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Adesso a cosa mi serve un iPAD?

Questo era il mio primo MacBook Air, di cui andavo molto fiero, soprattutto ai check-in di sicurezza negli aeroporti. Adesso sto puntando con decisione al nuovo Air, di appena 11″. Questa ennesima prelibatezza di Jobs, dopo l’incredibile iPhone 4, mi ha tolto un pensiero colpevole. Non avevo avuto il minimo dubbio a scartare l’acquisto di un iPAD, da me considerato un ottimo giocattolo, ma davvero poco utile per chi come me vive in simbiosi con un computer personale. Beh, la Apple stessa mi ha tolto dall’imbarazzo, unendo il tablet, la tastiera e tanto altro di nuovo del mondo telefonico (a partire dal FaceTime dell’iPhone), con dimensioni e pesi da vero nomade  dell’Informatica. L’iPAD, a questo punto , non sarà più comprato da tanta gente come me: tanto più che sul nuovo Air c’è il sistema operativo LION ed il MacBook e l’iPAD si fondono miracolosamente insieme.

Tutto ciò è un pretesto per il mio solito discorso concreto sull’innovazione, e non sulla sua retorica ( ad es. mi riferisco a  quella che si farà inevitabilmente  a fine settimana tra i Giovani di Confindustria a proposito delle loro vocazioni industriali o del progetto Fabbrica Italia di FIAT). Innovazione, come direbbe Scott Berkun, è “A SIGNIFICANT POSITIVE CHANGE”: UN SIGNIFICATIVO CAMBIAMENTO POSITIVO.

E’ certo il fatto che l’innovazione di Apple, a ritmi prima impensabili ( nonostante le diverse malattie di S. Jobs), rivoluziona il mondo stesso della telefonia e dell’informatica, “inventa” o cambia intere industrie. Ciò non vuol dire che Apple non si basi su migliaia di specifiche micro-innovazioni ( dall’accelerometro in silicio ai nuovi materiali della retina dell’iPhone) o che rinunci allo sfruttamento intensivo degli operai cinesi del Guandong.

Il fatto certo è che la squadra della Mela pensa (e lavora) sistematicamente  a cambiare significativamente il modo stesso di usare (e concepire prima) un telefono o un computer. E’ così che ragionano ogni giorno. Possono anche eccedere e sbagliare target di mercato o rimanere sempre (?) sotto i numeri di Microsoft, però non demordono mai. I flop possono pure starci (del resto ne fa a valanga anche Bill Gates), ma sono sempre orientati a principi e valori netti, tra i quali non guasta affatto il Design e il gusto estetico. Per carità verranno presto fuori anche tanti tablet migliori  e meno costosi dell’iPad, ma in Apple staranno già pensando ad un altro prodotto da “inventare”. L’innovazione va studiata davvero in casa Apple. L’invenzione è necessaria ma non sufficiente per l’innovazione: si può infatti innovare  a partire anche dal  solo Vinavil di Attack (G. Muciaccia), ma certamente non guasta!