08/gen/2010

L'iPhone si può suonare, e il Googlefonino? Internet ci stupirà ancora!


Questo è solo un pretesto per ricordare a me stesso che Internet sarà sempre più mobile, che lo streaming sui cellulari (in mobilità) sarà (ovvero è già) tra noi (DVB-SH), che il WiMAX è morto nella culla e che la 4G darà un colpo mortale (dopo i giornali) anche ai videogiornali.
Per di più basta andare su SYNCHTUBE per capire GIA' ORA che la politica e lo spettacolo o la cultura si faranno anche condividendo (in modalità live) un evento che sia ripreso da un potente UPLOADER in rete...(anche soltanto una minicamera che faccia upstreaming su YouTube o sul portale che vorrete voi, IN DIRETTA!)
Non so se capiterà come con facebook, ma è probabile che tutto ciò separi/avvicini le persone in modalità molto strane.
INTERNET HA APPENA COMINCIATO A STUPIRCI.

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16/dic/2009

Che cubo!


Considerando i prezzi medi di mercato dei componenti che il nuovo CUBO di Telecom include,a 200 euro, si potrebbe dire che è un affare! Come si può vedere ci sono ben 500 GB, un Set Top Box per digitale terrestre (ma senza accesso "condizionato" ad altri canali non-free), un insieme completo e avanzato di interfacce video e di rete (ma senza registrazione PVR). E' un cubo di 15 cm che pesa 1,4 kg, ad un prezzo di lancio competivo. Sembra che si colleghi anche in wi-fi e quindi lo spostate in casa dove volete..SI', TUTTO BELLO, MA A CHE SERVE SENZA BANDA LARGA EFFETTIVA?
E' un ottimo wishful thinking di Franco Bernabè, ma l'Italia non ha deciso (MI SEMBRA) come qualche giorno fa Sarkozy in Francia di investire quasi 5 Miliardi di Euro nella banda larga. E allora? W l'IPTV, ma qualcuno mi deve spiegare due cose:
a) perchè Telecom continua a pensare di fare la media company, attraverso la "sua" WEBTV, con LA7 soltanto..a parte le recenti dichiarazioni prudenti di Bernabè(c'è il rischio del wallen-garden dichiarato?); b) perchè gli altri competitori TLC non si incazzano veramente e magari non pensano anche ad altre interfacce AIR-wireless (eppure ci sarebbero con la banda Sper Mobile Internet..)?
SPERO CHE IL CUBO SIA UN'OTTIMA FORZATURA PER ACCELERARE TUTTI-INSIEME (sic!) IL PASSAGGIO INELUDIBILE ALLA IP-TV, E QUINDI SMUOVERE INVESTIMENTI E REGOLE NEUTRALI PER LA NEXT GENERATION INTERNET.
Il cubo è un buon inizio, anche perchè così com'è, è soltanto una prima release! ne riparleremo un sacco..

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13/dic/2009

Omaggio a Marconi: oggi la radio (e non solo) è DEFINITA dal Software!

Si sono concluse venerdì le celebrazioni dei 100 anni dal Nobel di Guglielmo Marconi. Grazie Fondazione Bordoni! Oggi che la digitalizzazione dello spettro elettromagnetico spalanca nuovi scenari d'uso, trovo giusto associare il grande Marconi all'irruente discesa in campo del Software (che alla fin fine affonda le sue radici, in un modo o nell'altro - anch'esso - nell'idea base di portare e modulare l'informazione a cavallo delle onde e.m.). Credo che Marconi sarebbe particolarmente lieto dell'ottimizzazione del "suo" spettro che viene oggi consentita dalla moderna SDR (Software Defined Radio.)
Ad esempio, sempre di più ci si convince, oggi, che i vari terminali wireless ( e MOBILI) di cui disponiamo- nelle diverse modalità, frequenze e scenari applicativi - alla fin fine potrebbero ben essere riunificati nella forma di semplici dispositivi hardware (piattaforme SDR) che fanno sempre un'UNICA "semplice" funzione di rice-trasmissione di bit, con regole e intelligenza tutta basata su programmi ad hoc, versatilmente intercambiabili poi in dipendenza della miglior scelta di comunicazione infrastrutturale (WLAN, radio DAB, Satellite, ecc.):


E come vedete da questo semplice diagramma a blocchi che traggo dalla FLAI (Flexible Air Interface) di un ormai storico progetto nel settore, la SDR viene pensata in funzione anche di ciò che ancora ..deve arrivare, in termini di nuovi strumenti di accesso multimedia (TOMORROW's NEW STANDARD...).
Più di recente, proprio pensando al DVB-SH (quindi alla TV sui telefonini direttamente dal cielo), ovvero a qualcosa che è diventato vero solo qualche mese fa con l'arrivo in orbita di nuovi appositi satelliti, mi sono ben ricordato della FLAI e della sua promessa di intercettare semplicemente anche queste nuove opportunità. Ci sto lavorando con..la dovuta riservatezza..
Ma siamo sempre debitori a Marconi dei concetti guida decisivi!

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26/nov/2009

Tra l'uovo e la gallina: solo qualche pulcinella!


Oggi ho ricevuto una mail da Between che, annunciando il Convegno 2010 a Ottobre prossimo, mi ha consentito di vedere/sentire tante serie e/o ironiche risposte di molti esperti e amici (date soltanto poche settimane fa a Capri) sull'uovo o la gallina della banda larga. Cioè su cosa venga prima! La domanda o l'offerta?
Io avrei risposto nettamente, già allora, che la domanda era provocatoriamente "mal posta" e che il "vero" mercato dei media full-IP può nascere soltanto quando l'acqua sia prima portata, direttamente, ai cavalli, ..diciamo "alle lor poste", a casa di tutti, con la fibra in città e via etere altrove.
Sono anni che se ne parla, il primo piano Caio è già alle spalle e se ne annuncia un altro a febbraio, sempre girando intorno alla vera domanda: se i 10 Miliardi di Euro che servono per una "buona" Next Generation Network ci siano o meno, anche tralasciando scorpori di vecchie reti in rame e altre "amenità societarie" e consortili.
Nel frattempo le burlette sugli 800 MEURO, che tanto hanno fatto litigare i nostri Ministri nelle ultime settimane, sono finite. Questi denari (if any) sarebbe bene investirli nella domanda pubblica tendenziale di applicazioni PUBBLICHE a banda larga, per metà, e per l'altra metà, A MIO AVVISO, nel tentativo di un sano potenziamento, con relativa armonizzazione nel SPC, delle tante Muniwireless (pubbiche) che hanno contribuito (nel silenzio di molti) ad abbattere il digital divide, e ad inseminare territori "depressi" (rurali, montani,...meridionali) con germi da non far morire assolutamente. Finchè arriva la fibra ad una PMI meridionale, meglio il satellite subito o una bella rete wi-fi "meshata"...QUESTO PER INTERNET, ma per i
MEDIA, INVECE, VALE IL MIO POST PRECEDENTE: certo che viene prima l'Offerta! Datemi un satellite che mandi il video ai cellulari DVB SH e poi ci si ragiona! Ce l'hanno dato...

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27/ago/2009

Dai maori una buona lezione...

Dedicato a tutti quelli che hanno avuto altre specifiche in un'era internet diversa (qualche annetto fa...). E adesso? Chi li cambia i siti pubblici con un'ottica più rock?

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18/lug/2009

Il mal di capo delle TiVù, alla faccia dei consumatori


Il presidente della nuova piattaforma satellitare RAI-SET (pardon, Rai-Mediaset!), Luca Balestrieri (uno dei dirigenti RAI più capaci e, ahimè, storicamente di sinistra, che ho conosciuto all'alba del dibattito nazionale sulla TV digitale ), ha recentemente rassicurato gli utenti dei canali RAI che li vedono - come me - sul bouquet SKY: anche se la nuova piattaforma TIVU' è pronta (..ma dove sono i decoder per i canali gratuiti di sempre? e le carte, e tutto il resto?), non è detto che la RAI dal 1° agosto abbandoni patron Murdoch, in omaggio a una sempre più "strana" (e stupida) guerra di posizione tra i due magnati "locali" della video-pubblicità.
Balestrieri ce la mette tutta a raddrizzare il legno storto: i "nuovi" decoder di TIVU' saranno presto disponibili (e prodotti da una pluralità di ditte), su di essi i canali RAISAT saranno egualmente visibili in chiaro con ben due sistemi diversi - maggioritari e APERTI - di accesso condizionato ( ovvero di de-criptaggio dei segnali) , ma - tranquilli tutti - fondamentalmente non saranno spenti quelli su SKY (boh?, ma allora a che serve tutto questo casino?).
Dalla parabola SKY (fino a che questa non si incazza davvero...) scende il cavo cui connettere il nuovo decoder TIVU', ovvero si stacca la box SKY e si attacca quella "nuova" (tra i 50 e i 110 euro!). Tutto ciò - si sostiene - per essere pronti a coprire con successo, ma via sat, tutta la popolazione italiana (circa il 20%) che non sarebbe mai servita bene dal Digitale Terrestre (Flop annunciato!). Continua implicitamente la lotta al decoder chiuso di SKY...
Vedo che l'ipotesi del decoder unico è un mito (ormai antico) che resiste utopicamente a Viale Mazzini: non si vede il motivo per cui Murdoch (SKY) dovrebbe cambiare proprio oggi la propria politica di autoprotezione; credo proprio che sarà SKY, invece, a offrire eventualmente al posto del suo decoder in comodato un'unica scatola comprensiva di TIVU' e magari di IP-TV (TV via Internet, come già proposto con standard unico da TI, Fastweb e Wind) e, senz'altro, con predisposizione High Definition (HD).
Insomma, io la vedo così: è partita la guerra di Berlusconi e quindi del Governo italiano contro la forza crescente di SKY (conquistata in dieci anni sul mercato vero, e sempre più a forza di nuovi contenuti): il sottosegretario Romani, allora, minaccia di brandire la riduzione degli spazi pubblicitari contro SKY, Mediaset monopolizza totalmente l'offerta Pay sul Calcio in digitale terrestre (dove in generale la RAI arranca a fatica, senza neanche più il conforto della vecchia e venduta RAIWAY), e in più - come se già non bastasse - si vuole comunque minacciare Murdoch sul suo terreno d'elezione, il satellite, con un'offerta da mero solletico per la povera RAI, che alla fine perderebbe una quota di circa 300-350 Milioni di euro di ricavi totali dall'abbandono degli oltre 4 milioni di abbonati SKY. Una strategia assolutamente demenziale per la RAI (che a mio avviso farebbe molto meglio a cavalcare con i Provider Internet a Banda Larga una bella offerta intelligente di IPTV), condita dall'assurdo assunto che sia solo lei a fare la guerra a SKY, perchè Berlusconi a spegnere MEDIASET sul bouquet di Murdoch non ci pensa proprio...
Condivido, quindi, ogni singola parola dell'articolo di Giorgio Sebastiano su Key4biz. Mentre avvengono queste battaglie di retroguardia il mercato dell'elettronica digitale davvero convergente si occupa di altro...Presto, infatti, tornerò ad occuparmi sul blog di una vera CHICCA, che comunque vi invito fin d'ora a studiare con attenzione...dato che sta sbarcando in forze in Italia: la SLINGBOX

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20/mar/2009

Le Regioni e la banda larga per la...TV?

Questo annuncio mi sembra dirla lunga sulle grandi manovre in preparazione nel mondo dei media italiani ( e soprattutto di Mediaset). In sostanza il Governo - in attesa della formalizzazione del piano CAIO di cui dicevo nel mio post precedente, annuncia chiaramente che la TV digitale andrà per SATELLITE, DIGITALE TERRESTRE e reti IP A BANDA LARGA.
Si sa già che la prima ipotesi di Caio per la Rete di Nuova Generazione comporta lo scorporo (anche societario) della Rete Telecom, ma servono tanti soldi pubblici per fare questa benedetta NGN. Ed ecco che - a parte la fibra per 100 città, già a "piano" - rispunta la richiesta di un ruolo pro-attivo delle Regioni e dei Corecom. Va benissimo coinvolgere le Regioni, soprattutto quelle meridionali, per evitare che il digital divide si approfondisca ancora di più, rispetto alla nuova piattaforma in gioco....
A questo punto forse è opportuno svegliarle, queste regioni, dal torpore che le aveva prese (a Sud) in merito ai destini dei faraonici piani INFRATEL.
Nell'attendere le regole del Piano Caio, e di come sarà effettivamente adottato dal Governo, mi ripropongo il problema delle componenti wireless in banda larga delle diverse iniziative "pubbliche" regionali: potranno essere anch'esse conferite all'Operatore Pubblico o Multi-Fornitore dell'accesso? Chi metterà un po' d'ordine in questa materia delle telecomunicazioni regionali, piuttosto che - come al solito - solo sul piano della TV digitale su fibra/rame in bitstreaming? E le TV locali potranno accedere, a quali costi e con quali regole, ad un'infrastruttura di bit-streaming regionale?

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20/mar/2008

Riconoscere i facili errori delle previsioni tecnologiche

Mi ha molto colpito, per l'onestà intellettuale, questo recente articolo di Wired. Nel '97 (vedi copertina) si dava da fare per lanciare "utili" consigli contro il possibile rovinoso fallimento della Mela. Sappiamo tutti come è andata a finire, e forse ancora non misuriamo bene la rivoluzione dei Media operata CON L'HARDWARE, piuttosto che con lo sviluppo di software e servizi. Wired suggeriva allora che si vendessero a IBM o Oracle e - odi, odi! - che migrassero tutti i propri sistemi operativi verso Windows NT....Oggi l'iPhone e gli iPod non solo sbancano i mercati consumer, ma cresce (anche per questo!) la penetrazione di Safari, la cui quota di mercato nei browser "mobili" è di oltre il 64% nei primi mesi del 2008.
Wired ha fatto pubblica ammenda! Mi chiedo se siamo capaci anche noi - esperti, capitani di ventura e accademici dell'ICT in Italia - di mostrare altrettanta onestà autocritica su MOLTE PREVISIONI spesso saccenti e/o arroganti. E comincio da me...ho avuto - per anni - troppi sospetti critici sui costi nascosti dell'Open Source, ho sempre avversato APPLE come se fosse una mera fabbrica di gadget un po' fighetti o un'aristocratica nicchia di "creativi" sostanzialmente ignoranti di ICT; e via discorrendo..

Il problema delle previsioni è quello delle MICRO-ROTTURE paradigmatiche che avvengono sotto i nostri occhi e di cui non ci accorgiamo per anni. Fino a che non diventano Google, YouTube, wimax, iPhone, etc.,... in qualche settimana. AMICI DI WIRED, MA TUTTO QUESTO E' POSITIVO! SPERO ANCORA CHE LE IMPRESE DI SUCCESSO DI DOMANI NON SIANO ANCORA NATE...E CHE FORSE NASCANO ANCHE NEL SUD DEL MONDO. Per noi italiani, che contribuiamo da sempre ai successi degli ALTRI (da Google all'iPhone) il solito monito: cerchiamo di credere di più in noi stessi e non facciamoci distrarre da inutili sermoni depressivi. E' nei momenti di crisi che si cambiano i rapporti di forze, anche tecnologici. I fondamentali, nonostante tutto, ce li abbiamo: lasciamo "chiagnere" da soli i piagnoni professionali..è ciò che dico sempre ai giovani che si stanno facendo le ossa in queste terre occupate dalla burocarzia e dalla "malapolitica".

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02/mar/2008

Nokia Morph: un caso d'esempio per CURRENT TV



Ecco qui un esempio di contenuto HOT di Current TV. La TV "nuova" digitale o, meglio, il tipo di NEW_MEDIA pilotato, diretto, "guidato" da Al Gore, ma con serie ambizioni globali. Da quando ho saputo che Tommaso Tessarolo sta allestendo il palinsesto italiano, sono tornato spesso su CURRENT.com e mi sono sentito subito meglio, più empatico con notizie, eventi e discussioni di tutti i tipi, che mi fanno dimenticare le deprimenti stramberie italiane. Naturalmente uno USER_GENERATED medium di questo tipo in Italia sarà pur sempre specchio dei tempi....

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30/dic/2007

Economia della felicità e blogosfera

Esce da Feltrinelli un bel libro di Luca De Biase, che la blogosfera (grazie ai Creative Commons, predicati e ben praticati da persone come De Biase) già largamente conosce. Non credo, personalmente, che il punto di valore essenziale del libro sia nella discussione dell'ipotesi che il Web 2.0 AUMENTI le capacità relazionali tra le persone o che le nuove relazioni MEDIALI instaurate nella blogosfera configurino una NUOVA ECONOMIA DEL DONO.
Credo, invece, che il libro sia un intelligente sommario di una rivoluzione perfino più ampia NEL Pensiero Economico (che paga il suo debito al grande Stiglitz): un'affascinante attraversata tra le ormai vecchie idee sulla CRESCITA DEL PIL a favore della scoperta di una nuova economia della liberazione

Grazie al dono della sua sintesi:

La ricchezza è soddisfare i bisogni. La povertà è non riuscire a soddisfarli. Questo dipende dalle risorse che si possiedono. Ma anche e soprattutto dalla qualità delle esigenze che si coltivano. Una società che moltiplica all'infinito le esigenze è una società di poveri.

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31/ago/2007

Addio Chips & Salsa

La morte improvvisa di Franco Carlini mi lascia sgomento. Perdiamo un grande divulgatore, un militante dell'innovazione, un compagno che pensava con mente davvero aperta a come gettare ponti tra tanti linguaggi diversi dell'era digitale. L'ho incontrato ben prima dell'esplosione Internet, quando già era per me un "fisico" prestato al Manifesto, capace come pochi di raccontare la scienza, e poi è diventato un mio costante punto di riferimento per analizzare meglio le trasformazioni sociali della Rete, fino alle ultime cose di Vision Post (un progetto che oggi deve continuare).Mi unisco al dolore dei compagni de Il Manifesto.Anche se spesso non ero d'accordo con le sue posizioni più politiche, non c'è dubbio che le sue argomentazioni erano ben più taglienti dei tanti luoghi comuni della sinistra cosiddetta radicale (si veda il suo ultimo post sulla Legge Biagi e sul prof Ichino, cui rivolgeva l'invito garbato a non banalizzare sulla facilità di impiego dei giovani più qualificati...). Ci mancherà la sua grande professionalità e l'intensa passione politica.

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23/dic/2006

La vera speranza del 2007

Il nuovo contratto di servizio RAI, nell'interpretazione di Stefano Quintarelli, rappresenterebbe il più forte ed implicito passo in avanti in Italia in direzione della Neutralità della Rete e della libera circolazione dei contenuti digitali. Il contratto infatti impegna la RAI a

rendere disponibili sul portale RAI.IT tutti i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla RAI a tutti gli utenti che si collegano ad Internet dal territorio nazionale, avendo cura di rendere disponibili i contenuti trasmessi dalla televisione e dalla radio non appena termina la trasmissione di tali contenuti;

Ci ho molto pensato e non vedo l'ora di mettere alla prova queste nuove regole non appena siano disponibili nel mio territorio sistemi di Larga Banda wireless, con media server efficienti.

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26/nov/2006

Le rivoluzioni tecnologiche di cui siamo poco coscienti.....

Ormai sono convinto: questa seconda fase di Internet e del Social Networking (il WEB 2.0 ?) sta cambiando ancora una volta la FORMA DEL MONDO e dei MEDIA. In un modo molto più radicale di quanto non si pensasse, e decisamente più rapido! LA TV SARA' SEMPRE PIU' NON LINEARE, A DOMANDA, ED ESPRESSA VIA INTERNET. LA TELEFONIA, SIA QUELLA FISSA CHE QUELLA MOBILE, NON RIUSCIRA' MAI PIU' A RECUPERARE MARGINI DI GUADAGNO DALLA PRESUNTA CONVERGENZA VOCE-VIDEO. Si va verso un mondo tutto IP e i contenuti guideranno la competizione tra i New Media.
. Secondo me si tratta di un'onda schumpeteriana di distruzione creativa di tutte le industrie TLC e MEDIA, o di come finora le abbiamo conosciute. NE VEDREMO DELLE BELLE!
Dato che sarà sempre più importante la distribuzione di contenuti e la gestione del WEB semantico (ovvero: cosa sono i pacchetti IP che vogliamo scambiare in Rete?), la storia del WEB 2.0 diventa sempre più importante! Diventa, cioè, sempre più importante demistificare per tempo parolone e mode che fanno soltanto molta confusione, proprio in un momento rivoluzionario che richiede, invece, la massima attenzione alla STRUTTURA STESSA DELLA INTERAZIONE SUL WEB, NON SOLTANTO UN MERO GIOCO SUPERFICIALE SUI LIVELLI (base, del resto) DELLO SCRIPTING E DELLA PRESENTAZIONE DELLE INFORMAZIONI. Il Web 2.0 è un mero strumento di marketing, ALLUSIVO, che insiste soltanto su alcuni aspetti formali della Comunicazione in Rete; bisogna lavorare ben di più sull'informatica che supporterà la nuova rivoluzione dei contenuti .
Leggetevi allora questo articolo di Bill Thompson: una testa arguta che ci aiuta a riflettere sull'agenda ICT dei prossimi anni.

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23/nov/2006

Verso una seconda fase di DMIN.IT


Adesso serve una serie di specifiche per realizzare prototipi successivi di un sistema i-DRM.

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21/nov/2006

DADA, il D-Day 2006 e il Web 2.0



Domani c'è il Dada Day 2006, dedicato interamente alla blogosfera e alle promesse di comunicazione sociale del cosiddetto Web 2.0.

Sono stato un fiancheggiatore ed estimatore attivo di DADA fin dai suoi inizi, anche in mezzo alle molte traversie della new economy all'italiana. Ormai DADA è una realtà consolidata dei New Media in Italia e fa bene a vivere l'esperienza concreta del Web 2.0 prima ancora di ogni "sua" eventuale sistemazione teorica (per me francamente "impossibile"). I miei amici di Dada sono sempre stati sul versante sociale del Web ed hanno il DNA giusto per far fruttare la recente acquisizione di Splinder. Il WEB 2.0, qualunque "cosa" sia, se ne avvantaggerà....il social networking ha bisogno di fantasia!

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17/nov/2006

Presentazione a Roma di DMINT

Il tour per la presentazione della proposta Digital Media in Italia passa da Roma.
Qui i particolari.

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30/set/2006

Digital Media in Italia e non solo

Leonardo Chiariglione è un ricercatore italiano illustre, di quelli che hanno cambiato il mondo (creando MPEG e MP3 fino ad arrivare poi a MPEG 4,7 e 21), e che proprio per questo è forse molto più famoso fuori dei nostri confini. Per me non è soltanto uno che guarda dritto al futuro, costruendolo, ma è un piemontese "tosto", che indipendentemente dai vincoli che avrà certamente incontrato nelle sue varie vicende "aziendali" dallo CSELT in poi, se si mette in testa un sogno, forse alla fine ce lo farà vivere. La sfida attuale sta nel manifesto e nell'iniziativa DIGITAL MEDIA in ITALIA (che trovate da un po' di tempo tra i miei link importanti), e sulla quale non è mai inutile intensificare la "propaganda".
Si tratta di salvaguardare la NEUTRALITA' DELLA RETE, proponendo una GESTIONE DEI DIRITTI DI PROPRIETA' INTELLETTUALE a salvaguardia di tutti (utenti, autori, web/broadcaster, costruttori di decoder e operatori TLC) nell'epoca della Larga Banda tutta IP. IL PUNTO FOCALE E' LA PROPOSTA DI UN SISTEMA DRM (digital rights management) INTEROPERABILE, che consenta l'accesso ai Contenuti Digitali senza discriminazioni di sorta, in un quadro di regole condivise, fino alla facilitazione dei micro-pagamenti elettronici per produrre una svolta radicale anche nel rapporto, sempre molto difficile in Rete, tra i clienti fruitori e i produttori/dententori di legittimi diritti.
La proposta è complessa dal punto di vista politico, normativo e giuridico (la tecnologia per l'interoperabilità dei DRM invece c'è già!), dovendo necessariamente tagliare le unghie ai decoder chiusi e alle varie proposte di business pronte a sfruttare le più diverse piattaforme digitali per capitalizzare vantaggi competitivi in esclusiva. Il lancio dell'iniziativa DIGITAL MEDIA IN ITALIA ha il grandissimo merito di essere una proposta IN POSITIVO per difendere anche la neutralità e l'interoperabilità del digitale nelle RETI A LARGA BANDA: come negli USA le telecom europee premono, infatti, per distribuire i new-media su reti a larga banda "proprie" che si chiudono al normale utente Internet non "abbonato" a quel provider/operatore particolare.
La risposta dei puri di Internet (alla Google o attraverso circuiti P2P più o meno pirati alla fine ) non è convincente dal punto di vista della difesa dei diritti di proprietà intellettuale fino a che non si inventano nuove regole di disciplina DRM, per es. sul modello delle licenze Creative Commons, ovvero del "copyleft" anzichè del "copyright". Ma lo scontro feroce tra questi due mondi rischia di generare nuovi fenomeni repressivi e mettere contro l'Internet l'industria crescente dei CONTENUTI DIGITALI.
E' un problema mondiale, chiaramente, ma Leonardo Chiariglione ci invita tutti a tentare per davvero qualcosa di originale e innovativo, proprio a partire dal nostro paese. " L'Italia ...potrebbe proporsi al mondo intero come nuovo paradigma di un Paese che ha saputo sfruttare pienamente le opportunità offerte dalla convenza digitale"
Non è un percorso facilissimo, ma credo che sia giusto e sacrosanto tentarlo a vantaggio del mercato, della libertà e dell'innovazione.
Bisognerà sentire un po' tutti, le autorità regolamentari, l'industria dei contenuti, Telecom Italia, DgTVi, Mediaset e SKY, Fastweb, Wind, i partiti, ecc. ecc....L'idea che mi viene subito è che valga la pena sperimentare PER QUALCHE PO' DI TEMPO il modello proposto dal manifesto DMIn.IT su una scala minore dell'intero Paese, magari con un decoder aperto, una sede RAI regionale, 1 TV locale pronta al DTT, un gruppo di autori musicali, una comunità di vidoeoblogger (alla Nessuno TV), un "canale" di ALICE TV ed uno del bouquet SKY.....Di più non posso dire, ma credo proprio che ci siano tutte le condizioni tra Bari e Napoli per fare un esperimento di questo tipo (con almeno 200 utenti di un Set Top Box aperto) e comincerei a lavorarci da Ottobre, con chi ci sta, nel quadro del nascente Centro di Competenza sull'ICT promosso dal Ministero della Ricerca e dalle Regioni Meridionali. Si tratta, rispondendo a questo bando, di fare una consortile mista non profit per diffondere e creare nuove condizioni di sviluppo innovativo tra e per le PMI del settore terziario del Sud: perchè non costruire una piattaforma di sperimentazione e supporto di nuovi processi di lavoro e produzione di contenuti multimediali che provi a metter su nuovi COMMONS e METODI OPEN SOURCE per applicazioni edutainment e business su IPTV e Multimedialità over IP? Magari a partire da una sperimentazione del tipo che ricordavo prima, con la logica di DMin.IT?

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27/apr/2006

In vacanza di governo...parte la TV cavo di TELECOM



In vacanza di governo del sistema delle Comunicazioni, parte l'offerta di TV cavo su ADSL 2 di Telecom Italia....
Non si sarà ancora insediato un nuovo Ministro delle Comunicazioni, ma l'offerta ADSL a 20 Megabits (o ADSL2) di Telecom Italia sarà proposta commercialmente a partire dal 12 maggio prossimo. Il dato nuovo rispetto alla pubblicità ormai antica di Alice TV è la nuova velocità di linea: un bel salto verso l'ADSL2. L'Autorità Garante ha ritenuto che la diffusione video su ADSL2 non sia un mercato rilevante da regolamentare a difesa della concorrenza...e della neutralità delle piattaforme tecnologiche!Parte, quindi,la ALICE TV di TI, in barba ai pensieri opposti di Tiscali, Fastweb, Wind e di tutti gli altri Internet Provider raccolti nella Aiip.
La decisione non è affatto mitigata dall'obbligo per Telecom di approntare un'offerta all'ingrosso per l'ADSL 20 Mega, che dovrebbe essere scontata del 20%, e resa disponibile a tutti gli altri operatori di mercato. Ancora una volta gli altri operatori minori, non certo Fastweb e Tiscali che sul video puntano anche loro, saranno costretti a fare i meri rivenditori.
La questione vera rimane quella dei contenuti, dei bouquet della TV DSL, della trasformazione accelerata degli Operatori TLC in nuove case editoriali nel Multimedia.Tronchetti Provera non vuol perdere tempo e prova ad ammazzare tutti gli altri in fasce, con la lodevole e proclamata intenzione di non perdere altro fatturato tradizionale sul traffico voce.
La TV del futuro sarà l'IPTV, altro che! Proprio Telecom Italia lo capisce bene. Meno, a quanto pare l'AGCOM! Sarebbe fondamentale regolarla in anticipo, per evitare la formazione naturale di un altro dominio assoluto del monopolio nella Larga Banda e nel suo rapido travaso verso i Nuovi Media.

Mi sembra necessario, allora, citare il il mitico Programma dell'Unione:

"Rafforzeremo i poteri di intervento e sanzione affidati all’Authority indipendente, anche al fine di promuovere maggiore concorrenza. Ribadiremo la natura aperta di Internet, garantendo la libertà di accesso e di espressione, evitando forme indiscriminate di controllo. Riteniamo infatti prioritario promuovere la capacità di utilizzare gli strumenti in rete: tale capacità è oggi parte integrante della cittadinanza.
Ci impegneremo attraverso iniziative specifiche per la diffusione dei collegamenti a banda larga e di quelli senza fili.
Difenderemo inoltre la libertà di Internet anche a livello internazionale, a fronte di un crescente ricorso a forme di censura e controllo autoritario......
Imporremo standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione, in modo da evitare che le tecnologie consentano la formazione di posizioni dominanti."

Bene.., proprio in questi giorni a cavallo tra due governi, partono simultaneamente la ALICE TV e la TV sui cellulari. QUANTA FRETTA!
Non sarebbe il caso di guardare meglio all'indipendenza delle Authorities?
Alla fine come dare torto a quanti (Assoprovider a Punto Informatico) vorrebbero spezzare i monopoli per legge, per esempio separando all'inglese, come in British Telecom, l'offerta dei servizi dalla gestione della rete?

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