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Contro il declino

Le  prediche o le “attese” sull’innovazione  che non c’è (in Italia) non bastano più. Bisogna dimostrarne in pratica gli effetti benefici  (ed economici), per convincerci tutti a ricercarla, continuamente. Soprattutto nel sistema pubblico, ma anche nelle imprese. Il mercato, da questo punto di vista, non aspetta. L’innovazione non è  soltanto ricerca, nè un grande  sforzo di ingegneria: è  immaginazione, creatività e senso pratico che riescono a trasferire valore a prodotti e servizi veri, semplici, fruibili, organizzati.

Occorre, allora, produrre buoni esempi, discutere  risultati concreti, smascherare le  tante trappole retoriche disseminate lungo il percorso apparentemente virtuoso  delle  troppe, “buone” parole sulla ricerca e sullo “sviluppo”, che finiscono per metterla, alla fine, soltanto in cattiva luce. Gli altri paesi la fanno, Asia in testa, noi ne discettiamo con troppi discorsi e con scarse azioni che ci condannano ad un  “ir-reversibile” declino.  Reversibile lo sarà, ma soltanto se non mancheranno le  intelligenze e le energie per arrestarlo, sfatando miti e luoghi comuni   che affliggono ( per la verità)  tutto l’intero orizzonte occidentale (ed è questa la ragione per dar conto, in fondo a questo post, di un libro coraggioso che affronta lo stesso tema, e che rileggo in questi giorni..).  Di volontà di arrestare il declino ne vedo ancora tante,  ma  non c’è più tanto tempo.

Il mio blog “innovazione digitale”  è stato, per qualche anno, un diario minimo e personale di una speranza che è  diventata presto illusione.  Poi ho preferito tacere, soprattutto per ciò che accadeva concretamente in Italia e nel Sud negli ultimi 2-3 anni. Ma non demordo, voglio ragionare ” in pubblico”  ancora una volta di come si può riprendere la speranza di cambiare lo stato di cose esistente. L’orizzonte non può che essere globale: i mercati che chiedono innovazione sono più estesi, e magari più lontani. Ma da lì, da mercati anche lontani, dove cimentarsi con la vera competizione degli “altri”, viene la speranza che lavorare per l’innovazione, e quindi per il successo tecnico ed economico (qualunque cosa significhi..fino in fondo),  possa far rimbalzare in avanti anche le nostre comunità “locali”, dove tale domanda sembra ormai assopita.

E per far questo bisogna cominciare a DEMITIZZARE l’innovazione che ..non c’è! Questo blog diventerà il diario mentale di un confronto con le idee che possono contare davvero lungo questa strada complessa. Ecco perchè comincio da Scott Berkun, invitando gli amici che lo vorranno a  fare insieme ( a me)  un percorso critico e “aperto” sui punti fondamentali di un discorso (che non voglio interrompere!) e che spero serva a un micro-passo nella direzione “giusta”.

e…ancora…