27/ott/2007

CISCO entra nel wimax (e mobile!)


Sul blog della CISCO c'è una notizia di non poco conto per chi abbia ancora dubbi sulla rivoluzione wimax. Ho letto un sacco di commenti americani: sembra che sia una scorciatoia di tipo "solo" business. Nel senso che CISCO - che ha fatto la rete come la conosciamo - avrebbe trovato una via breve per non perdere il trend del momento( a costo basso, dato che l'acquisizione di NAVINI WIMAX costa soltanto 330 Milioni di $). A ME SEMBRA BEN DI PIU': perchè la soluzione Navini, un po' esoterica fino a poco tempo fa per la maggioranza degli addetti ai lavori sul wimax fisso, ha valori aggiunti non indifferenti nel momento in cui wimax e 3G convergono in una sana competizione/cooperazione. NAVINI, ottimamente rappresentata in Italia da IBAX ha da sempre puntato sul wimax mobile e su alcune tecnologie intelligenti per le antenne (SMART BEAMFORMING) e per la gestione delle potenze in gioco (sia in download che in upload): adesso che scatta la corsa sul wimax mobile, in logica di standard ITU, CISCO fa anche un affare sul piano prestazionale. Ed ha tutta la forza per "innovare", ovvero portare al mercato, l'esoterico SMART WIMAX della finora piccola NAVINI.

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12/mag/2007

Fibre che ridono...

Sono convinto come Stefano che la realizzazione della Rete (neutra e scorporata) di tipo NGN significhi portare fibra in casa degli Italiani e non altri panniccelli caldi..MA a due condizioni (auspici!): 1) che la RETE NGN sia accessibile da TUTTI gli operatori a regole molto chiare e che gli investimenti infrastrutturali pubblici siano trasparenti come (?) quelli sulle autostrade; 2) che nelle MORE di questo non rapido futuro si faccia ogni sforzo per accellerare sul wimax senza pregiudizi di sorta (sia in termini tecnologici - dato che tutto può migliorare ! - sia in termini applicativi, dato che il WBA può tranquillamente convivere con la Fibra)

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10/mag/2007

Ecco le regole per l'asta wimax !

La prima sensazione netta è che non si sia voluto creare la dovuta asimmetria tra gli Operatori Mobili (e Fissi) e i new entrants sul mercato macro-regionale....Ne riparliamo dopo aver analizzato a fondo tutti i possibili trucchi dei provvedimenti AGCOM!

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14/ott/2006

Uno spettro, ma non quello giusto, si aggira in Europa!



E' lo spettro radio-elettrico! Non quello di Marx.
Finito, si fa per dire, il tormentone Telecom Italia (ma solo sui giornali!), che si incentrava sulla giustificata voglia degli operatori di Telecomunicazioni di fare sempre di più TV su Internet, i riflettori si accendono ancora una volta sulle vecchie TV, grazie al disegno di legge di Gentiloni sul mercato radiotelevisivo.
Tra strilli isterici di Mediaset e antiche ipocrisie sul duopolio "da eliminare" ( che mi pare una questione antica come quella del Ponte di Messina e della Salerno- RC) mi viene voglia di fuggire mentalmente a Boston, nella "patria" dell' "Open Spectrum" .
Lo spettro elettromagnetico è UNA RISORSA preziosa, ma fondamentalmente SPRECATA!
Non so quanti amici che si occupano di ICT e perfino di larga banda su rame e fibra si ricordino i fondamentali delle Comunicazioni, da Marconi in poi. Lo spettro è sempre all'origine delle nostre ICT! Spiego brevemente: è da quei tempi gloriosi che è invalso l'uso di partizionarlo e spezzettarlo con leggi e regole severe per evitare interferenze tra le diverse utilizzazioni ANALOGICHE (radio, TV, difesa, ecc.).
Tutto questo andava bene fino alla digitalizzazione delle Comunicazioni sul finire del secolo scorso, ma adesso le cose sono cambiate. PER NON AMMORBARE I MIEI 500 VISITATORI UNICI, RICORDO SCHEMATICAMENTE CHE SE PRIMA LA SINTONIZZAZIONE AVVENIVA OBBLIGATORIAMENTE ACCORDANDOSI SU "QUELLA" SOLA SPECIFICA FREQUENZA O CANALE, OGGI UNA COSIDDETTA RADIO COGNITIVA PUO' TRASMETTERE VIA SOFTWARE: ovvero un'antenna intelligente ( con convertitore analogico/digitale) trasmette un flusso di bit sulla frequenza che "trova" libera e conta sull'interpretazione software dell'antenna ricevente intelligente per ottenere una comunicazione in etere del "suo" flusso di pacchetti IP, esente da disturbi e interferenze e magari anche criptato e sicuro!
Che i miei pazienti lettori navighino quindi nei wiki citati, ma vi assicuro che la cosa non è affatto complessa.
Io ho scoperto le radio cognitive occupandomi di wireless e RFID, ovvero di un ipotetico mondo futuro che il MIT chiamò, già nel '99, l'INTERNET OF THINGS. Sì, si tratta dei famosi tag o transponder destinati a sostituire irreversibilmente i codici a barre, che si leggono in uno "spettro libero" ma digitalizzato, attraverso opportuni reader.
Una start up del MIT, oggi grande azienda di riferimento nel settore, THING MAGIC ebbe la geniale e semplice idea di costruire un lettore RFID basato sul principio di una radio cognitiva, in grado di leggere QUALSIASI tag su qualsiasi frequenza....
Infatti il problema che noi ingegneri abbiamo con il magico mondo RFID è proprio quello di trovare il modo di operare in modo versatile e compatibile con le diverse frequenze (standard o meno) che si presentano di fronte ai nostri ancora imperfetti lettori, e soprattutto gestire la sicurezza della trasmissione dei dati dal tag al sistema informativo. E' qui che le radio cognitive aiutano, ma su questo tornerò a parlarvene in modo semplice a proposito di container e camion....
MA, come direbbe Di Pietro, tutto questo ....che ci azzecca con Gentiloni e con il decreto anti-Gasparri?

Ci azzecca, ci azzecca!.... con l'automazione di domani, con la liberalizzazione e il rilascio delle frequenze inutilmente sprecate, con le politiche della UE sullo SPETTRO, con la scarsa immaginazione tecnica di un mondo politico MAI digitale che continua a parlare di frequenze alla vecchia maniera....
Si parla tanto di canali e frequenze (solo TV) senza fare mai i conti con l'orizzonte tecnologico che si spalanca davanti a noi, con le applicazioni wireless IP, con l'innovazione orizzontale e diffusa (pervasiva si diceva una volta...) che ci potrebbe essere se soltanto ci si ricordasse di studiare e non ci si affidasse alle burocrazie dello SPETTRO, agli interessi consolidati, alle lobbies politiche-TV, ad un vecchio modo di pensare!
Non riesco a leggere un disegno chiaro e lungimirante nel ddl Gentiloni; capisco che la transizione al digitale va fatta con prudenza e che bisogna riparare subito i guasti e gli sprechi dello spettro perpetrati da Gasparri/Berlusconi, ma vorrei riuscire a vedere una coerente politica Europea anche in Italia, sul wimax, sull'uso delle frequenze analogiche rilasciabili dalle vecchie TV e dai militari, e soprattutto vorrei che si comprendesse che la DIGITALIZZAZIONE dello spettro, di tutto lo spettro, E' LA BASE DI UN VERO SALTO IN AVANTI NELL'INNOVAZIONE. Innovazione, non ricerca: bisogna portare al mercato prodotti e servizi di cui sappiamo già tutto da diversi anni...le radio cognitive sono la base di un intero nuovo mondo wireless. Il digitale terrestre o l'IP sulle frequenze del vecchio TELEDRIN (il pager) potrebbero aprire una nuova industria...arridatece lo spettro!

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27/apr/2006

Soluzioni wireless a vecchi e nuovi problemi di Larga Banda

Forse una strada c'è per uscire dallo stallo della scarsa neutralità delle infrastrutture di Larga Banda e dal predominio assoluto del monopolista; anche qui in Puglia, dove la INFRATEL SpA e la Regione stanno/(starebbero) posando fibra ottica e (forse) ponti wimax nelle aree più "sfigate" (quelle collinari e rurali,... come se le nostre aree industriali senza ADSL già non lo fossero!), un po' da per tutto, dal Gargano a Leuca. Con una spesa a dir poco esagerata, se soltanto qualcuno avesse voglia di fare i conti tra più opzioni tecnologiche e guardasse al wireless che verrà...
Buon senso vuole che, qualunque cosa succeda nelle prossime settimane (di nuovo governo) a Sviluppo Italia e a tutte queste agenzie pubbliche "centrali" che ne sono figlie, si decida presto (entro i prossimi due anni) un modello di esercizio elementare, su base regionale, di tali nuove reti (non è che però ce ne mancassero di dorsali in fibra, ahimè "spenta" per lo più!).
I proprietari delle nuove reti al Sud, Stato e Regione,dovrebbero stabilire, a cose fatte, un listino d'affitto neutrale per tutti gli operatori di mercato che ne facciano richiesta. I costi di listino dovrebbero retribuire la manutenzione delle nuove reti e poco altro: poi ciascun operatore, dal più grande al più piccolo Internet Provider, si regolerà come crede.
Lascio da parte inutili riflessioni analitiche sulla politica dello scavo e sull'uso dei cavidotti pubblici futuri, quando tutta la rete d'accesso italiana è già saldamente in pugno ad un Privato come T.I..... ( i buoi erano già scappati...)e, tuttavia, se gli Enti Locali, i Comuni e le Province, certo non da soli, ma con aziende - locali e non - alleate, specializzate nell'erogazione dei servizi TLC e Internet, pensassero di organizzarsi per l'accesso e l'integrazione wireless dei "pezzi" di rete che attraversano i loro territori? Per offrire servizi e contenuti "indigeni" sulla Larga Banda Locale, magari come parte accessoria e palisesto "regionale" aggiuntivo dell'offerta Alice TV, di quella Fastweb, ecc.?
Questa ipotesi è suggestiva sul piano dei contenuti, ma addirittura entusiasmante nella prospettiva di una rete locale wireless a Larga Banda, promossa dai Territori, che copra in modo capillare e a costi molto ridotti tutte le utenze pubbliche e private di un'area omogenea.
La rete wireless locale non sarebbe altro che una rete magliata di hot spot wi-fi/wimax, così come in certe zone di Roma, in provincia di Firenze o come sta facendo Google a San Francisco...L'alimentazione di una tale connettività Internet ha bisogno, nel nostro caso pugliese, di una razionale distribuzione degli accessi via "radio" in prossimità dei nodi più veloci della fibra terrestre (Infratel).
Non mi sembra che sia una strada facile, ma certamente è fattibile, tecnicamente e giuridicamente: comporta maggiori sforzi di fantasia, studio e determinazione nei Comuni e negli Enti Locali. Anche sul piano giuridico, il Codice delle Comunicazioni è una bussola ormai molto precisa.
Mi rendo conto che non sono temi "popolari, ma, ogni volta che se ne parla con gli addetti ai lavori negli Uffici regionali, mi sembra che aumenti soltanto il nervosismo e la voglia di rinviare qualunque discussione di merito...Eppure, tra le attuali panzane della Tv Mobile della Tre e (ahimè anche di Telecom) e i lanci imminenti (ma solo in certe zone di Bari) della ADSL2 a 20 Mega, forse si dovrebbe davvero capire, in fretta, se la Larga Banda pubblica "sognata" in Puglia ci sarà davvero oppure no, un giorno... E quel giorno non dovremo meravigliarci di aver regalato tanto denaro pubblico e tanta fibra spenta al "mercato" che ringrazierà...
Credo, invece, che i tempi siano ormai maturi per rivedere tutta la materia.
Su questa linea si muove del resto anche l'Assoprovider ed un insieme di Enti Locali che non scimmiottano di certo le compagnie di Telecomunicazioni, ma hanno a cuore uno sviluppo locale intensivo basato sulla capillare diffusione della Società della Conoscenza e l'audeterminazione culturale.
E chi se non i Comuni, anche tra loro riuniti, potranno contrastare una violenta prevaricazione mediatica e culturale a cura dei grandi Editori Globali?
C'è qualcuno che crede davvero in Regione Puglia di dover aspettare ancora? di non insistere subito sulla liberazione delle frequenze giuste del wimax, già ben sperimentato in altre Regioni (la 3,5 GHz)? Come non decidere, anche noi, qui e ora, del Far West delle frequenze e del futuro vero della TV digitale? Accantonata la triste vicenda dei decoder non interattivi, che hanno fatto sospendere ai Comuni più seri, da Torino in giu', qualunque progettino di cosiddetto T(V)-government, non sarebbe ora di pensare alla Larga Banda Senza Fili puramente Internet? E, alla faccia di chi ha fretta di piazzare i videofonini per i Mondiali, possiamo ricordare che il mondo Internet Mobile in Larga Banda (Cisco per es.) ha già pronti telefoni IP che "vedono" forse meglio le "stesse cose"? Senza fili ed anche in mobilità....Al Sud abbiamo una scatola pubblica "piena" (i vari progetti di Larga Banda per le Regioni Obiettivo 1), forse può tornare utile per costruirci qualcosa di serio!

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