05/gen/2010

Il pianeta che cresce..l'Italietta che arretra


Basterebbe guardare le immagini dell'articolo di oggi sul Sole, quelle sulle prime grandi 10 opere in corso nel mondo, per deprimersi - come italiani ed europei - per l'intera prossima decade. Noi, o meglio l'ing. Moretti, ci ubriachiamo dei successi supercostosi della nostra piccola Alta Velocità, trascurando con sufficienza l'arrivo competitivo dei treni austriaci sulle linee del ferro nel "nostro" Brennero (Verona-Bolzano - Monaco); noi, qui, non riusciamo a immaginare neanche l'inizio dei dragaggi dei nostri porti, mentre a Port Said (Egitto!) si preparano con il terzo terminal container a succhiarci via oltre la metà del traffico merci nel Mediterraneo; perfino i nostri architetti lavorano molto di meno all'estero di 10 anni fa e nella Banda Larga arranchiamo a fatica dietro l'elemosina governativa di qualche centinaio di milioni di Euro, mentre l'Indonesia (sismica) comincia a dotarsi di un anello sottomarino in fibra da quasi 1 Miliardo di euro.
Le tigri asiatiche non sono affatto tigri di carta, per parafrasare il Presidente Mao!
Se ne sta accorgendo anche Obama, che vuole rimettere i dazi contro l'export cinese; e peraltro.. queste "belve" stanno diventando sempre più "fiere" e cattive per sè e per tutti (Copenhagen ci insegna qualcosa al riguardo). Può darsi che i nuovi ricchi del Far East vogliano pur sempre Armani e altre griffe italiane, come nel nuovo megahotel di Dubai, o vogliano bere in futuro vini come il Primitivo di Manduria e l'Aglianico del Vulture (..bella lotta con i Francesi?), ma credo proprio che le speranze delle nuove generazioni italiane possano basarsi soltanto su tre principi fondamentali:

Primo: Ritorniamo al TALENTO e alla CREATIVITA' come momenti indispensabili della formazione del nostro CAPITALE UMANO per la conquista dei nuovi mercati, non certo per auto-consolare l'Italietta odierna!

Secondo: dimentichiamo in fretta Berlusconi, ed anche Vendola, seppelliamo garbatamente il Novecento nei cineforum, e LEGGIAMO/STUDIAMO IL PENSIERO DI MANMOHAN SING E DI ALTRI PREMIER CINESI, SUD-AFRICANI, SUD-AMERICANI ( per quanto alcuni di questi siano tacciabili di "comunismo" ): insomma, rinnoviamo e modernizziamo la nostra cultura ;
Terzo: se vogliamo salvarci, senza mandare a vivere per sempre i nostri nipoti nel GuanDong, costruiamo una NUOVA UNIVERSITA' POLITECNICA di CLASSE MONDIALE nella Val d'Itria, un luogo virtuale diffuso (..tutta la Puglia può andar bene...e anche tanti luoghi "padani" perfino!), dove possano venire volentieri a insegnare e a vivere i migliori maestri dell'INGEGNERIA e del DESIGN mondiali. Bisogna rimettere il Mezzogiorno non più e non solo nel centro dell'area mediterranea, MA IN UN CIRCUITO GLOBALE VIRTUOSO, economico-tecnologico e culturale!

Senza queste misure urgenti non ci resterà (soprattutto qui a Sud) che auto-celebrarci nostalgicamente e diventare un set cinematografico permanente di film come L'UOMO NERO o NUOVO CINEMA PARADISO: insomma una bella scena "meridiana" che possa servire come Parco Tematico turistico dei nuovi ricchi del pianeta (..ammesso che siano poi così "curiosi" quelli di Bollywood!!!)

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03/gen/2010

Per l'indipendenza dell'informazione in Italia

Sottoscriverò un abbonamento al Manifesto quest'anno per cinque ragioni, tutte non ideologiche, ma certamente "politiche".Eccole:

1) La scelta del Sole 24 ore dei 10 personaggi dell'anno 2009, Tremonti in testa, ma, diciamo pure, ..molto/troppo servilista anche verso i "padroni" della testata (Marcegaglia pure, mica solo Marchionne e Debenedeti!) mi ha disturbato non poco; tanto più perchè stimavo, e molto, la linea del giornale fino a qualche mese fa.. Tanto è vero che sul mio profilo FB ho ripreso con decisione le valutazioni al vetriolo di Oscar Giannino sul suo validissimo Chicago-blog (rigorosamente di destra liberale!)

2) Il "terzismo" delle più illustri penne del Corriere (P.G. Battista in testa, oltre al Direttore), sia pure comprensibile per via del vicolo cieco "settario" in cui si è cacciato il "grande vecchio" Eugenio, da quando ha dato la caccia a Papi e Noemi, raggiunge a volte gradi di esilarante comicità, ma certo non fa onore all'intelligenza critica di persone responsabili che continuino ad accreditare come giornalisti loro pari i "militanti" Feltri e Belpietro.

3) Di Marco Travaglio - ottimo sul piano antimafia - come del beppegrillismo mi limito a dire che hanno davvero rotto...meglio un qualsiasi "inciucio" dalemiano pur di farla finita con le loro ossessioni paranoiche!

4) Invece, se si mette da parte la Voce.info, il Manifesto - anche senza l'inserto del Monde Diplomatique - parla del mondo vero che esiste fuori degli angusti confini di questa Italietta, affronta con competenza e intelligenza molte questioni economiche e tecnologiche essenziali del nostro tempo , è molto più libero dalle varie malattie intellettualistiche e sensazionaliste "radical-chic" de Il Foglio e de Il Riformista, e poi - dato che non ha bisogno di travestimenti - affronta con mente aperta le stesse vicende che rendono isterici quelli de Il Fatto o i duri e puri di Liberazione (Dio ce ne scampi!).

5) E poi voglio bene a Valentino Parlato, fin dai tempi in cui "aiutava" "economicamente" Alfredo Reichlin nel Regionale del PCI (che allora era nella mitica Via Trevisani a Bari)...Da allora ho capito come si fa un'analisi sociale ed economica di un territorio e la curiosità dei grandi vecchi per il nuovo che avanza...LA VOCE DEL MANIFESTO NON PUO' SPEGNERSI!
ANZI VI FACCIO UN APPELLO A SOTTOSCRIVERE OGNI SUO POSSIBILE RILANCIO!


Se poi volete sapere la mia graduatoria preferita dei "personaggi" utili che hanno influenzato l'anno appena finito, anche come auspicio per il cambiamento nei NUOVI TENS, andate a vederla su LO SPAZIO DELLA POLITICA !

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29/dic/2009

From poverty to prosperity

Sto aspettando da Amazon questo nuovo libro dei due tipi che vedete nel video. Un ulteriore passo della dimostrazione del fatto che le economie vivono della forza motrice delle idee. Questo oggi! Prima, solo qualche decina di anni fa, bisognava produrre cose, e prima ancora, 200 anni fa, bisognava possedere (e coltivare)la terra. Ma il problema investigato da Arnold Kling sembra più innovativo di questa mia semplice sintesi: come si producono e si mettono a valore le idee? E' qui il punto cruciale!

Il problema è che questa tesi è tanto più vera in Cina e nel distretto di Lumezzane (quello delle rubinetterie made in Italy), dove - come dice ilSole24ore di oggi - le fabbriche "tengono" (e il PIL riparte)! Bisogna capire fino in fondo che le idee non cacciano via le "cose", e tanto meno ci spogliano inevitabilmente della "terra" e dei suoi sempre più vitali capitali naturali. ma sono sempre le idee il carburante giusto.

PS: bsognerebbe ricordarlo anche nelle ricette per il Sud.

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27/dic/2009

L'economia dell'intangibile e dei protocolli creativi: WHO IS YOUR CITY?

Qui a fianco la foto di Richard Florida, l'intellettuale americano che ha scritto "Rise of the Creative Class" nel 2002, e che continua a influenzare molta cultura newyorkese nel bene e nel male. Nel bene: quando pone l'accento sul ruolo decisivo della conoscenza nello sviluppo sociale dei nostri tempi (..certo anche su scala globale, non solo a Manhattan), nel male: quando mette al centro del cambiamento del mondo i cosiddetti BOBOS (bourgeois and bohemiens, nuove élites tanto care agli opinionisti del New Yorker), quasi fossero nuovi soggetti rivoluzionari del nostro tempo. Mi riferisco infatti proprio all'articolo di David Brooks sul NY Times del 22 dicembre scorso, che è stato tradotto e pubblicato oggi su Repubblica. E' lui, proprio Brooks, lo scrittore Florida-dipendente che ha celebrato i BOBOS in Paradiso!
L'articolo di Brooks, giocando ancora una volta sulla "Società del Protocollo" o del Software (che certamente ha rimpiazzato quella dei tondini di ferro) riscopre ancora una volta l'acqua calda della creatività contemporanea e affida a team di cervelli multi-disciplinari (architetti, artisti, economisti eretici, ingegneri, biologi, ..tutti ricchi, vezzeggiati e urbanizzati in 4-5 grandi Metropoli) il compito di salvare il mondo. Con la raccomandazione stravagante che nell'economia oggi dominante degli intangibili e dei valori immateriali, gli economisti debbano sempre di più assomigliare agli psicologi. Anche per questo, secondo Brooks, gli ultimi premi Nobel del ramo hanno abbandonato le equazioni e la matematica, per divagare sempre di più sulla "qualità" sociale che produce lo SVILUPPO. Fin qui niente di nuovo rispetto alle dichiarazioni italiane più recenti del maestro Florida!
E' ovvio che ai BOBOS piaccia sempre rappresentarsi come le ELITES che tutto capiscono e risolvono! Per carità si tratta di élites democratiche (alle quali forse sono io stesso iscritto geneticamente,..con poco merito) che predicano il tris magico di Richard Florida: TALENTO TECNOLOGIA TOLLERANZA. Tutta roba nuova, ANCHE IN POLITICA!
Peccato che la vera società di massa in cui viviamo (quella delle caste indiane e italiane, dei nuovi mandarini cinesi, dei finanzieri USA disonesti ed in genere delle classi dirigenti italiane e mondiali, come noi umani le conosciamo) non segua questa nuova Repubblica di Platone..e sia MOLTO lontana dall'influenza creativa e tollerante di David Brooks.
QUI ED ORA, IN ITALIA, CARI BOBOS, LA NOSTRA CREATIVITA' CONSISTEREBBE MOLTO PIU' SEMPLICEMENTE IN UNA EFFICACE E ORIGINALE "ELIMINAZIONE" DELLA QUESTIONE MERIDIONALE: quasi un obiettivo "minimo", rispetto all'agenda media del cambiamento alla Richard Florida!
NON CE L'HO CON BROOKS E IL NYT! Certamente solo una nuova serie di BOBOS di ferro (cento bastano? alla Guido Dorso?), possono contribuire al cambiamento del Sud e della mia Regione..Anche se non ne vedo spuntare che qualche sparuta e desolata pattuglia! Ciò che mi fa incazzare davvero è l'ultima domanda-tipo di Richard Florida: WHO IS YOUR CITY? (mi raccomando, leggete tutti i miei link per seguire il mio astruso ragionamento!) Bene! Se la domanda me la faccio qui ed ora, a Bari, Puglia, Italia..non vedo grandi speranze. Bisognerebbe scappare (un po' come già il dottor Celli suggeriva a suo figlio qualche settimana fa) e rinunciare alla "lotta" per "navigare" nelle più belle città elitarie del mondo. No, non ci sto. Bisogna filtrare il pensiero di Richard Florida, combattere nel proprio LOCALE, magari certo viaggiare di qua e di là..e forse da questa obbligatoria creatività dell'adattamento e della sopravvivenza evolutiva può nascere qualcosa di diverso, nella mia città e nella mia regione (esattamente come in Cina e in India, in Brasile e nel Sud Africa). Non disperate giovani amici miei! Con un pò di sani conforti psicologici (per l'appunto) si può tentare di applicare la Triplice T anche qui da noi (Vendola ed Emiliano permettendo...)

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08/nov/2009

IL FALSO SORPASSO SULLA PERFIDA ALBIONE



Mi va di citare, dopo opportune verifiche, queste note tratte da Sandro Brusco sul blog NOISE FROM AMERIKA a proposito delle meraviglie dell'economia italiana, tanto decantate da Berlusconi e debolmente - direi sommessamente - poco contestate dalla "LIBERA STAMPA"..

Questo è quello che è successo anche quest'anno. Queste sono le variazioni percentuali annuali del PIL a prezzi costanti di Italia e Regno Unito, dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale.

2007 2008 2009*
Italia +1,56% -1,04% -5,14%
Regno Unito +2,56% +0,74% -4,38%

I dati 2009, ovviamente, sono solo stimati (credo siano un po' migliorati ultimamente). Il quadro però è chiaro. Il Regno Unito non è la Cina, in termini di tassi di crescita, ma è certo meglio dell'Italia. Però al tempo stesso nell'ultimo anno la sterlina si è svalutata rispetto all'euro. Il ''sorpasso'' dipende solo e unicamente dalla svalutazione della sterlina.

........
Per correggere il fattore ''tasso di cambio ballerino'' e rendere comparabili i valori tra paesi, il Fondo Monetario Internazionale fornisce statistiche basate sulla parità dei poteri d'acquisto (ne abbiamo già parlato su nFA). Se compariamo il valore assoluto del PIL per Italia e Regno Unito otteniamo la seguente tabella (numeri in miliardi di dollari PPP).


2007 2008 2009*
Italia 1794,6 1814,6 1750,0
Regno Unito 2167,7 2230,5 2159,3
Se invece compariamo i valori pro capite la tabella è la seguente (numeri in dollari PPP):

2007 2008 2009*
Italia 30478,8 30580,8 29273,9
Regno Unito 35601,1 36522,9 35286,0
Quindi, ci spiace, ma nessun sorpasso.

BRUSCO CITA ANCHE UN ALTRO AMERIKANO, CUI SI DEVONO I DATI - RAOUL MINETTI -, E SI CHIEDE COME MAI ANCHE LA STAMPA DI OPPOSIZIONE, REPUBBLICA E UNITA' IN TESTA, SI SIANO BEVUTI LA "BUONA NOVELLA"

IN SOSTANZA, CE N'E' ANCHE PER IL FAMOSO SUPERINDICE OCSE:

Orbene, questi "composite leading indicators" sono un po' come una salsiccia: si prendono un bel po' di serie storiche, le si massaggia un po', le si butta in un calderone, le si cucina per bene, et voilà, ecco il superindice.

...Detto in modo più tecnico, si fanno i seguenti steps (p.4 del documento): si preselezionano le serie storiche (Reference series, Components series), si filtrano (Periodicity, Seasonal adjustment, Outlier detection, Cycle identification, Normalisation), si valutano (Length of the lead, Cyclical conformity, Extra/missing cycles, Performance), si aggregano (Weighting, Lag shifting & inversion, Aggregation), e si presentano (Amplitude adjusted, Trend restored, 12-month rate of change).

Una vera salsiccia d'alta qualità. Anzi, forse, una stupenda mortadellona da fare a fette, o cubetti ... Il problema qual è? Il problema è che non c'è ancora nulla da mangiare. È una mortadella-annuncio, una salsiccia-della-speranza, come i treni per Lourdes. Di lavori in più e di maggiori soldi in tasca per gli italiani, al momento, non ce n'è manco mezzo! C'è solo una bella torta volante in cielo, da usarsi come scusa per continuare a non far niente, per non riformare nulla, per lasciare tutto come sta: tanto funziona, visto?

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05/nov/2009

Progettare guidati dall'esperienza del divertimento...

Grazie Wolkswagen! E sono anche grato di essere un tuo cliente. Andate un pò su questo sito della Fun Theory!
L'idea è tutt'altro che balzana o "marginale". Bisogna far vivere agli utenti dei vari servizi urbani un'esperienza completa degli stessi. E' un conectto guida che può servire in tantissimi altri casi. Vivamente raccomandato ai miei amici architetti.



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28/set/2009

A che servono gli economisti


Leggo con interesse il dibattito sulla domanda del titolo: se l'economia non è in grado di prevedere le crisi, a che diavolo serve? Su LA VOCE mi ha molto colpito un recente intervento di Gilles Saint-Paul. Ad un certo punto vi si legge che:

Si potrebbe pensare che, se non prevedono le crisi, gli economisti sono inutili, ma sarebbe altrettanto ridicolo quanto affermare che i medici sono inutili perché non hanno previsto l'Aids o la sindrome della mucca pazza. Inoltre, anche se le normali previsioni sono di qualche utilità, non credo che sia l'attività per la quale gli economisti sono più utili: la valutazione delle scelte di politica economica e la discussione sulla base di principi delle cause di fenomeni osservati sono dal mio punto di vista ben più importanti.

Concordo, in senso generale, con questa "difesa", ma mi sorprende un certo qual "subdolo" attacco alla matematica che si nasconde anche nelle righe dell'economista francese...Infatti: la discussione, divampata con la crisi finanziaria di Ottobre scorso, è nata proprio da quanti hanno rimproverato all'economia, NELLO STESSO TEMPO, da un lato di indulgere un pò troppo all'uso di modelli matematici sofisticati (ma evidentemente non efficaci sul piano delle previsioni) e dall'altro di aver smarrito una visione storica-psicologica-sociologica PIU' GENERALE che si liberasse da "pesanti" e "complicati" formalismi di CALCOLO....
Alla fine, dichiarando l'umiltà della propria disciplina (..del che proprio non si direbbe, soprattutto sentendo i politici-economisti che credono di essere maghi Otelma, che come Tremonti..infatti, avevano capito tutto prima di chiunque altro), Saint-Paul scrive:
L'economia è un sistema estremamente complesso: comprenderlo appieno è oggi al di là delle nostre capacità intellettuali personali e collettive. Per il ruolo che vi hanno i principi in cui si crede, le istituzioni e altro ancora, il sistema è certamente più complesso di quanto lo sia descrivere l'evoluzione e la distribuzione della materia nell'universo, per esempio. E tuttavia i fisici hanno difficoltà a produrre un modello soddisfacente se hanno dovuto introdurre una “materia oscura” non osservata per rendere i dati compatibili con le loro teorie. E questo nonostante agisca una sola forza, la gravitazione. Non stupisce che noi economisti siamo dieci volte più “all'oscuro” dei fisici quando cerchiamo di capire le interazioni tra le molte forze che guidano l'economia.
Questo passaggio è un bel azzardo logico...E intanto il problema "analogo" descritto è fisico più che matematico! Si ha ancora l'idea, dunque, che le matematiche siano deterministiche e "meccaniche", "leggi di natura" adatte al mondo dove si sentono solatnto le forze gravitazionali (la meccanica quantistica che diavolo è?): mai sentito parlare, per caso, di Caos, Non Linearità, Catastrofi, Dinamiche di sistemi dissipativi? non sarebbe il caso che gli economisti si interroghino sulle matematiche "giuste" per capire i fenomeni delle crisi finanziarie correnti (e passate?).
Se gli economisti diventano umili, è bene anche che studino con maggiore impegno le singole discipline (prima di condannarle a priori)..la soluzione non consiste, a mio modesto avviso, nello studiare di tutto un po' per azzeccare una spiegazione RAGIONEVOLE. Forse la chiave matematica dell'interpretazione della dinamica di una crisi non sarà l'unica chiave giusta, ma almeno usiamo il mazzo delle chiavi che aprono le porte del palazzo dei misteri...

Ed è utile , poi, che i migliori economisti, come il Nobel Stiglitz del nuovo libro sui TRE TRILIONI di $ persi nella guerra in IRAQ, SPIEGHINO anche il presente e la storia dei disastri economici già avvenuti; ciò può essere umilmente utile a capire qualcosa di più del mondo pazzo in cui viviamo (e le cui biforcazioni caotiche sono spesso originate da sentimenti ed emozioni tipiche dell'uomo, dall'avidità degli speculatori ai deliri dei militari, dalle paure dei consumatori alle bugie dei governanti...). Secondo me, ci sono altre matematiche da utilizzare, ed altre visioni disciplinari da re-inventare per rifondare l'economia.

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23/set/2009

Tito Boeri sulla finanziaria del Robin Hood dei condoni

Non c'è più vergogna!
Gli ultimi emedamenti al decreto per il "rientro" dei capitali sono un gigantesco CONDONO per vari tipi di reati NAZIONALI (l'estero non c'entra nulla!mentre tutti i falsi in bilancio vengono sanati di colpo).
La voce dell'opposizione, NEL MERITO, mi sembra sempre più flebile, mentre le grida sulla moralità del Premier fanno sperare soltanto nel crollo "magico" del berlusconismo. Manco fosse il crollo del capitalismo del vecchio Marx...
SULLA FINANZIARIA TRUFFA O "LIGHT" RILANCIO LE COSE SCRITTE DA BOERI
Mentre avviene tutto questo, ci si sbrana sul nulla dentro quello che fu il PD!
D'ora in poi conviene soltanto riflettere su come l'impresa e il lavoro italiani possano cambiare lo stato di cose esistente nell'industria e nel terziario che abbiamo, approfittando (...si fa per dire!) dell'assenza totale della politica. E' un "sentimento" sempre più diffuso, ed è anche l'unica cosa seria da fare.

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29/ago/2009

Lui non è un economista, ma studia male la magia


Tremonti ha finalmente ammesso
, nonostante tutti i suoi libri profetici sul "nulla", di non essere un economista, e di star male in una compagnia di maghi e imbonitori, dal mago di Oz a "mago" Otelma (cui forse assomiglia un poco..). Solo lui avrebbe capito, fin dal '95, che ci sarebbe stata la crisi (Stiglitz e Krugman si rassegnino...).
Nella sua paranoica visione da Robin Hood "verde" (come Bossi), che darebbe al popolo togliendo (?) alle banche, il filosofo-mago Tremonti raccomanda che, passata la buriana,non si debbano
«riaccendere i falò delle vanità, delle stupidità, della speculazione, dei bonus». RAGAZZI, CHE PULPITO!
Orbene: io capisco la demagogia surreale di chiunque si arrampichi sugli specchi al cospetto dei ciellini a Rimini, tanto più di un tributarista con velleità politiche nel "vuoto pneumatico" del regime berlusconiano, ma non riesco a digerire la disinvoltura della menzogna, che supera quasi quella del proprio capo-ufficio. Non era Tremonti, dopo le Twin, a sbagliare qualsiasi previsione economica e finanziaria? Non era e non è sempre lui a scagliarsi contro l'Asia fino al punto da convertirsi da "liberal" a colbertista/statalista un po' autarchico e ridicolo? E adesso che la vera ripresa parte dalla Cina che fa, continua...a dire tali stupidaggini? Non c'è limite, ormai, alla spettacolarizzazione delle gesta mimiche del nostro "governo", dalla Perdonanza mancata a Berlusconi alle insulsaggini di Rimini (neanche un po' fischiate o prese a pernacchie da giovani cattolici peraltro a volte svegli..)...La cosa buffa è che Tremonti - Robin Hood fa il moralista, nel governo così "etico" di Berlusconi, e pretende che queste "gigionate" siano perfino morali e rivoluzionarie. Meno male che non è un economista! Cerchiamone uno vero al suo posto. Per esempio uno che non si limiti a togliere l'ICI ai ricchi o a fare regali fiscali giganteschi agli imboscatori di capitali nei paradisi fiscali. MA E' POSSIBILE CHE NESSUNO LO ABBIA FISCHIATO LI' SUL POSTO E CHE QUALCUNO DIA CREDITO AI SUOI MESCHINI PENSIERI LEGHISTI?

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27/ago/2009

Sul fronte dell'ottimismo

Rilancio questa bella intervista a un imprenditore coraggioso che ho intercettato sul blog di Alfonso Fuggetta, e che era stata pubblicata dal Corriere della Sera. Solo per confermare che vedo gente di questa stoffa sia a Nord che a Sud (senza gabbie di sorta!)che lavora pensando al futuro, che è poi l'unica cosa che abbia senso fare..per non parlare di tanti meridionali che lavorando al Nord stanno brevettando cose di cui presto potrò raccontare. COSE, OGGETTI intelligenti e "risparmiosi" che si poitranno impiegare sulle strade d'Italia. A presto,...

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05/lug/2009

Il Bertolaso di Fiorello che piace di più di quello vero


Credo sia umanamente legittimo per qualunque italiano adulto sorridere o sgnignazzare (secondo i gusti) alla caricatura "amabile" delle 106 controfigure di Bertolaso di cui Fiorello parla nei suoi spettacoli nel Teatro Tenda (spesso anche su SKY).
Spero che sfottere l'uomo, che con una sola tuta fronteggia tutte le emergenze possibili del Paese, non diventi reato di stampa o di diffamazione a mezzo blog.
La contro-informazione sull'emergenza Rifiuti a Napoli è stata sempre abbastanza attiva, come quella degli sfollati del centro storico de L'Aquila,...basta farsi un giro nei blog e su Facebook per scoprire che la patina luccicante, ma pur sempre volutamnete "modesta" e da ape operaia, della Protezione Civile italiana mostra crepe imbarazzanti. Ma non voglio infierire su quest'aspetto..
Recentemente, per uno scherzo del destino cinico e baro, con un Comunicato della Protezione Civile sulle inchieste varie in corso nella Procura di Bari sui rapporti tra LUI e altri "amici" (?) del Cavaliere in merito a forniture e possibili lavori/ servizi per la Protezione Civile, l'Uomo in Tuta ha dichiarato di non aver mai ordinato un cerotto o un estintore al Gruppo INTINI (a SMA SpA, credo in particolare...). E ci mancherebbe! Credo davvero che ne siamo sprovvisti..
E' pur vero che, attraverso "canali" magari discutibili (ma efficaci, evidentemente), le aziende si preoccupino di far conoscere all'Uomo in Tuta alcune cose non trascurabili in materia di una Protezione civile che diventa sempre più a 360° gradi: ad esempio,
se è vero che gran parte della Protezione si basa sulla Prevenzione e quindi sulla Conoscenza in tempo reale dei diversi fenomeni ambientali, come può il Dipartimento della PC ignorare o dichiarare non contestuale alla propria missione il monitoraggio dei rischi di incendio, frana, esondazione, meteo, ecc. ecc. Come si può trascurare o fare spallucce rispetto alle "pressioni" lobbystiche (anche plurali e bipartisan, ci mancherebbe!) di chi vuole qualificare e innovare il ruolo della PC, proprio per evitare che ogni disastro sia sempre un querulo ed eterno rimpianto sulle cose mai fatte, sulle decisioni mai prese, sulle risorse mai impiegate.
Credo che una visione operativa della PC italiana come polizia volontaria post-disastri
non riuscirà più ad affermarsi come un modello di eccellenza (che prima ci era invidiato nel mondo). Non basta scappare di qua e di là, tormentati dalla sfiga: a un certo punto serve anche riflettere su tutte le componenti sistemiche extra-PC che prevengano i danni, limitino i rischi, consentano una prevenzione intelligente. Ecco, se l'uomo in Tuta vorrà approfondire, penso che troverebbe risposte importanti anche per una migliore precisazione del suo ruolo, non onnicompresivo ed esaustivo dello scibile umano..

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04/giu/2009

Neoborghesia e nuovi ultimi


Recentemente Aldo Bonomi ha confessato: "SAPESSI COME E' STRANO PROVARE A CAPIRE MILANO", in uno dei suoi più recenti "Microcosmi" sul Sole 24 ore.
Il problema è, per dirla molto schematicamente, perchè mai la crisi devastante in corso (innescata dal più bieco egoismo della Finanza creativa) sia percepita fin troppo "dolcemente" dal primo popolo milanese della Capitale dei Fussi (ovvero dai "padroni delle Grandi Reti", quindi dalle elites borghesi tradizionali) e come mai invece comincino a cadere e a indebolirsi i territori e le aree vaste del capitalismo molecolare e personale, di cui si magnificava, fino a pochi anni fa, la capacità flessibile di adattamento e resistenza a condizioni certamente (e strutturalmente) avverse.
La capacità interpretativa dei concetti di "capitalismo personale" e di Geocomunità, sviluppati da Bonomi dentro l'utile paradigma FLUSSI-LUOGHI (che anch'io condivido da anni come una bussola di orientamento in materia di sociologia ed economia "moderna") è dunque messo in scacco dal nuovo mondo che si forma e cambia velocemente sotto i nostri occhi?
La tesi "ottimistica" di Bonomi, formulata fin dal 2004 nel libretto einaudiano "Che fine ha fatto la borghesia" , era che stesse emergendo una neo-borghesia "strana", forte dei saperi individuali nuovi della società della conoscenza, basata su nuove relazioni tra individui colti, fondatori di nuove elites dirigenti (forse più responsabili socialmente?), ricche - tuttavia - di potenziali originali risposte comunitarie e territoriali al "dominio" del grande capitale, e proprio a partire da luoghi anche remoti ma innervati da reti e flussi sempre più globali (nella finanza, nei trasporti, nelle TLC, ecc.).
Oggi Bonomi, interrogandosi su Milano e analizzando il blocco quasi "tetanico" degli spiriti vitali borghesi della "città infinita", che sembrano - tutto sommato - molto tranquilli e quasi "deresponsabilizzati" rispetto alla sofferenza della periferia della "capitale morale", afferma:

La terziarizzazione e la finanziarizzazione di cui Milano è la capitale postfordista non produce coesione sociale. Anzi, alimenta una società competitiva e desolidarizzante....
È come, per usare un linguaggio antico, non ci fosse più sintonia tra città e contado, tra Milano dentro le mura e la città infinita.... Forse l'attraversamento della crisi e l'arrivare all'Expo è quel percorso lungo ma necessario per far rinascere a
Milano una neoborghesia adeguata ai tempi nella grande transizione che stiamo vivendo.


Vorrei poter confortare Aldo Bonomi e confermargli l'ottimismo di sempre..ma non proprio su Milano! Io credo e vedo, dal mio punto di osservazione - che è quello di una geocomunità pugliese (ancora sufficientemente vitale) -, che l'attraversamento della crisi è durissimo, ma non potrà che avverarsi rimettendo proprio in campo la neo-borghesia da lui delineata. Insomma: la crisi dovrebbe servirci a far fuori rendite parassitarie, signoraggi feudali, predomini finanziari e prepotenze vetero-borghesi, magari ben insediate proprio nel centro di Milano. Prendendo in parola Bonomi, la campagna accerchierà e spingerà la città infinita in avanti: le geocomunità periferiche e il decentramento dei grandi flussi sono davvero, oggi più che qualche anno fa, le risorse effettive per fare i conti con un vecchio modo di fare capitalismo, all'insegna di un'innovazione ormai imprescindibile delle regole del gioco economico, neo-industriale e terziario. La lezione della crisi 2008-2010, purchè ci si curi davvero degli ultimi e degli esclusi, può porre le basi di una riforma efficace del modo di produrre e consumare. Si tratta di uscirne con il popolo "sano"...senza ulteriori insopportabili danni alla coesione sociale. Per fortuna oggi c'è Obama negli USA, e non più i teocon fanatici di Bush..E' vero, qui da noi si va al voto europeo nella povertà più assoluta di riflessioni sulla politica DEL FUTURO, di cui avremmo, invece, tanto bisogno, ma i meccanismi fondamentali erano stati innescati proprio al passaggio del secolo. Saremo costretti anche in Italia a essere davvero diversi: il capitalismo del capitale umano e "personale" è l'unica via possibile. L'Italia e anche Milano saranno salvate dalle geocomunità "esterne".
Il fatto che le classi dirigenti (politiche) attuali, a destra e a sinistra, non lo sappiano e non si accorgano del cambiamento del mondo in corso (come di quello del paese) NON CI DEVE PREOCCUPARE più di tanto: sono schegge di passati del tutto avviati al tramonto definitivo...

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02/giu/2009

Leggete tutti il Barbiere di Stalin!

Questo libro è scritto da un ingegnere-filosofo e parla (non solo!) di Corporate Social Responsibility, di come si deve interpretare il dovere e il merito in un'azienda o in una organizzazione pubblica, insomma parla di "COME POTERCELA CAVARE".
Cosa c'entra il barbiere di Stalin? E' presto detto: "Egli non si sentiva responsabile dei delitti del dittatore; era solo il responsabile dei suoi baffi, eppure ci metteva del suo quando glieli aggiustava, contribuendo ad aumentare il fascino che il dittatore esercitava"
Il libro, come si suol dire, ci interpella tutti! Passiamo gran parte della nostra vita a fingere che le colpe e le responsabilità siano sempre di qualcun altro...OCCORRE, DOVUNQUE - NEL PUBBLICO E NEL PRIVATO - RIPROVARE A CREARE RESPONSABILITA' E ADEGUATA VALUTAZIONE DEL MERITO. Siamo sempre tutti in gioco.
Così com'è da noi, qui (nelle aziende, nelle amministrazioni e nella politica) non va proprio... la scommessa è cambiare "culturalmente" e profondamente, attraverso una nuova etica che in modo sornione e divertente - come questo libro - riesca a farsi strada...
LEGGETELO! Vi lascio a una lettura di alcune righe di Giorgio Colangeli, per invogliarvi.

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25/mar/2009

Ecco uno che se la batte con Silvio


"Une société égalitaire c'est le contraire d'une société de liberté et de responsabilité"
Dovendo passare qualche giorno a Parigi, ho ripreso a leggere Le Monde sul web...ed ho trovato una miniera di PENSIERI FORTI del Presidente (...povera compagna Carla!). E' impressionante il concetto di eguaglianza di uno che dovrebbe aver studiato Libertè, Egalitè, Fraternitè fin dai banchi delle elementari. Ecco una perla da Le Monde di oggi, che riferisce di un discorso del 24 marzo:

Egalité

Il ne faut pas pénaliser la réussite. Il ne faut pas tuer le goût du risque. L'égalitarisme, c'est le contraire de la justice. L'égalitarisme, c'est le nivellement par le bas. Une société égalitaire, c'est le contraire d'une société de liberté et de responsabilité.


Insomma: non bisogna penalizzare chi ha successo, uccidere il gusto del rischio. Basta con l'egualitarismo che livella tutti in basso. Una società egualitaria è il contrario di una società di libertà e responsabilità.
FORSE VOLEVA DIFENDERE ANCHE LUI GLI EMOLUMENTI DEI DIRIGENTI DEL CREDIT AGRICOLE? Forse voleva parlarci in modo originale della crisi? Strano perchè ha promesso, DA OTTOBRE prossimo, che lui non tollererà mai più bonus milionari da parte delle banche e delle aziende aiutate dalle misure anti-crisi...(nel frattempo saranno usciti tutti con decine di milioni di euro, come da contratto!)
L'uomo è meno gaffeur di Berlusconi: segno che lui davvero pensa le cose che dice...nella patria dell'EGALITE'. Però hanno in comune un'istintiva capacità demagogica a truffare la gggente!

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28/feb/2009

Bufale nucleari


Premetto che io non ero tra quelli che volevano abolire il nucleare, all'epoca del referendum. Ritenevo che fosse una scivolata nel medioevo. Però il tempo, oggettivamente, ha lavorato contro l'ipotesi di riprenderlo in grande stile. Questo presunto mega-accordo tra Francia e Italia, letto nel testo autentico UFFICIALE, non è altro che un po' di fumo negli occhi, NON V'E' TRACCIA delle sbandierate 4 Centrali. Bufale nucleari, secondo la maggior parte delle persone serie, comunque la pensino sulla materia....

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26/feb/2009

Gli investitori rimasti forti

Estremo Occidente di Federico Rampini racconta oggi di una realtà rilevante per il futuro degli investimenti infrastrutturali, anche in questa parte del mondo (Mediterraneo,Puglia...):

Anche se il soprasso è avvenuto all’indietro, cioè per il tracollo dei titoli bancari a Wall Street, ecco un dato che fa sobbalzare. Le due più grosse banche cinesi - Industrial and Commercial Bank of China, e China Construction Bank Corp - valgono più delle 24 maggiori aziende di credito americane messe assieme.

Icbc ha una capitalizzazione di Borsa di 175 miliardi di dollari Usa, China Construction di 115, mentre le 24 principali banche americane totalizzano 272 miliardi. D’altronde la terza azienda di credito di Pechino, la Bank of China, con 106,7 miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa da sola vale più dei due pesi massimi americani messi assieme, cioè JP Morgan Chase e Bank of America. La Hang Seng Bank di Hong Kong (20 miliardi) vale quasi il doppio di Citigroup
.


Forse è questa la ragione per cui il Ministro del Commercio di Obama è cinese! Si chiama Gary Locke, ma è figlio di immigrati cinesi ed è uno dei pochi che viene ricevuto dai capi comunisti

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07/feb/2009

Il pensiero sugli economisti di un Nobel dell'economia



Leggo il blog di Paul Krugman da anni, da prima che vincesse il Nobel... Mi piace riferirvi questo suo pensiero sull'efficacia della "scienza economica" di questi tempi:

...and economists, who should be helping introduce some clarity, are on the whole making things murkier. I had thought that the lessons of the Depression would help guide us through this crisis; but it turns out that a large part of the profession knows nothing about those lessons, and is peddling fallacies exploded three generations ago as if they were profound new insights.
So yes, we can have another depression — because those who refuse to learn from history may be condemned to repeat it.


INSOMMA KRUGMAN DICE CHE UNA GRAN PARTE DEGLI ECONOMISTI NON CONOSCE BENE QUALI LEZIONI TRARRE DALLA STORIA DELLA CRISI DEL '29...COSì RISCHIAMO DI AVERE UN'ALTRA GRANDE DEPRESSIONE.

In particolare: in USA gli stimoli dovuti alla ripresa della domanda tardano ad arrivare, ed anche Obama sta perdendo la pazienza con il Congresso che ritarda ancora ad approvarli. Molti Repubblicani e conservatori di qua e di là dell'Atlantico (la Merkel per tutti!) credono ancora che il taglio delle tasse possa rianimare l'economia, e che il "libero mercato" serva alla terapia intensiva..
QUESTO IN USA: da noi, paradossalmente, ma in modo un po' ridicolo, va un po' meglio...
ABBIAMO GIA' 2 MILIARDI DI EURO PER LA RIEDIZIONE DELLA ROTTAMAZIONE: almeno un primo intervento concreto sull'auto (FIAT) , ma ridicolo complessivamente, come fosse un po' di solletico ad un vostro amico depresso cronico (che poi scoprite che non lo soffre affatto).
Tito Boeri, oggi su Repubblica, e la Voce.info mi sembrano sulla stessa lunghezza d'onda di Krugman, ed infatti non risparmiano critiche ben fondate a Tremonti: il punto è che il credito non riparte e che le famiglie sono alla canna del gas.
Tutto ciò avviene nel pieno delirio del Capo del nostro Governo, che crede fermamente di aver dato lui (???!!!) i consigli giusti al G8 per uscire dalla crisi mondiale, mentre organizza assalti incostituzionali al Presidente della Repubblica in nome della "vita" di Eluana Englaro...

ORE 20... IL DELIRIO CONTINUA: per lo psiconano, come direbbe Grillo, la nostra Costituzione è un po' filosovietica...
VERGOGNA!

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