Mica uno scherzo da niente (...scusate,ma ho riletto Prigogine questo agosto)! Non si tratterà solo di pannelli Fotovoltaici o di OLED, nè di telecamere o di impianti di riciclo dei rifiuti: ci deve essere nello SPECCHIO DI GALADRIEL un quid in più che forse sarà qualcosa di molto vicino a una società dell'informazione più RICCA DI SENSO (...che sia un po' ispirato, questo quid, al WEB semantico?). Siamo TUTTI appena all'inizio di questa sfida per un futuro sostenibile: per adesso creiamo visioni e re-impieghiamo componenti già "a scaffale". E' una via obbligata, ma il senso di questo sforzo non è ancora del tutto chiaro agli stessi innovatori che vi si cimentano.
Per intanto, come al solito, proviamo a cominciare dalle cose più semplici...ma senza perdere il senso generale che leggiamo nello Specchio...

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19/lug/2009

Ma di quale Rete New Generation parliamo?


Le chiacchiere infinite sulla Rete in Fibra di New Generation esplodono e si sgonfiano a seconda delle stagioni, ma i fatti sono (e rimangono) a zero, come sempre. Pochi giorni fa Telecom Italia ha ribadito che lei pensa di fare da sè, mandando al diavolo qualunque ipotesi dell'Ag COM per una newco di tutti gli operatori, aperta anche alla (eventuale) partecipazione di fondi pubblici. Le ipotesi fantasiose sullo scorporo della rete fissa (basata sul sudore e sui soldi di tanti contribuenti pubblici, per generazioni..) sembrano del tutto abbandonate; del resto nelle deliberazioni dell'ultimo CIPE sulle infrastrutture prioritarie c'è di tutto (dal ponte sullo stretto all'alta capacità tra Bari e Napoli - per fortuna!), ma nulla che richiami l'urgenza, da tutti sempre fragorosamente proclamata, della Rete a banda larga come leva di un possibile sviluppo diverso del paese...
Evidentemente si pensa che basti la povera ADSL che c'è--e così sia! Dal canto suo Stefano Pileri di Telecom Italia, per fortuna, ha dichiarato che LORO (solo loro!) sono pronti per 100 città cablate entro il 2011 e per 1000 entro il 2016, ..si intende con 50 mbits per ogni singolo utente "passato".
DISPIACE DIRLO A PILERI: SI TRATTA DI UNA MEZZA "SOLA" RISPETTO AGLI OBIETTIVI DI DIFFUSIONE DI ALTRI PAESI PARTNER IN EUROPA, tipo Francia e Germania..ma Pileri ha sostenuto che se la NGN non si autosostiene autonomamente (ad es. nei piccoli Comuni) non vale la pena neanche provarci. Diciamo tutta la verità: è sempre meglio fare da soli con tutta calma, piuttosto che sopportare il peso dei concorrenti nel fare di più e più in fretta, INSIEME: ELEMENTARE WATSON!
Insomma, siamo ancora all'ennesima bufala del Governo: che ci ha illuso sul mitico piano Caio, ha spesso fatto baluginare l'ipotesi credibile dell'intervento della cassa Depositi e Prestiti, ha continuato a sostenere ostinatamente le dichiarazioni di alcune Autorità di "genere" (con Calabrò dell'AG COM prodigo di consigli sull'attuazione di consorzi mult-operatori...fino a qualche giorno fa).
Alla fine, il generale agosto si porterà via anche queste "gabole", Tremonti risparmierà ancora, tra un condono e l'altro, ma il declino del Paese si approfondirà... tranne ovviamente che nella Milano dell'EXPO, dove PARADOSSALMENTE Bernabè in persona ha annunciato una rete MOBILE LTE (di 4^ generazione)a 28 megabits. Anzi, certamente alla faccia della neutralità tecnologica, la LTE, la Rete Mobile OVUNQUE, cannibalizzerà sicuramente la fibra a Milano..NON SO CHE DIRE, A QUESTO PUNTO: MI SEMBRA CHE L'ANARCHIA DEL GOVERNO DELLE TLC NAZIONALI RIFLETTA BENISSIMO LO STATO COMATOSO DELLA CLASSE DIRIGENTE DI UNA NAZIONE SEMPRE PIU' "INFETTA".

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17/mag/2009

Quando non ho voglia di bloggare...


Quando non ho voglia di bloggare...ci sono due ragioni principali. La prima è che sto lavorando o incubando idee che NON POSSO divulgare troppo spensieratamente, e che mi assorbono un casino di tempo; la seconda è che vedo tempi cupi intorno a me, soprattutto sul fronte climatico del cambiamento innovativo del paese ( e di cui abbia senso parlare, senza attristare e ammorbare anche i miei 4 lettori...).
Sono vere tutte e due, in questo periodo! Della prima ragione mi limito a dire che sto facendo i conti davvero con un salto quantico necessario nella Radiofrequenza (per cui rimando soltanto al libro della FUB, che giustamente nel titolo parla di una pervasività SILENZIOSA)....
La seconda ragione, dopo il Forum PA della settimana appena finita (nel quale peraltro si è data un gran daffare positivo la mia squadra amica e televisiva di ADMINISTRA.IT), mi sembra che si arranchi proprio sui grandi temi..LA RETE DI NUOVA GENERAZIONE si fa o no? Come? (Ogni tanto rispunta la quasi certezza che la Telecom avrebbe detto sì allo scorporo della rete di accesso e all'impiego della Cassa Depositi e Prestiti...ma poi tutto si fiacca miserevolmente). La banda larga rimarrà sempre un mito di pochi profeti nel deserto, come leva di una vera ripresa economica? La nuova battaglia campale di RAI e Mediaset contro SKY non lascia invece presagire nulla di buono..
Del governo brunettiano della digitalizzazione della PA nulla si può dire, alla Wittgenstein...Meno male che c'è Marchionne e .. qualche multinazionale tascabile (perfino nel profondo Sud)!

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07/mag/2009

Quando si dice Touch..


Che bello sarebbe generalizzare il TOUCH anche nella Sanità italiana.
La semplicità di questa soluzione è EUROPEA, anzi - chi l'avrebbe mai detto - portoghese!

Così pure penso che la vecchia cara Ungheria, una volta famosa per il PROLOG (ahimè quanto sono vecchio..eravamo agli albori della programmazione a oggetti) si sta facendo risentire...
Provate per credere la più valida alternativa alle vostre macchinose presentazioni nel Power Point del vecchio Bill: PREZI.COM

Tanto per dirvi che vedo finalmente qualche segno di risveglio informatico (ogni tanto!) nel vecchio Continente. Speriamo bene..e gli italiani?

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01/mag/2009

Ai miei colleghi cartografi...


In quell’impero, l’Arte della Cartografia raggiunse tale perfezione che la mappa d’una sola provincia occupava tutta una città, e la mappa dell’Impero, tutta una provincia.
Col tempo, codeste mappe smisurate non soddisfecero e i Collegi dei Cartografi eressero una mappa dell’Impero, che uguagliava in grandezza l’Impero e coincideva puntualmente con esso.
Meno dedite allo studio della cartografia, le generazioni successive compresero che quella vasta mappa era inutile e non senza empietà la abbandonarono alle inclemenze del sole e degl’inverni.
Nei deserti dell’Ovest rimangono lacere rovine della mappa, abitate da animali e mendichi; in tutto il paese non è altra reliquia delle discipline geografiche.

Jorge Luis Borges, L'artefice



Questa "fantasia" di Borges viene spesso utilizzata a sproposito dai cultori del GIS o dai "geomatici": in realtà la "spazializzazione dei dati" - e così io voglio leggere la citazione illustre - è ormai una commodity trasversale, "orizzontale"- per dirla tutta,- delle moderne tecnologie di trattamento delle informazioni ambientali, logistiche, urbanistiche, industriali, eccetera eccetera...
Le discipline "geografiche" non meritano affatto di essere lasciate alle intemperie. Ma la loro reale utilità sta nel SAPER LEGGERE LE CARTE, quindi nel costruire conoscenze "ATTRAVERSO" la lettura storico-spaziale di dati che possono essere interpretati soltanto con MODELLI e LENTI di ingrandimento, che sempre di più sappiano entrare nel merito di un fenomeno ambientale complesso, di una frana o di un'esondazione, come di un fenomeno di inquinamento industriale o di una congestione di traffico. Senza cartografia non si modellizza bene alcunchè, nè il divenire delle città nè (purtroppo) le aggressioni della natura all'uomo, ma la mera strumentalità del GIS dovrebbe aiutarci a capire come sia necessario sempre di più mettere l'accento sulla CONOSCENZA STRATEGIGAMENTE UTILE a "dominare" i fenomeni complessi che un'azienda vocata alla PROTEZIONE del territorio non può trascurare.
IN QUESTO SENSO RITENGO UTILISSIMO SEGNALARE AI MIEI AMICI E COLLEGHI CARTOGRAFI LA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI LECCE DI FINE MAGGIO sulla Modellizzazione degli Ecoservizi...Credo proprio che sia utile ripartire dal lavoro di questa comunità internazionale di ricercatori per ridare fiato e VISIONE all'impiego del GIS in diversi segmenti di intervento e di lavoro, dove sia del tutto chiaro ed evidente che il valore della conoscenza non risiede quasi mai nello specialismo informatico che produce le Mappe!

Grazie al lavoro del Gruppo del prof. Giovanni Zurlini a Lecce, che ha anche prodotto lo spin off LAND PLANNING (partecipato dalla SMA/Gruppo Intini), possiamo svolgere un nuovo buon filo d'Arianna nei nuovi SERVIZI per gli ECOSISTEMI...

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28/apr/2009

Vigilanza su improvvide decisioni dell'Europa contro la neutralità della Rete


Firmate l'appello su NNSQUAD.IT contro l'escalation del controllo sulla Rete, ormai intrapresa purtroppo anche in Europa!
Succede come denuncia bene Zambardino che la direttiva TELECOMS PACKAGE sia in via di approvazione al Parlamento europeo.
Le pressioni delle Telecom europee hanno passato il segno: non vogliono più così tanti utenti su Skype o Facebook, vogliono "qualificare" e "controllare" i pacchetti scambiati in Internet, discriminare e veicolare il traffico secondo profili di velocità e tariffari da loro pre-stabiliti.
Cito dall'articolo di Zambardino l'opinione del giurista Scorza:

"Bisogna immaginare il gestore di un autostrada che a un certo punto decida di incolonnare tutte le auto gialle su un casello e tutte quelle rosse su un altro. E che decida di far andare le auto gialle al doppio della velocità di quelle rosse. O di dare la precedenza a quelle che portano il suo marchio, quello del gestore, perché sono le 'sue' auto".

Mi sembra una metafora efficace per descrivere ciò che le Telecom vorrebbero.
NNSQUAD Italia è parte di un movimento globale a difesa della Neutralità della Rete: è il sito sul quale, A QUESTO PUNTO, bisogna rilanciare la battaglia.
SIAMO IN DIRITTURA DI AVVIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL NUOVO PARLAMENTO UE:
invitiamo i candidati democratici che ci chiedono il voto a misurarsi su questo "fastidioso" problema...TUTTI I PACCHETTI DI BIT DEVONO ESSERE UGUALI!

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27/apr/2009

Eccezionale applicazione!



Shazam permette in pochi secondi di recuperare con l'iPhone tutte le notizie relative al brano musicale che si ascolta, anche in condizioni "rumorose"...Per chi come me non ha tanta memoria musicale, è un'imperdibile applicazione. Che mi permette di saper ritrovare e archiviare informazioni cui prima rinunciavo, dannandomi nei circuiti logori della mia memoria. Vale anche per il jazz!
Il modo in cui Shazam ottiene questi risultati "magici" (anche se a volte fallisce...) mi genera la voglia di comprendere meglio la "logica" del programma...qualcosa di molto vicino all'Intelligenza Artificiale o più semplicemente ad un motore di ricerca davvero intelligente!

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21/apr/2009

Grossa stupidaggine di IBM: Oracle mangia Java


Confesso di aver sbagliato previsione (credo insieme a tanti altri "esperti" di ICT, qui e altrove). IBM ha incredibilmente lasciato perdere l'acquisto di SUN, ed ha spianato la strada ad un'altra acquisizione "strategica" da parte di Oracle. Avevo commentato, qualche mese fa, la possibile mossa di IBM verso JAVA come una scommessa perfetta, destinata a cambiare seriamente il panorama dell'IT mondiale, nel senso di un'integrazione forte tra il mondo dei server e il middleware essenziale per farlo funzionare a dovere...
Credo che adesso l'Open Source e Java siano un po' più a rischio con Larry Ellison. Intanto credo proprio che i DBMS aperti pensati e voluti da SUN (MySQL) declineranno velocemente (e questo è perfino ovvio), ma anche la filosofia stessa di Java mi sembra un po' compromessa. Spero di sbagliarmi un'altra volta... Ma non ho capito questo tonfo di IBM: sta pensando al altro?

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09/apr/2009

TV on line a dispetto del canone?


Scrive ieri sul suo blog Pino Bruno, l'autore del recente DOLCE STIL WEB, che la fruizione via Internet della TV aumenta sempre di più, specie tra i giovani,...ma non c'è di che preoccuparsi, almeno a sentire i dati della Microsoft (per i prossimi 5 anni).
Confesso che da quando la RAI ha un portale accettabile di dirette in Rete, sia pur in non tenera età, io vedo più edizioni di prima dei vari TG. Lo dico proprio all'amico Pino, giornalista RAI, cui di conseguenza sono costretto a porre un problema non banale: nessuno faccia scherzi sul canone, nessuno si inventi una tassa generalizzata sullo streaming web! Se disdicessi il canone RAI, cosa succederebbe? In altri paesi qualcuno ci sta già provando...Per di più leggo con piacere che ORANGE sta portando la TV francese sull'iPhone ad un canone mensile di 9 euro, e presto ci si arriva anche in Italia! E allora... è necessario, sempre di più, ritornare sui micropagamenti ON LINE dei contenuti digitali (in qualunque forma siano erogati), perchè il modello TUTTO GRATIS (canone RAI incluso) non riesce a ripagare più alcun autore di libri, canzoni, film, TV fiction, ecc., ecc....LA RIVOLUZIONE (DIGITALE) DIVORA SE STESSA (Saint Just)!

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Internet Mobile Ovunque, e l'Italia?


Cosa si pensa di fare del dividendo digitale in Italia? Altre TV! Il Digitale terrestre libera frequenze e canali, che questo Governo ritiene di utilizzare per ulteriori concessioni (da decidere in gara) per altri Broadcasters!!!!!
DA NON CREDERCI.
Rimando al post di Beppe Caravita e alla sua intervista a Mauro Sentinelli, ex creatore dal nulla del GSM della TIM, ed oggi a capo della 3GSMA, l'associazione di tutte le compagnie radiomobili del mondo.
Sono contento che finalmente si torni a parlare della frequenza dei 700 Mhz, sulla quale da anni mi permetto di dire che si gioca il futuro della società digitale. Dopo le prime mosse USA, adesso si è aggunta anche la Francia (come ci ricorda Sentinelli).
La LTE (che si mangerà probabilmente in un solo boccone l'utopia del wimax, in cui io pure ho creduto) sulle frequenze liberate dalla TV analogica è una straordinaria opportunità economica, sociale, ecologica e civile...
Per adesso, però, i gestori della telefonia mobile (mondiali) stanno soltanto difendendosi dal VoIP e da SKYPE sui telefonini (ormai non pù solo sull'IPhone...), nel vano tentativo di ostacolare l'ultimo decisivo passo della Convergenza IP su tutte le reti di Comunicazioni.
O cambiano o muoiono: nel senso che non riusciranno a cavalcare nuovi modelli di business (e industriali tout court).
E aggiungo...con buona pace delle belle speranze nella fibra ottica che raggiunga le case di tutti: la LTE e il wi-fi sono alle porte, nonostante tutti gli ultimi comprensibili fuochi di sbarramento a difesa di grassi profitti... Svegliamoci, dunque!

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19/mar/2009

Sotto sotto...


A dimostrazione del fatto che nei periodi di grave crisi si affilano in silenzio le vere lame competitive, vorrei portare tre fatti dell'industria ICT che in questo 2009 cambieranno e, di molto, lo scenario digitale cui eravamo abituati (in Italia e nel Mondo).

PRIMO: IBM si annetterà con ogni probabilità la SUN, diventando assoluto leader nei Server e rinvigorendo la propria visione sul Software Libero (e sarà davvero necessario che con SUN non sparisca il mondo Java e la sua filosofia originaria, perchè dei chip, a questo punto, non ce ne può fregare di meno...).

SECONDO: sia negli Usa che in Italia e nella UE è molto probabile che i piani per la Rete a Larga banda (con la fibra fino all'uscio di casa - FTTH) escano dai cassetti dei sognatori "digitali", sotto la spinta neo-keynesiana per nuove infrastrutture strategiche, e diano corpo davvero a un'economia digitale diffusa, molto più ampia e "performante" di come finora l'abbiamo conosciuta. Perfino il governo Berlusconi, come prima quello del Regno Unito, non potranno sovvertire le conclusioni logiche del Piano Caio. Ne deriverà un po' dapertutto in Europa una bella scossa alle incrostazioni monopolistiche sulle vecchie reti d'accesso, e speriamo anche una bella spinta a servizi innovativi e a contenuti liberati sul mercato... (questa è la volta che ci liberiamo delle servitù Telecom e restituiamo un altro passo lesto a questa azienda italiana molto appesantita).

TERZO: Proseguirà una bella lotta nel digitale mobile tra l'Android di Google (in uscita anche in Italia) e l'Iphone Apple (a maggio c'è la versione 3.0 del firmware), che dimostrerà una volta di più che la competizione (per quanto importante anche nell'hardware e nel design) si è decisamente spostata sul software applicativo e sui contenuti digitali (se mai qualcuno ancora pensasse che il "cellulare" serva alle comunicazioni vocali).

Ed allora: dove, verso quali mercati, serve spostare, OGGI, QUI E ORA, intelligenza, lavoro, progettazione e creatività? E mi chiedo, perchè mai l'innovazione è sempre più una cenerentola in questo paese? ...Attendendo la zucca...

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14/feb/2009

Applicabilità della teoria delle catastrofi a sistemi umani di presa delle decisioni


Sarà stato il freddo di questi giorni..ma ho ripreso in mano il libro di René Thom che avevo fin dall'85 sullo scaffale dei miei classici "tosti": Metodi matematici della Morfogenesi (edizione '85 dell'Einaudi). Giaceva purtroppo, in seconda fila, a fianco di vari Prigogine, Putnam, Zeeman (sempre sulle catastrofi), Dennett, Dawkins, ecc.. Ho riscoperto anche un bel libro sul Caos che mi era stato regalato a Tecnopolis nell'85 (sul mitico Istituto di SantaFè), da un amico "robotico" appena ritrovato su FB (Grazie Adriano!). Lontano dagli occhi, lontano dalla mente (?)..meglio ritrovarli, questi testi, questi libri, per evitarsi superficiali scorribande su vari wiki, o sul web, magari saltando le chiacchiere divulgative di Odifreddi, per evitare le buche più dure.. . Però che fatica!
Non vi ammorberò sui dettagli, troppo complicati per questo blog che ormai ha 40 lettori al giorno ( e non più i soliti 4!): la necessaria impellente rilettura di Thom si spiega con il mio recente incontro con il prof. Gerardo Iovane (di UNISA) con il quale sto lavorando a varie ipotesi di impiego applicativo (molto pratico) della Teoria delle Catastrofi o di altre metodiche di gestione matematica della complessità per applicazioni di Sicurezza (e a mio modo di vedere anche di Protezione Civile, Difesa, ecc.).
Naturalmente, come al solito, questo post non racconta la vera storia dell'impresa, del progetto e della strategia che sta dietro questa specifica ricerca...Il punto importante è un altro: la morfogenesi si occupa molto schematicamente di come evolve la dinamica di sistemi "strutturalmente stabili" (quindi resistenti a piccoli disturbi), sia naturali che artificiali, in prossimità di alcuni "attrattori" che ne possono deviare il corso ordinario di comportamento. Le 7 catastrofi di Thom possono spiegare molto bene qualitativamente dinamiche non lineari generalizzate, sia nella natura vivente che in quella inanimata.
La T.C. non è mai troppo piaciuta ai fisici e ai matematici applicati, che tuttavia non hanno mai potuto disconoscere la portata rivoluzionaria esplicativa, ermeneutica, di una così potente formalizzazione astratta, inoppugnabile, e che rimane una pagina essenziale della scienza del '900 e di quella della complessità. Non a caso Thom (Fields Medal della Matematica) era un "topologo", un "geometra", insomma un "platonico-eracliteo", di quelli, quindi, che se ne sono fregati dei metodi quantitativi e delle evidenze sperimentali, e ne erano pienamente coscienti in vita.

INFATTI, SCRIVEVA:

Ciò che è importante in un modello non è il suo accordo con l'esperienza ma al contrario la sua portata ontologica, ciò che esso afferma su come avvengono i fenomeni, ciò che esso descrive dei loro meccanismi soggiacenti.
....infatti, data una qualunque morfologia empirica è sempre possibile costruire un modello quantitativo - contenente un numero sufficiente di parametri arbitrari - che rendano conto dell'esperienza con una data d'approssimazione. Se si vuole ottenere un buon modello occorre eliminare il più possibile questi parametri arbitrari. E' un compito questo che la TC grazie all'interpretazione dinamica che offre è in grado di affrontare con efficacia.

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14/gen/2009

Il futuro del cinema è digitale?



Oggi a Mola (20 km a Sud di Bari), nel contesto della settimana di "festa" per il cinema italiano, c'è stato un evento tra i più interessanti degli ultimi anni, in materia di "digitale al Sud".
Grazie a Felice Laudadio, David Bush e al sindaco Berlen sta per prendere forma un polo d'eccellenza formativo e laboratoriale (in più palazzi e siti di grande pregio storico e culturale) in una cittadina molto vivace, da diversi anni, sul proprio waterfront e sulla rivitalizzazione, certo non soltanto urbanistica, di un proprio ruolo di innovazione basato sulla cultura...e adesso sulle nuove tecnologie digitali.
E' un progetto molto avanzato, challenging, ed ha una sua logica affascinante, ma non mancano certo i dubbi..
La scommessa, grazie a Felice, è giocata al massimo livello di qualità e di serietà. Stamattina, inforcati gli occhiali, il pubblico del seminario/laboratorio animato da David Bush ha potuto godere (su un piccolo schermo) delle percezioni sensoriali del nuoo Cinema 3D. Ha comunque fatto bene Felice (che è persona seria) a ricordare che il Digitale è molto pervasivo (E MULTIMEDIALE), e quindi rischia di mandare gambe all'aria precoci sogni di business, incentrati sul destino del solo Cinema nelle sale...(a proposito, con altrettale realismo anche Protti, il presidente ANEC, ha descritto i non piccoli problemi di diffusione e di commercializzazione che il Cinema Digitale deve affrontare). Il digitale avanza, infatti, con velocità impressionante nel campo della TV HD e olografica..al punto di sovvertire in partenza un paradigma di sognato ritorno all'unicità competitiva della Sala (che certo, per noi tutti, è il ventre buio e "speciale" del godimento del cinema che ci emoziona).
Quindi: i progettisti del Polo Digitale di Mola non si nascondono i problemi, e tutto ciò è molto giusto e prudente. Certo, questo progetto deve valutare con molta attenzione la sua fattibilità e autosostenibilità economica; la qualità degli "attori" riuscirà a trovare opportune strategie di resilienza. Non bisogna per forza essere stati al MIT MediaLab per capire che la partita dell'A/V digitale è la più complicata e turbolenta di questi tempi.
Per parte mia, sto lavorando su un altro fronte (tutto..industriale) del digitale, che forse può incontrare facilmente anche il progetto di Mola, che mi sembra tuttavia molto più "pubblico": ma il mio interesse è tutto su TV, satellite e ovviamente IPTV. A proposito, il cinema digitale nelle sale italiane ha bisogno di fibra e NGN, il WIMAX all'italiana possiamo lasciarlo perdere...(ecco un problemino a regime!).
Ogni volta che ci sono bit, le tecnologie digitali, tuttavia, non bastano: contenuti, forme produttive e distributive, canali di diffusione possono influenzare drasticamente il MODO di fare cultura, ma THE CONTENT IS THE KING. Credo che il polo digitale di Mola se la debba giocare così: IL FUTURO DEL CINEMA SARA' SICURAMENTE DIGITALE, MA IL FUTURO DEL DIGITALE CAMBIERA' il modo di fare CINEMA: come i blog e Internet stanno cambiando giornali e libri. E tuttavia chi ama l'odore dei libri e il buio delle sale guarderà sempre prima, con occhiali 3D o meno, alle storie che la creatività umana saprà regalarci.

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27/dic/2008

Stanford Research International (SRI): culla dell'innovazione


Ci sono pochi posti al mondo dove avvengono eventi rivoluzionari nel campo delle tecnologie e delle innovazioni che " vanno a mercato". Lo Stanford è QUEL POSTO! Nella mia umilissima esperienza SRI è sempre stato un mito, soprattutto per la sua esistenza in vita come Contract Research for NON FOR PROFIT R&D. L'esperienza dello Stanford è stata sempre una mia linea guida direttiva, condivisa con pochi altri compagni di viaggio in Europa (ai tempi dell'EACRO e ... quando tentavamo di ridare un senso ai Parchi Tecnologici negli anni '90), nel finora vano tentativo di rimettere con i piedi per terra un sistema di ricerca ottocentesco come quello tedesco-italiano...che viaggia sempre sugli onori accademici a testa in giù.
Sia le scelte di Obama, sia un post di Beppe Caravita mi richiamano alla mente lo SRI per via delle batterie verdi agli ioni di litio. La ricerca sulle batterie elettriche per le automobili di nuova generazione è iniziata lì... ed oggi per fortuna l'industria americana se ne ricorda e chiede a Obama di mantenere negli USA il know how necessario per reinventare l'AUTO.
Anche la Fiat potrebbe ricordarsi dei tempi eroici del CRF e rispolverare più di un progetto. Fa ben sperare l'ipotesi di vedere la 500 elettrica in giro per Torino da luglio prossimo ( con il nome e il colore ben augurante di Philla). COMUNQUE, SE SI VUOL AFFRONTARE UN NUOVO INIZIO, IN TANTI ALTRI CAMPI DECISIVI, BISOGNA CHE LE MIE TRUPPE IMPARINO A LAVORARE CON GLI INGEGNERI DELLO SRI.

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02/dic/2008

Ontologie semantiche "fumose"...

Grazie a Facebook ho "riscoperto" e ripreso a leggere Guido Vetere (IBM) e il suo blog su NOVA24Ore. Se si perlustrano le sue ricerche più recenti, si capisce che è davvero molto scettico sulle "ontologie" di cui parlavo solo qualche giorno fa. Lui preferisce il termine più sobrio di "ideologie" semantiche, dato che rileva ancora tanta confusione sugli stessi termini da adottare in modo appropriato.
Scrive, suggestivamente, Guido, in questo post che cito, dei linguaggi informatici e del loro grado di supporto al dialogo tra sistemi automatici, sulla capacità delle macchine di "comprendere" gli universali...ma il suo monito sullo scetticismo semantico mi era già ben noto:

A causa del carattere soggettivo e invisibile dell’interpretazione, la
semantica è da sempre un problema per linguisti e filosofi - ed ora anche per gli informatici
Nella storia del pensiero linguistico, lo scetticismo semantico è la
posizione di chi crede che la semantica sia ovvia o ineffabile e che, in ogni caso, sia meglio tacerne
Anche nell’ICT, vi è chi crede che:
– Dati due schemi di metadati (es. relazionali), la loro corrispondenza
(mapping) si ricava banalmente dalle etichette e dalla struttura
– Il mapping tra schemi eterogenei nei sistemi di integrazione è un
problema dei programmatori
– Pubblicando ontologie e descrizioni di servizi la semantica viene da sé


Insomma: dibattiti del nostro tempo, in salsa informatica. Eppure il futuro del Web è, deve essere, semantico, c'è davvero tanto da fare...forse bisognerebbe seguire un po' di piu' le ricerche di Guido in questo campo, e soprattutto nell'egov, dove altrimenti vedo crescere tanta fuffa.Invito a rileggere per una semplice spiegazione del web semantico "a farsi" questo suo articolo.

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25/nov/2008

Ai "miei" ingegneri...


Grazie a Quinta trovo questa formidabile slide di Marco Camisani Calzolari, "catturata" al recente Convegno sulla NGN (next generation network). IMPRESSIONANTE LINEA GUIDA PER IL DESIGN ICT! E' (da me) fortemente raccomandato di coglierne lo spirito.

Di questi tempi, peraltro, sento tante chiacchiere sulle ontologie semantiche, da tanta gente che non solo non sa cos'è OWL, ma che spesso a scuola aveva qualche difficoltà con l'ESSERE dei manuali. Tuttavia ESSI esistono, forse vanno sul web compulsivamente e appena possono, allora, si dilettano di knowledge management: argomento di gran voga per sofisticati cultori della materia, al di là della Ricerca necessaria sul web semantico (che infatti dovrebbe essere in prospettiva un G-Product). Peccato che nella rete dei "commerciali ontologici" ci caschino manager pubblici e dilettanti allo sbaraglio... Non a caso siamo dietro la Thailandia, ma facciamo prove generali di semantiche automatiche a gogò.
Ma allora qualcuno si gratta davvero il pancino? (come mi ha detto giustamente di NON FARE un prode e burbero dirigente del mio Comune).

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02/ott/2008

open access secondo Telecom

Mi sembra che tutti gli ISP italiani non ci siano caduti...le proposte di Telecom sono state rigettate al mittente! Ma come si puo' pensare di escludere la fibra di TI dal perimetro dell'Open Access? Anche qui, come per Alitalia, chi dovrebbe vigilare invece fa finta di nulla... un altro esempio di italianità (nell'anti-trust?)

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23/set/2008

Android sul mercato da oggi


Arriverà con l'anno nuovo il G-Phone con l'Android. E' una bella sfida con Apple, da cui ci guadagneranno, per fortuna, i consumatori utenti. Come ho già detto altre volte l'IPhone è più sexy, ma il Google Phone mi affascina di più dal punto di vista del software aperto: è un bel "meccano" (il mio gioco preferito da piccolo), ma software


che consentirà di montare tutte le applicazioni e le funzioni che si desiderano ad un costo ragionevole...merito della piattaforma Android, con la quale torna in realtà sulla scena - se proprio dobbiamo dirla tutta - la Internet of Things...mica solo un telefonino-computer!

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12/set/2008

Funambol per non vergognarsi del bel paese....

Amiche e amici, leggetevi le proposte funamboliche di Fabrizio Capobianco, e tirate un bel sospiro di sollievo. Non ci sono soltanto Alitalia o Telecom in questo paese, non ci sono soltanto fannulloni o burosauri pubblici o peggio ancora "project manager" informatici in affitto alla PA: a volte ritornano anche vagiti di post-new-economy. Infatti: il combinato disposto di Venture Capital estero e di buona ingegneria italiana potrebbe riempirci di qualche po' di orgoglio: e tanto per cominciare il software FUNAMBOL l'ho provato e va meglio dello stentato Mobile Me di Jobs (che figuracce, a proposito).
Insomma, mentre salta (oggi) la trattativa per Alitalia e Cesar Alierta di Telefonica imita Air France (e viene a vedere cosa si può raccattare di Telecom), qualche microbica buona soddisfazione ogni tanto si profila...Ha ragione Capobianco: i nostri ingegneri sono tra i migliori al mondo, occorrono i capitali esteri (ma allora, facciamo come gli indiani?). Ma il mercato è la vera discriminante del successo; diventa perfino irrilevante se gli israeliani vengono a fare il wimax italiano (a proposito tanti auguri a Mario Citelli e alla sua ARIA), o gli spagnoli si comprano Telecom e ahimè Air France non ci compra la bandiera:la cosa importante è esportare il nostro ingegno su mercati globali. A ME I FUNAMBOLI SONO SEMPRE PIACIUTI E POSSONO DIVENTARE UNA COSA SERIA (o spezzarsi le ossa...). Auguri!

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02/lug/2008

Virtual Box: programmatori perdenti?

Vintage programming: questo post  del bravo Granatella, intercettato per caso, due mesi fa, mi ha fatto conoscere un ambiente di virtualizzazione  (VIRTUAL BOX, non a caso acquisita da Sun) che consente, anche sul mio Air MacBook, di creare un ambiente LINUX completamente funzionale e che pesa soltanto 50 MBytes (Damn Small Linux!). Adesso succede, quindi, che con Parallels, per le esigenze  quotidiane, mi gestisco due partizioni (Leopard e XP), ma sotto l'OS X ho pure una macchina LINUX molto efficiente (ed appunto OLD STYLE, come ai tempi di quando programmavo io!). 

Devo confessare che pur venendo dai primordi dello SMALLTALK  per quanto riguarda la programmazione ad oggetti, e nonostante negli anni sia divenuto profeta delle architetture SOA, non sono mai riuscito a fare nulla di sensato come programmatore Java; mi limito a comprenderne la logica e riuscirei decentemente a seguire il lavoro dei veri operai, ma pur sempre come "architetto"... e siccome sono uno che però è intrinsecamente artigiano (ovvero un operaio-architetto), qualche volta provo io, direttamente,  a fare qualche  pezzo di codice; ma, allora, rispunta in me il vecchio fortranista, ed ecco che un ambiente LINUX (quasi come il VMS dei miei vecchi VAX) mi fa sentire davvero a mio agio. Certo! sono passato, da "ingegnere" - pur  poco programmatore - da molti percorsi tortuosi nei linguaggi  (Fortran, Pascal, C) tradizionali, ma anche da nicchie come il Lisp e il Prolog (nella robotica, ad es.), per arrivare anche a Java. Resto uno che le cose le vuole provare in prima persona, non ho mai creduto che si potesse dirigere chi scrive software non avendo mai debuggato un programma; come credo che un sistema e una rete di sensori presuppongano una certa dimestichezza con oscilloscopi e strumenti di misura, e che la robotica non sia soltanto la lettura dei romanzi di Asimov. Vedo troppi giovani freschi di master che credono di poter fare i project manager, A PRESCINDERE da contenuti  specifici, dalle tecniche ed esperienze vissute....insomma poche mani sporche e molte chiacchiere. E spesso - e non capisco perchè  ci si stupisca - quando c'è qualcuno che vuole fare il programmatore, lo si guarda con sospetto, come se la lontananza dalla praticaccia del programmare fosse una virtù da acquisire per "crescere".... ne conosco alcuni, di questi sospetti, che ci provano invece proprio gusto.  Dovremmo forse, sol per questo,  bocciarli come  ultime ruote dell'ingranaggio? Proprio il contrario: questi sono i talenti da coltivare e da non perdere, come avviene nel mondo anglosassone.

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07/giu/2008

Le Telecom e la spremitura di meningi

Ieri sera, in un' azienda di oltre 1000 persone e alla presenza del Capo, si è accesa una discussione apparentemente "banale" e ricorrente: sulle alleanze con le diverse telecom che sono sempre, ossessivamente, pronte ad inseguire l'impresa per fare alleanze congiunte sulla fornitura a Clienti Comuni (soprattutto nel caso di grandi sistemi regionali, per es. di monitoraggio ambientale). MA LA RETE SI E' DISTACCATA DAI SERVIZI!
A chi lavora sul campo può interessare un singolo episodio o elemento di vantaggio competitivo nella copertura o nella qualità di servizio, ma c'è sempre più indifferenza alle sirene commerciali degli Operatori, che dovrebbero davvero reinventare il proprio mestiere. Adesso che anche Calabrò ne parla, e che Bernabè ci prova, ci vuole la NGN....che poi la faccia Telecom o un pool di TLC, chissenefrega (purchè si faccia!), ma si sappia che il valore non sta certo nel trasporto più veloce dei bit, ma appunto nella fantasia delle applicazioni e dei servizi che altre aziende ci costruiscono su...Quindi amici di Telecom Italia, BT, Fastweb, ecc. mettetevi tranquilli, e cercate di innovare il vostro antico mestiere. Più meningi e meno listini....

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02/giu/2008

Finmeccanica sempre più "americana"

Confesso di non saper valutare neanche un pò l'effetto dirompente dell'acquisizione di DRS Technologies da parte di Finmeccanica sui mercati dell'elettronica civile. Già mi sembrava straordinaria questa "prima volta" di un'impresa europea che si pappa un colosso della difesa americana (per la modica cifra di quasi 4 Miliardi di Euro). Ho cercato di guardare ai prodotti e ai servizi DRS che potrebbero essere "trasferiti" al mercato che io conosco un pò meglio, ma mi è venuto un bel mal di testa. Però alla fine ho capito che DRS è una miniera inesplorata per un sacco di applicazioni non belliche e addirittura sanitarie. Non a caso costruiscono e vendono la macchina che assiste la chirurgia oculistica nel mondo.

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17/mag/2008

P2P su iPHONE: questa è una notizia vera.

Mentre aspettiamo iPhone 2 e che TIM/Vodafone lo commercializzino con 3G incorporato, succede l'incredibile, anche per il mondo MAC e iPOD:
WIRED pubblica notizie di un certo software iSLseek (che ti porta sul più grande network sociale di musica Soulseek), opera "breve" del solito nerd o hacker (19 ANNI, ARGENTINO) che rivoluziona non poco il File Sharing...
Perchè, dice ERRRICK:

iSlsk is simply an application that lets you connect, download (and share, in the future) music directly from your iPod/iPhone through the Soulseek network. Anywhere, no computer required. That’s what makes “iSlsk” special and different from all other Soulseek clients out there.


Insomma stiamo parlando di "JAIL-BROKEN" iPOD e iPHONEs, di iPhone "sbloccati" o più semplicemente sprotetti: roba da jail/galera, appunto....ma se ne parla -come vedete- su Wired, mica su verbali di questura.
La lotta senza fine tra la Apple e gli hackers segna un punto a favore di questi ultimi. A RIPROVA CHE IL MONDO DELL'IT NON AMA MAI I LUCCHETTI, E QUINDI BISOGNA PROVVEDERE SOCIALMENTE E POLITICAMENTE IN ALTRO MODO.

Post Scriptum: Mi rendo conto che la notizia è troppo "tecnica", ma ho preferito scrivere questo post piuttosto che uno scontato commento su HP-EDS, la cui nascita (con annessi licenziamenti e ristrutturazioni globali..) mi sembra la solita vecchia solfa. Anche se è vero che adesso (noi "artigiani" del software) ci ritroviamo con la concorrenza di DUE IBM parecchio grosse..CREDO CHE EDS ABBIA FATTO IL PASSO GIUSTO, SENZA CONVERGENZA DI HW E SW NON SI VINCONO PIU' GRANDI COMMESSE E L'HARDWARE SI RIPRENDERA' GRANDI RIVINCITE NEI PROSSIMI ANNI.

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07/mag/2008

La fuffa dell'egovernment

Perseverare è diabolico! Mi aspetterei da tutte le intelligenze che si riuniscono al Forum PA 2008 di Roma,dal prossimo lunedi, meno slanci retorici e più attente riflessioni su 10 anni di debolissimi successi e di "ruote" grippate" nella PA locale...

La compagnia di giro, finalmente, si interroga su quel che non va, avendo quanto meno il coraggio di una onesta diagnosi. I numeri sono implacabili e la qualità dei servizi offerti dall'egov italiano altrettanto. C'è bisogno di un cambio di passo. Vedo una gamma di opportunità concrete, ma servono soprattutto due consapevolezze di base: la prima è che le Amministrazioni decidano una governance "interna" e "unica" dei processi di cambiamento, senza deleghe a nuove inutili caste consulenziali di "project management" oltre a svariate e fantasiose assistenze tecniche (non che non servano, ma siamo in presenza di abusi intollerabili, di merito ed economici!); la seconda è che i servizi "rilasciati" siano obbligatoriamente UTILI e DIMOSTRATI sul campo, quindi integrati con un back office MODERNO (di cui troppo spesso non c'è neanche traccia!).
E' ovvio che mi riferisco alla metafora dominante degli EVENTI DELLA VITA, in cui un po' tutti abbiamo stupidamente creduto, non certo alla innovazione informatica "tout court" che è pur sempre troppo esile e che invece DEVE ENTRARE NELLA PA, altrimenti hai voglia a parlare di innovazione dei "processi"....Innoviamo, per favore, prima di tutto le regole della governance dei progetti di innovazione, prima che le procedure dei diversi settori della MACCHINA. Sono sempre a favore di un Technology Push per cambiare le PA LOCALI, ma che ce lo facciano fare! Vedere per credere TECHFOR 2008 (sempre all'interno di Forum PA): quando si tratta di Sicurezza le chiacchiere sono a zero, ci sono soluzioni e metodiche da sviluppare, ma il passo è quello giusto: lo sforzo e gli investimenti in questi campi sono premianti e si valutano immediatamente, senza troppi pregiudizi tecnologici e saccenterie d'accatto.
A proposito, per chi proprio non voglia perdersi alcune tonnellate di parole: OPENET (Gruppo Intini) è a Roma a registrare tutti o quasi i convegni del Forum (per SKY 887 / ADMINISTRA.IT)

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20/apr/2008

Metodo Augustus

La gestione delle emergenze richiede l'affinamento e la strumentazione del Metodo Augustus. Checchè se ne pensi, il metodo -secondo me - andrebbe molto bene a qualunque tipo di Project Management, anche al di fuori del settore della Protezione Civile.

Non a caso è opera dell'imperatore Augusto, che, circa 2000 e passa anni fa, pare abbia scritto e detto che:

Il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose

Quanto è vero, anche (o soprattutto?) nell'ICT: indulgere sui dettagli di un Piano, senza vero affetto per la sua semplicità (che, in fondo, può derivare unicamente dalla cultura vera del problema), porta soltanto al suo affossamento. Tutto questo in fase di Programmazione, figuriamoci in fase di Esecuzione! Più persone che fanno "ammuine" borboniche ed è certo che il risultato rischia di volatizzarsi.
Augustus dovrebbe essere adottato nella certificazione del PMI (Proj Management Institute)!

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07/mar/2008

TLC e caos

Il piano industriale di Telecom non sembra sia stato salutato con piacere dalla Borsa. Dopo il crollo, le notizie serie di oggi non sembrano cambiare i corsi deprimenti delle azioni TI.

Mi associo ai primi giudizi di Stefano: non si dirà mai abbastanza il vero sullo stato comatoso lasciato a Bernabè dai predoni precedenti, che hanno finito per spogliarla del tutto a vantaggio dei dividendi Pirelli.

Questo mio umile blog se ne occupa dall'11 settembre del 2006...Solo ora, di fronte al programmato ritorno nel 2010 ad una ripresa positiva dei ricavi (ed a EBITDA invariato), si può dire che il piano (sia pure espresso in modo contorto) si orienta a risolvere il problema del debito accumulato con il ricorso al capitale (non solo bancario....quindi ad altri azionisti). Credo di capire che lo scorporo della rete di accesso sia non soltanto una necessità industriale innovativa per l'Italia, qianto la "rottura" finanziaria necessaria al risanamento e al rilancio dell'azienda. L'intervento del Fondo di Vito Gamberale non sarebbe, allora, la mossa vincente?

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13/feb/2008

MI FIDO DI TE....


Oggi questo motto alla Jovanotti lo dedico a Franco Bernabè. Si va verso lo scorporo; almeno si comincia...
Sarà l'aria frizzante e più fredda di questi giorni (non c'è quasi per niente attività solare, si ritorna al freddo di 10 anni fa!), ma si annunciano grandi cambiamenti nelle reti e nella politica italiana. TORNO AD ESSERE OTTIMISTA (PER IL PD, PER IL CLIMA GLOBALE EVIDENTEMENTE NON COSI' IRREVERSIBILMENTE SURRISCALDATO, PER il CAMBIAMENTO IN TELECOM ITALIA!). Qualcosa si muove, mai perdere le speranze!

Ma per parafrasare la bella canzone: COSA SEI DISPOSTO A PERDERE? E allora, Bernabè, COSA SEI DISPOSTO A PERDERE? E' sul modo di fare l'OPEN ACCESS che bisogna saperci perdere qualcosa subit, per innovare poi e rendere più performante tutto il sistema. L' Open Reach all'italiana è una bella sfida....Ma mi fido di te!

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08/feb/2008

VIEWZI


Ora che la sfida a Google è lanciata, attraverso un pesante e lento inseguimento di Microsoft, conviene guardare con maggiore attenzione ai MOTORI DI RICERCA.
Ho provato Viewzi e mi piace!

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08/lug/2007

A volte, in Telecom, ritornano....

Apprendo dalla blogosfera varie supposizioni sulla sostituzione dei consiglieri di Tronchetti nel CDA di Mamma Telecom. SEMBRA CERTO IL RITORNO IN QUOTA INTESA SANPAOLO di Gaetano Miccichè, fratello del più noto viceministro "con delega sul Mezzogiorno" del precedente Governo. Del resto era già nel CDA di TIM due anni fa! Molti amici siciliani sono inquieti. Sarebbe bello e trasparente che coloro i quali hanno acquistato indirettamente (via Olimpia) il controllo di TI, ci facciano sapere comunque COSA voglion fare, A PRESCINDERE DAI NOMI DEI NUOVI VERTICI SOCIETARI. A PRESCINDERE, come direbbe Totò, che diavolo accade in casa TI? Dal Pistorio succeduto a Rossi non mi aspetto giochini poco seri, ma stiamo a vedere: la sistemazione dei guai portati da Tronchetti sarà davvero complicata....

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05/lug/2007

Bene sulle TLC, ma che ne è dell'egov?

Bene, ovviamente, in quanto alle discussioni in corso. Oggi ho chiacchierato casualmente dello stato di salute dell'ICT di casa nostra con tre persone, diciamo "amici" di vecchia data, che non sentivo da tempo: un AD di un'azienda TLC quotata in borsa, un consulente davvero TOP dell'egov della perfida Albione (ma italiano di nascita) ed una "navigata" precaria co.co.co barese alle prese con le PA locali. Straordinaria vena convergente di pessimismo sull'Italia dell'innovazione pubblica, ma moderato ottimismo sulle aziende e sul mercato, pur tra tanti ragionevoli dubbi....Mentre il blog di BELTEL rianima la discussione su Telecom (nonostante o proprio per le recenti esternazioni del buon Pistorio), l'ipotesi di scuola che la PA sia rinnovabile con l'ICT (scuola Nicolais-Stanca) sembra uniformemente deprecata, abbandonata e "ammosciata"...(da Nord a Sud!).
Peccato che si insista ancora sul mitico egov senza un radicale e serio cambiamento organizzativo (anti-fanullonismo!): si rischia di distribuire ancora un sacco di spesa pubblica INVANO. Gli addetti ai lavori, indipendentemente dal loro personale grado di onestà e dai "titoli di merito", lo sanno bene, dal supermanager al precario: ma la pagnotta tutti devono portarla a casa....Meno male che, a volte, si riesce ancora a installare qualche sistema di telesorveglianza o cominciare a gestire la mobilità urbana: almeno resta qualcosa ai cittadini! Ma la posta certificata nei Comuni italiani sarà usata FORSE tra 20 anni, dopo un'intera generazione ? Ma vale la pena consumarsi in questo inane sforzo poco socialmente gratificante? Mi viene da pensare, come nelle TLC e nella Banda Larga, che l'innovazione da proporre sia solo quella che SI VEDE (e verifica) in meno di 120 giorni dallo start up di un qualsiasi progetto...Il resto, cari amici, lasciamolo alla routine dell' "innovazione" burocratizzata e trasformata in "costo della politica" che si autosostiene come nuova forma di parassitismo assistenziale! Scarso o nullo delivery di soluzioni, truffe legalizzate sui rendiconti di spesa, ampia retorica sul cambiamento gattopardesco..In questo, ahimè, siamo ai primi posti nel Sud. Che strano paese: mentre il Cefriel batte Stanford nell'ICT, i Comuni del Sud sprofondano in Africa!

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24/mag/2007

BITSTREAM per i nuovi media....

Questa Authority di Calabro' ha cominciato a lavorare! Sta provvedendo come sappiamo al Wimax ed ha appena avviato una possibile regolazione del bitstream In pratica: Telecom dovrebbe consentire un'offerta di trasporto di tipo Multimedia over IP (MoIP) a tutti i concorrenti. Tra qualche giorno l'AGCOM dovrebbe ricevere la proposta di regolazione di questo mercato da Telecom ed esprimersi di conseguenza. La cosa potrebbe essere rivoluzionaria per i localismi IP, ovvero per lanciare contenuti TV on demand su bacini serviti da sufficiente banda larga. Inaspettata notizia, ma stiamo a vedere!

Post Scriptum
: con qualche allarme ho capito che PIRELLI RE (quindi Tronchetti Provera) vorrebbe acquisire totalmente (in proprietà) tutte le centrali di Telecom. Cos'è una vendetta anticipata sui nuovi gestori della telefonia italiana? Ricordo le immagini "devastate" delle centrali TI prodotte dalla Gabanelli qualche REPORT fa: forse qualcuno ci vuole speculare su?

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04/apr/2007

Bernabè dove sei?


Impressionante e divertente: Gad Lerner fa rivedere stasera all'Infedele sulla 7 (di Telecom!) il Franco Bernabè della Telecom del '99 sotto OPA. A un certo punto, a proposito degli americani, dice più o meno:

ci ridurremmo soltanto a fare la forza vendita o al Call Center
. Meditateci su, anime belle del mercato.....

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19/mar/2007

Corridoio Meridiano, l'ICT guiderà il cambiamento.

E' con qualche soddisfazione che vedo prender forma finalmente una trama di progetti trasportistici e logistici ben congegnati e sempre più armonici tra loro: si tratta di almeno 6 o 7 progetti INTERREG con la Grecia, la Turchia, i Paesi adriatici non - UE (Albania e Montenegro in testa), faticosamente ma convintamente messi in moto da un Club di ingegneri, informatici, amministratori, ammiragli e marinai, camionisti e armatori...Se non ci fosse stata la scelta della Commissione per il XXI Corridoio (quello delle Autostrade del Mare) non saremmo a questo punto! Adesso si tratta di fare avanzare, nell'ambito della nuova cooperazione territoriale (l'Obiettivo 3 dei Fondi Strutturali) e della collaborazione con i paesi della sponda Sud MED, un'altra idea vincente: QUELLA DEL CORRIDOIO MERIDIANO, insomma l'asse orizzontale multimodale che lega i due bacini divisi dal vecchio Stivale. ED ANCHE QUI, COME DIECI ANNI FA CON GLI AMICI DEL PRIMO PROGETTO EUROMED (ostinatamente perseguito da 4 gatti a Bruxelles che riuscivano a mettere palestinesi e israeliani intorno a un tavolo comune), SI TRATTA DI METTERE L'INFORMATION&COMMUNICATION TECHNOLOGY AL POSTO DI COMANDO! L'esperienza mi dice che se parti dalle merci e dai passeggeri poi riesci anche più facilmente a fare reti culturali e civili, mentre il contrario è davvero molto più lento. Quando già ci provavo con gli amici turchi e maghrebini nel '97 mi mancava l'idea forte ed un programma "di peso", ma adesso credo proprio di aver trovato la giusta via! MI PIACE IL PENSIERO MERIDIANO CHE DIVENTA PROGRAMMA DI SVILUPPO E DI COLLABORAZIONE. Volevo raccontarvi una soddisfazione professionale che sta diventando anche una linea di lavoro condivisa in egiziano, greco, turco, serbo-croato e albanese: alla fine ci salverà l'XML!

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11/mar/2007

Comunque vada Fastweb, speriamo in Babelgum!

Che tristezza l'epilogo di Fastweb! Tra inchieste giudiziarie e fiscali ed altri "rumors" di compravendite al ribasso in questo week end (diventa SWISSCOM?). Non ho mai molto amato il modello di business di Fastweb, ma devo riconoscere obiettivamente che Scaglia, lì dentro, ha fatto due cose rivoluzionarie: ha segnato in Europa un primato nel Triple Play e, due, ha cominciato a metter fibra anche sotto Roma (Napoli e Bari, ecc...).

L'uomo, lo spero fortemente, rimane in sella all'innovazione che conta, facendo da Presidente dell'unico concorrente serio che potrà fronteggiare JOOST. Il futuro si combatte nella i-TV e non certo sui recinti chiusi delle telco maggiori...JOOST segue alla rivoluzione Skype (o forse la precede?), Babel Gum, che ancora non ho sperimentato personalmente, sembra (per chi l'ha provata) un'interfaccia P2P ancora piu' performante. Auguri, in tutti i sensi, a Silvio Scaglia.

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07/mar/2007

Strategie Telecom, altalene finanziarie e sindacali

La tentazione di dire : << l'avevo previsto!>> è davvero molto forte. Stasera Pirelli è già schizzata su in Borsa (meno - e ci mancherebbe! - le azioni Telecom), in attesa delle comunicazioni del CdA di domani sul piano industriale. La santa alleanza bancaria si è messa in moto, puntuale come al solito....Mi ricordo una vigilia dell'11 settembre scorso molto più agitata...
Guido Rossi, ne sono sicuro, sarà il Presidente di una svolta contro i barbari saccheggiatori che si sono succeduti alla guida di quella che era (comunque) una grande e bella azienda italiana. Saccheggiata da chi ha pensato più ai propri dividendi che agli utili da reinvestire in azienda, ma minacciata IMHO anche da chi continua ad attribuire (per ovvie ragioni SINDACALI) ruoli pubblici impropri all'Operatore più forte del mercato...MI RIFERISCO AI SINDACATI INTERNI: liberissimi di auspicare la formazione di una bella e trasparente public company, ma che si facciano per il resto i fatti loro! Per esempio: non tocca ai sindacati dell'azienda ex monopolista suggerire strategie sul wimax italiano al Governo, nè tanto meno come impiegare i nuovi Fondi Infrastrutturali (quelli di Gamberale per intenderci, quindi voluti dalla Politica e dalle Grandi Banche) in direzione della rete d'accesso scorporata. O per meglio dire: tutti i suggerimenti sono interessanti e del tutto legittimi se si tratta di salvaguardare il lavoro italiano (ma TUTTO il lavoro italiano, anche quello delle altre aziende..), ma sarebbe meglio se la costruzione di una NGN italiana (anche al SUD!) fosse un fatto pubblico e trasparente, che riguardasse TUTTI gli operatori e non soltanto gli addetti di una grande azienda in (probabile) crisi. Qualunque sia la strategia (industriale ormai e non più solo finanziaria!) di TELECOM del futuro, teniamo per favore conto del mercato, della sua intrinseca crisi di crescita e trasformazione (epocale), e non soltanto dei posti di lavoro scorporabili o meno da Telecom Italia. Altrimenti anche il Sindacato si metterà di traverso all'innovazione che serve.

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14/feb/2007

Franza o Spagna, purchè se magna...

Difficile pensare che i "rumors" su TELEFONICA in Olimpia siano tutti infondati. Venerdi il CdA Telecom ci svelerà qualcosa, forse! Credo proprio che le regole (della CONSOB e di tutte le altre Authorities nazionali) siano tra quelle più violate al mondo. Non capisco la convenienza di Telefonica a entrare nel capitale di una società come OLIMPIA ( non quotata) , a meno che uno scellerato patto parasociale, non sia già stato raggiunto tra Tronchetti e gli spagnoli sul controllo di TUTTA TELECOM ITALIA.

Guarda caso le due autorità sulle TLC, quella italiana e quella spagnola, si incontrano a breve a Barcellona, come previsto da tempo (secondo Key4Biz). Guarda caso sul Corriere Economia di lunedi scorso si discettava del futuro della Rete d'accesso "scorporata", con varie ipotesi di "revisione" del tanto deprecato piano Rovati per Telecom. A questo punto, se venerdi viene fuori un pezzetto di verità italo-spagnolo su Telecom, diventa URGENTE E DECISIVO porre mano allo scorporo E FARLO IN FRETTA...E' qui che il Gamberale redento torna utile con il suo nuovo Fondo F2I. Novello sir Francis Drake contro l'Invincibile Armada, il Fondo di Gamberale (non lo Stato direttamente con la CDP) strapperà prima ai predatori ispanici la polpa della Rete....Ma c'è da mettere in conto che la Pirelli e i Benetton hanno fretta di "mangiare" e forse di uscire presto di scena; allora tocca anche a Gamberale, a Corrado Passera e a noi tutti andare presto verso un riassetto sostenibile delle TLC italiane.

MA MI CHIEDO:... SE IL VALORE STIMATO DELLA RETE D'ACCESSO DI TELECOM ITALIA E' DI CIRCA 30 MILIARDI DI EURO, NON SI RISCHIA DI FACILITARE ANCOR DI PIU' IL COMPITO A TELEFONICA? IL DEBITO DEI VECCHI PADRONI NON CI SAREBBE QUASI PIU'....Sarebbe giusto , allora, che la stessa TELEFONICA, se davvero sarà lei, metta un bel po' di quattrini anche nella mascente Società di Rete.

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11/feb/2007

Ricambi generazionali nella ICT italiana




E' da tre anni all'incirca che è iniziato il terremoto "proprietario" nelle aziende di ICT italiane. Con l'innegabile ripresa economica , in atto nella vecchia Europa - e anche qui da noi - (oltre che con l'"invecchiamento" (autodichiarato) di alcuni grandi guru, come Roberto Galimberti), è tutto un vendere quote, salvare aziende decotte da un lato e chiamare cavalieri bianchi dall'altro.Da Almaviva a SVIMService qui a Bari, da Etnoteam a Value Partners, da EDA a Engineering e a Getronics...

L'informatica italiana è sempre stata costruita su palafitte, e in mezzo ad acque vorticose; di certo non gli ha mai giovato la forte corrente statal-monopolistica nelle Telecomunicazioni, la cui costante (e forse, in futuro, catastrofica) caduta di redditività non potrà che portare bene (io sono per la "distruzione creativa" alla Schumpeter).

Staremo a vedere...Intanto il futuro apparterrà sempre di più a chi veramente, piccolo o grande che sia, sappia coniugare per davvero le tre lettere magiche I C T, di cui almeno è opportuno che i nuovi manager capiscano il senso.....Lo dico perchè mi capita sempre più spesso di incontrare gente "di finanza" e/o ragionieri a dirigere aziende del settore. Una volta (....e lo dico pensando all'esperienza Etnoteam/Inet) bisognava aver fatto calcolatori alla Laben, insegnato cose nuove a Milano, e magari aver incubato la mamma delle Reti...Chissà forse prima si era un po' troppo "colti" e "ambiziosi", sia pure in un quadro di nanismo congenito: allora, forse, nell'ICT italica, faranno meglio i ragionieri di finanza e gli esperti di grandi commesse statali.
Io me ne sto sul mare (in tutti i sensi) e guardo altri orizzonti ad Est; e continuo a preferire il brainstorming tra pochi "intimi" ai meeting strategici aziendali, le aziende di tecnologia "forte" alle botteghe del software, dove si rimacinano cose trite e ritrite....

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04/feb/2007

Onore ad un grande informatico europeo

Apprendo soltanto adesso da un amico americano che è morto a soli 67 anni Jean Ichbiah, il Capo programmatore e inventore del linguaggio di programmazione ADA. Ho avuto l'onore e la fortuna di conoscerlo tanti anni fa, nell'85, quando i progettisti europei (non solo francesi) attorno a lui (allora in Bull) vinsero la gara del Dipartimento della Difesa USA per inventare un metodo di programmazione strutturata e sicura (..era un'altra epoca tecnologica, ma che ha seminato tantissimo, credo, nell'Ingegneria del Software, anche dei giorni nostri). Non ricordo bene come e perchè, ma lo invitai a Bari ad una Conferenza sul perchè di ADA e sulle prospettive del Software Engineering. In quell'occasione mi raccontò la storia incredibile degli ebrei di Salonicco (il suo cognome viene da lì...), della sua famiglia in fuga e della possibile "riscossa" francese ed europea sull'egemonia americana nel software. L'ho ritrovato in una riunione di valutazione Esprit a Bruxelles nel '98 e ne ridemmo insieme...ormai ADA, che pur rimane il punto più alto della Programmazione Strutturata (anche Object Oriented) era davvero passata di moda. Anche il nome, ispirato alla Ada Lovelace prima "programmatrice" storica, fu trovato da lui, che era pieno di esprit de finesse...Credo sia stato un grande Informatico francese, greco e mediterraneo, di cui spero si ricordi anche la nostra Comunità scientifica.

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03/feb/2007

Eppur si muove l'innovazione italiana...

Nasce il primo evento nazionale interamente dedicato alle tecnologie innovative per la tracciabilità, RFID ed identificazione automatica. Dal 6 all' 8 Febbraio, in Fiera di Milano ci sarà un'occasione unica per incontrare i Laboratori RFID di eccellenza e le aziende di un settore in continuo fermento.

Nonostante il torpore di tante aziende di pur buon DNA tecnologico, il panorama italiano si muove velocemente. Spero che il prossimo appuntamento romano (il 5 e 6 Giugno prossimi) presso lo Sheraton Hotel di Roma possa dare spazio anche ad alcune applicazioni logistiche dedicate alla Pubblica Amministrazione Centrale e Locale, sulle quali avremmo da dire (e spero far vedere) buone cose anche dalla Terra di Bari....

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28/set/2006

Lost Generation

ZETAVU ospita un blogger, Alberto Berretti, che racconta bene la Quarta generazione cellulare (per spiegarci il futuro del telefonino Skype che ormai si trova nei supermercati e che mostro qui a fianco). Confesso che il titolo mi è piaciuto assai: "GENERAZIONE PERDUTA". Ovviamente è la TERZA. Anche se oggi ho ricevuto per la prima volta in vita mia una videochiamata (ma non "professional", non a caso!) mi chiedo se questa 3G non sia proprio la fossa di tutti gli Operatori Mobili. Ma questi UMTS che si scaricano così presto a che ci servono?
In mobilità sul mio notebook Centrino uso con grande piacere una PC Card ONDA che mi assicura una connettività quasi ADSL ( e son contento!), ma per il resto? E' davvero una lost generation.
Vuoi vedere che Tronchetti ha ragione a disfarsi di TIM?

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14/set/2006

Bravo Rovati, lo studio è buono lo stesso......

Che questo mio amato paese sia un po' da burletta, lo sapevo già. Sulla decadenza capitalistica nazionale, descritta bene da Marco Alfieri sul Riformista di oggi, in pieno sviluppo più che mai, non avevo dubbi; sulla "miseria" della nostra politica "politicante" trovo rimedio solo nel "mio" privato....non vale la pena indignarsi, non ti sente nessuno, figurarsi il "partito democratico" che non c'è!
Ma proprio per questo, turandomi il naso, non trovo altro che dire "bravo" al sig. Rovati, nonostante le sue dichiarazioni di stasera sullo scoop!

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