18/nov/2009

Combinare il nucleare con le energie alternative


Credo sia utile la lettura di questo articolo web-only per sprovincializzare le vulgate energetiche-demagogiche dei nostri ambientalisti più feroci, guardare al 2030 con coraggio (e giusta passione alternativa), ma senza perdere la bussola del concreto bilancio energetico delle diverse fonti.
Per Copenhagen bisognerebbe tornare a dire qualche verità scomoda, è l'unica strategia che ci salverà...

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20/apr/2009

Festival dell'Energia a Lecce


FONTE: NEWCLEAR

Un interessante articolo di Scientific American passa in rassegna le opzioni più promettenti, assegnando a ciascuna un fattore di realizzabilità da 1 (plausibile) a 5 (pronto per essere sviluppato commercialmente). Si tratta di otto potenziali tecnologie, tutte ancora sperimentali anche se a diversi livelli.

Tra queste, forse, emergerà il combustibile illimitato e pulito della prossima civiltà.

I reattori a fusione ottengono un fattore 3. L’eolico ad alte quote atmosferiche strappa un fattore 4. Alla controversa fusione fredda e ai reattori materia/antimateria che ci catapultano nell’universo di Star Trek, si assegnano poche chance con un fattore1. Il solare spaziale con pannelli in orbita è valutato con fattore 3. Celle solari che utilizzano semiconduttori in nanocristalli registrano un fattore 4. Un Supergrid transcontinentale, quell’infrastruttura di trasmissione capace di gestire con intelligenza le rinnovabili incostanti, compensarle con le fonti tradizionali, di immagazzinare l’energia e rimetterla in rete quando più serve, si aggiudica un fattore 2. Alla forza delle onde e maree viene assegnato un fattore 5. Batteri sintetici per produrre carburanti come l’idrogeno o il metano è quello che cercando di fare la start-up di Craig Venter, il papà del genoma, intenzionato a ripetere un exploit scientifico intrecciando genomica sintetica con energia. Fattore di plausibilità 4.

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18/apr/2009

Bolla solare...


I dati dei pannelli FotoVoltaici invenduti, un pò dapertutto in Europa, il cambio repentino della legislazione incentivante in Spagna, e insomma anche il peso della crisi finanziaria globale, stanno impaurendo il mercato delle rinnovabili.
Ma il punto fermo rimane quello segnalato da Beppe Caravita:

Per evitare il caso spagnolo la miglior medicina è di puntare sui piccoli impianti, sul fotovoltaico integrato negli edifici. E su una riduzione della tariffa incentivata, quantomeno per i grandi impianti, realmente raccordata ai livelli dei prezzi degli impianti stessi.

Niente extra-profitti (e bolle) pagate dai contribuenti.

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15/mar/2009

Fantasia sì, ma senza esagerare


E' inutile dire che queste vele solari, se mai la cinese COSCO le installerà davvero, non sono compatibili con le portacontainer cui siamo abituati. In genere sui ponti si ammassano tanti container come e di più degli albanesi sulla Vlora al porto di Bari...


Quest'altra, con l'aquilone, invece naviga già. E' stata varata da Beluga Shipping nel porto di Amburgo: stazza 10.000 tonnellate ed è lunga 132 metri. Il comandante deve avere un super-patentino per la navigazione a vela, che però gli farà risparmiare solo tra il 15 e il 30% del gasolio..In questo caso gli alberi dei bei velieri di una volta non ci sono, e quindi dalli a caricare il ponte.Boh!? Stiamo a vedere: ma in questo caso credo francamente che sia più opportuno ripensare il nucleare dei sommergibili militari..o mi sbaglio?
Detto da uno che non si spiega perchè allora non si mettano , su queste navi, celle combustibile ad idrogeno con serbatoi di metano!

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08/mar/2009

La filiera del sole negli USA

Soltanto qualche mese fa si valutava che il silicio diventasse raro come l'uranio (o il petrolio), ma da qualche settimana la previsione è che a fine 2009 i pannelli fotovoltaici (policristallini o in silicio amorfo) costeranno meno del 40%! Cosa è successo?
Sembra che sia entrata in produzione in Cina una grande quantità di estrattori di silicio. Il costo era l'estate scorsa di 400 $ al kg, ma adesso si stima che 30-40 $ al Kg siano già eccessivi...
Tutto questo cambia nel giro di qualche settimana tutti i business plan dei potenziali produttori di FV! A dispetto delle politiche di forte spinta sul FV che vengono dall'amministrazione Obama (e che quindi motivavano un rialzo dei prezzi proporzionale alla domanda), si sta verificando il contrario..
In Puglia ci sono diversi progetti di produzione da riesaminare con attenzione!
ALTRA COSA E' LA FILIERA COMPLESSIVA! Mi colpisce molto di più il buon esempio di GROSOLAR nel mercato USA: anch'io credo che bisogna guardare all'intero ciclo di vita del solare distribuito (e soprattutto alle tecnologie e alle applicazioni di GRID distribuito) per fare un buon business nel settore.
E non avrei paura delle bufale nucleari che minaccerebbero la redditività del FV...tanto non s ene farà granchè!

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25/gen/2009

Novità fotovoltaiche a film sottile


La verità è che non c'è ancora alcuna centrale fotovoltaica attiva in Italia.
Mentre, invece, in Portogallo (apprendo dai forum di ecoblog):

Dopo circa tre anni passati fra la progettazione, il lungo iter burocratico e la costruzione della più grande centrale fotovoltaica del mondo, si è finalmente arrivati alla fine delle opere e quello che era solamente un progetto si è quindi convertito in realtà.
L’impianto in questione, che sorge nella città portoghese di Moura, ha una potenza di 46 MW e sarebbe capace di soddisfare i fabbisogni di energia elettrica di più di 30 mila famiglie, evitando l’emissione di 89.383 tonnellate all’anno di CO2. L’investimento ammonta a 261 milioni di euro e i lavori di costruzione e installazione sono stati eseguiti in un tempo di soli 13 mesi.
L’impianto è stato inugurato poche settimane fa e si presenta come un vero gioello di tecnologia capace, oltre che produrre elettricità dal sole, anche di desalinizzare l’acqua del mare.
La centrale di energia solare ha una superficie di 250 ettari nel quartiere di Amareleja, appartenente al comune di Moura (Regione Alentejo), vicino al confine con la Spagna.
La centrale è costituita da 2.520 pannelli fotovoltaici ognuno dei quali ha una superficie di 140 metri quadri (13 metri di lunghezza e 10,8 metri di altezza). Ogni pannello è a sua volta costituito da 104 moduli di silicio policristallino, per un totale di 262.080 in tutta la centrale. I pannelli sono capaci di muoversi e seguire i movimenti del sole in modo da poter captare maggior energia possibile.
La centrale di Amareleja aiuterà il Portogallo a conseguire gli obiettivi di un programma riguardante l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, messo a punto dal governo del Portogallo e rispettare perciò gli impegni assunti. Per i prossimi anni l’obiettivo è quello di aumentare ulteriormente la potenza della centrale.



MA SIAMO ANCORA AL SILICIO POLICRISTALLINO, la cui efficienza è molto critica rispetto alle celle a film sottili.
Sto per occuparmi di questi aspetti (ma in generale, non certo solo nel merito dello specifico film sottile da depositare...) e mi sorprende comunque la cattiva informazione (ecologista?) sul Cadmio, come anche la frequenza degli sberleffi in rete alla Marcegaglia e all'ARENDI, che forse produrrà i primi moduli al tellorurio di Cadmio soltanto alla fine di quest'anno. La verità banale è che Corrado Clini (Min Ambiente) aveva ragione: questo è un mercato di utilizzazione certo, anche di questi tempi, ma che ancora una volta il sistema Paese non riesce a cogliere come opportunità di produzione. A meno che...ci vogliono progetti di produzione più innovativi!

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28/giu/2008

Conservare le rinnovabili, nello spazio?

Il problema del GRID (della rete elettrica) per le nuove energie rinnovabili è molto chiaro, ma anche molto simile a quello della rete convenzionale: la rete elettrica, fin qui concepita e realizzata dagli uomini, è adatta al consumo istantaneo della potenza prodotta da combustibili fossili bruciati in grandi centrali. Il GRID o la RETE elettrica da noi conosciuta ha usato marginalmente uno STORAGE idroelettrico, di tanto in tanto (e in qualche luogo lontano); peraltro le batterie di accumulo fin qui, e finora, costruite (IN CORRENTE CONTINUA) non sono  seriamente adatte alla gestione e "conservazione" ordinaria della potenza elettrica (per tutti!). Insomma si consuma ciò che è prodotto istantaneamente nelle centrali a combustibili fossili, esattamente come avviene nell'impianto fotovoltaico domestico (con batterie che d'estate, però,  si "tengono" tanta energia non facilmente consumabile...). INSOMMA L'INTELLIGENZA DELLA RETE DI POTENZA DEVE DI MOLTO MIGLIORARE PER GESTIRE LA "MEMORIZZAZIONE" E L'IMPIEGO DI POTENZE DISTRIBUITE E RINNOVABILI, di cui tutti auspichiamo il più diffuso impiego. Ragionando su CONSERVAZIONE  e GESTIONE di energia fotovoltaica, su grande scala, ho ritrovato molto interesse nell'idea di una centrale fotovoltaica spaziale (SEMPRE ACCESA!) che poi ritrasmetta a terra la propria infinita energia con fasci a micro-onde (si tratta dei SOLAR POWER SATELLITEs, studiati dalla NASA fin dai '70).
Ecco, tutto questo mi sembrerebbe l'equivalente di un impianto idroelettrico per un sistema  fotovoltaico moderno o forse molto di più! Ma è roba da G8 ovviamente! Comunque, per restare terra-terra, credo che il modello INTERNET possa davvero aiutarci a rinnovare anche il GRID elettrico, e ad immaginare una rete intelligente di inverter tra tantissimi micro-siti  fotovoltaici e domani - in generale - di impianti a energia rinnovabile... Dieci anni fa "vedevo" le fuel cell a idrogeno a fianco degli impianti cloro-soda della mia regione  - dove si bruciava l'idrogeno per "giusta paura" -  (ma quasi tutti mi davano del pazzo, soprattutto all'ENEL)...Spero che non mi ricapiti. Da questa estate lancio il tag "energia".

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